Crisi energetica, caro bollette e inflazione: anche il ceto medio fa la spesa al discount
di Brunella Giovara , di Brunella GiovaraMILANO - Chi è questo pollo? E dove è nato, cosa ha mangiato e chi e dove l'ha sezionato in cosce e sovracosce, petti e fusi, con pelle (costa meno) e senza? L'occhiuto consumatore soppesa il pacchetto e legge bene l'etichetta, soprattutto nel discount, il rifugio della classe media che fa i conti con l'inflazione, lo stipendio fermo, l'autunno che avanza e il punto interrogativo: ce la farò a pagare le bollette? E il cibo? Quel pollo si rivelerà poi cresciuto dalle parti di Mantova, ma il sospetto rimane: perché qui costa poco, e di più nel supermercato famoso, cento metri più in là?
"Posso spendere ma non spreco"
Sul pollo non abbiamo risposte pronte, ma mai come ora i discount sono pieni di gente che prima non ci ha mai messo piede, eppure ne esce contenta, sventolando lo scontrino che dice "120 euro. Là avrei speso il doppio". A Milano il passaparola indica certi posti per i de…
MILANO - Chi è questo pollo? E dove è nato, cosa ha mangiato e chi e dove l'ha sezionato in cosce e sovracosce, petti e fusi, con pelle (costa meno) e senza? L'occhiuto consumatore soppesa il pacchetto e legge bene l'etichetta, soprattutto nel discount, il rifugio della classe media che fa i conti con l'inflazione, lo stipendio fermo, l'autunno che avanza e il punto interrogativo: ce la farò a pagare le bollette? E il cibo? Quel pollo si rivelerà poi cresciuto dalle parti di Mantova, ma il sospetto rimane: perché qui costa poco, e di più nel supermercato famoso, cento metri più in là?
"Posso spendere ma non spreco"
Sul pollo non abbiamo risposte pronte, ma mai come ora i discount sono pieni di gente che prima non ci ha mai messo piede, eppure ne esce contenta, sventolando lo scontrino che dice "120 euro. Là avrei speso il doppio". A Milano il passaparola indica certi posti per i detersivi e altri per la cibaria a prezzi mai visti, poi ci sono quelli che vanno nella catena sconosciuta per carta igienica tovaglioli e fazzoletti, serbando i soldi per Eataly. C'è un dato di settembre, un 10 per cento in più di fatturato per il settore "market low cost", certificato dalla Nielsen per Fida Confcommercio e Federdistribuzione. "Stiamo diventando poveri", dice Ileana Loiodice, "partita Iva nel settore oreficeria", nel parcheggio dell'MD di via Asiago, zona Martesana. "Una volta al discount ci andavano i poveri, pensionati e extracomunitari. Adesso ci siamo anche noi", abituati alle filiere, a conoscere il pollo quasi per nome, o almeno quello del produttore. Un tempo in questi negozi si andava un po' di nascosto, è così? "Sì, ma io non ho pregiudizi. Bisogna essere intelligenti. Spendo in altre cose, ho il Dyson, anzi ne ho due, il secondo è anche purificatore. Posso spendere, non voglio sprecare. E il rapporto umano? qui sono amichevoli, mica come là..." verso un lontano ipermercato.
Si risparmiano 3.550 euro l'anno
E spostandosi un po' verso il centro, all'Aldi di via Valtellina (davanti gli uffici di Intesa, di fianco il grattacielo Prelios), si assiste alla filippica di Gigi T., impiegato in famosa casa editrice: "Molte catene hanno aumentato i prezzi, e clamorosamente. I tovaglioli di carta costavano 99 centesimi, ora 1,29. Il Nescafè 2,39, ora 2,69. Dicono per i costi della logistica e dei carburanti, io non ci credo. Quattro rotoli di carta igienica, fino a due settimane fa erano a 1,99, ora 2,89. E' giusto?". Perciò Gigi ha varcato la soglia dell'Aldi vicino a casa, "e mi trovo benissimo. Poi, anche qui hanno aumentato qualcosa, sia chiaro". Aldi peraltro è in testa alla classifica assoluta di Altroconsumo, assieme a Eurospin. "Comprando i prodotti più economici in assoluto, una famiglia di 4 persone può risparmiare fino a 3550 euro l'anno rispetto a quanto spende mediamente (8550, secondo Istat)". Sono soldi. E' la rivincita di questo tipo di negozi, e anche del borsellino, inteso come contenitore di monete, perché 10 monetine da un centesimo fanno 10 centesimi, eccetera.
Al discount risparmi del 30% rispetto all'Iper
In periferia, cioè Cologno Monzese, c'è Carla Maria Cucinotta, dirigente scolastica, oltre che maestra della diversificazione. "Qui prendo acqua, pasta e riso, detersivi. Altrove i freschi, gli affettati. Qui i latticini sono buoni, le merendine invece no. Le verdure, meglio che altrove". Ricorda "i tempi in cui c'erano gli scatoloni buttati ovunque. Poi le cose sono cambiate, in meglio". Il consumatore moderno ha la memoria di ferro, e soprattutto ha un cellulare, e fotografa i prezzi. La birra Ichnusa, ad esempio. 89 centesimi all'Aldi, 95 al Penny, 1 euro e 10 al "bangla", che è andato a comprarla all'Aldi e al Penny e poi la rivende, e così molti bar. I peperoni? In tutti i discount stanno a 2,99 e sono olandesi, forse l'importatore è lo stesso. Al Penny di viale Monza, zona ultra pop, il tassista Jacopo Codecà sta svuotando il carrello. Verdure e bresaola, acqua minerale. "Io oscillo tra qui e un MD, e mi trovo bene. Non bisogna sprecare, lo insegno anche ai miei figli: bisogna dare senso e valore alle cose. Il cibo non si butta, mai". Ma lei quanto ha risparmiato, oggi, rispetto a un iper o a un super? "Il 30 per cento".
Questione di scelte
Poi, torniamo un attimo nel parcheggio MD, dove Noemi Petrozza, 22 anni e oss al San Raffaele, spiega che lei e il marito autista spendono "400/500 euro al mese di cibo. La pasta la compro qui perché costa 50 centesimi, mentre la Barilla è il doppio. Certo, mi piacerebbe mangiare cose di marca, ma come faccio? Presto elimineremo la carne e il pesce...". Eppure, in casa ci sono due stipendi, "ma risparmio sul detersivo per poter comprare l'ammorbidente che mi piace". Il pane? "Confezionato, dura di più". Ma come è fiera Noemi, della sua strategia di risparmio. Per niente avvilita, semmai resistente. Ignora l'anatema lanciato da uno come Emanuele Russo, agente immobiliare di 38 anni, cliente Eurospin, pessimista totale: "La situazione è tragica". E le case, come vanno le case? "Tra un po' le banche non faranno più i mutui, il mercato crollerà...". Intanto la tangenziale si riempie di gente che va a casa a cucinarsi il pollo di cui sopra, conviene comprarsi un pacco da un chilo di pandistelle, a 4,89, poi si vedrà.