Imprese digitali, è boom al Sud: in pandemia ne sono state aperte 7.500
di Federica Angeli , di Federica AngeliNel decennio 2012-2022, le imprese digitali - iscritte al registro imprese in uno dei seguenti settori: e-commerce, servizi internet, elaborazione dati, produzione software - sono cresciute di 42.075 unità, passando da 104mila unità a 146mila, con un incremento pari al 40,2% rispetto al numero di imprese iscritte nel 2012. A rivelarlo una ricerca realizzata nell'ambito della decima edizione DIGITALmeet, il più grande festival italiano su alfabetizzazione digitale per cittadini e imprese che si svolgerà dal 18 al 23 ottobre in tutta Italia con eventi sia in presenza che da remoto.
Una crescita costante
Nell'ultimo biennio, la velocità di crescita delle Imprese Digitali ha avuto dunque un'impennata: se nel periodo 2012-2020, la crescita viaggiava a circa +3.400 imprese l'anno, nel biennio 2020-2022 si è passati a +7.500 imprese all'anno. Paolo Gubitta, professore ordinario di Organizzazione aziendale all'…
Nel decennio 2012-2022, le imprese digitali - iscritte al registro imprese in uno dei seguenti settori: e-commerce, servizi internet, elaborazione dati, produzione software - sono cresciute di 42.075 unità, passando da 104mila unità a 146mila, con un incremento pari al 40,2% rispetto al numero di imprese iscritte nel 2012. A rivelarlo una ricerca realizzata nell'ambito della decima edizione DIGITALmeet, il più grande festival italiano su alfabetizzazione digitale per cittadini e imprese che si svolgerà dal 18 al 23 ottobre in tutta Italia con eventi sia in presenza che da remoto.
Una crescita costante
Nell'ultimo biennio, la velocità di crescita delle Imprese Digitali ha avuto dunque un'impennata: se nel periodo 2012-2020, la crescita viaggiava a circa +3.400 imprese l'anno, nel biennio 2020-2022 si è passati a +7.500 imprese all'anno. Paolo Gubitta, professore ordinario di Organizzazione aziendale all'università di Padova e coordinatore scientifico della ricerca (i dati sono di Info Camere) la spiega così: "Le imprese digitali durate la pandemia hanno reso l'Italia più resiliente. Lo sviluppo così elevato in particolare di ecommerce, ovvero piattaforme che hanno permesso alle persone di comprare e vendere e di fare quello che la pandemia ci ha impedito di fare, ci dice due cose. La prima: esisteva un potenziale imprenditoriale nascosto nelle pieghe della narrazione disfattista del Paese che ha saputo cogliere in tempi strettissimi l'opportunità imprenditoriale che si è aperta in quel momento".
In Campania +72% di aziende e-commerce
Il secondo aspetto, spiega sempre il professore Gubitta, riguarda il territorio in cui questo incremento c'è stato. "La Campania negli ultimi 10 anni ha visto un incremento di imprese digitali del 72% e questo ci fa dire che la coesione territoriale non si fa solo con le politiche per il sud ma anche dotando il sud delle infrastrutture digitali: portare la fibra in ogni paesello e in ogni borgo perchè lì c'è del capitale umano di livello da sfruttare è il suggerimento che, alla luce di questi dati mi sento di dare al prossimo governo. Se diamo l'opportunità alle persone in gamba, loro se le prendono e siccome a crescere sono ecommerce ma anche di software che hanno bisogno di pochi investimenti all'inizio, valorizzare le capacità cognitive che stanno emergendo, diventa fondamentale".
Coesione territoriale e boom del Sud
La Lombardia rimane la regione con il maggior numero di imprese digitali (31.263 unità, +42,7% nel decennio) e il Lazio è la seconda (18.634 unità, +36% nel decennio). Ma la vera sorpresa è il Sud del nostro paese. L'area sud e isole recupera una parte del ritardo in termini di numero di imprese e in Campania si compie un exploit: da 8.396 imprese a 14.456 imprese (+72%). La crescita "vertiginosa" di imprese digitali in Campania, e più in generale al sud "è interessante anche per altre due ragioni - prosegue Paolo Gubitta. Le imprese digitali permettono alle aree meno vocate alla manifattura di poter avere traiettorie di sviluppo imprenditoriale interessanti, grazie al fatto che queste imprese hanno bisogno di minori investimenti in capitale fisico rispetto a quelle manifatturiere. Due: queste aziende sono, per loro natura, ad elevato impiego di capitale umano qualificato e, pertanto, sono un ottimo attrattore di cervelli e possono essere usate come leva per bloccare l'emorragia di persone qualificate e addirittura per attrarne da fuori territorio".
Cambiamenti asimmetrici nel settore
All'interno del quadro generale di crescita, si registrano alcuni movimenti asimmetrici nei comparti. Il comparto della produzione software rimane il più consistente (54.297 imprese nel 2022, +25% rispetto al 2012), mentre quello dei servizi internet si contrae (da 9.803 nel 2012 a 8.441 nel 2022; -14% nel decennio). Le imprese di ecommerce decollano, passando da 9.180 imprese nel 2012 a 34.610 nel 2022 (+277%): sono le imprese al servizio della trasformazione digitale dei comportamenti della popolazione italiana, spinta anche dalla pandemia del 2020.