Gasparri già all’assalto sul fronte anti-aborto. Insorge l’opposizione
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliMILANO - "Vi assicuro che non voglio scuotere le fondamenta della Repubblica", prova a smorzare Maurizio Gasparri. Il senatore di Forza Italia infatti racconta di avere una sua specie di tradizione: "Appena vengo rieletto ripresento emendamenti portati in altre legislature". Anche stavolta, primo giorno da senatore il 13 ottobre scorso, tra i 18 a sua firma ce ne sono tre che però adesso vista la fase politica - centrodestra a trazione tradizionalista al governo, timori diffusi anche internazionali per tutti gli argomenti che riguardano i diritti civili - sono subito balzate agli occhi.
Modifica alla legge 40
Primo: "Modifica alla legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di reato di surrogazione di maternità commesso all'estero"; secondo, "modifica dell'articolo 1 del codice civile in materia di riconoscimento della capacità giuridica del concepito"; e terzo, "istituzione della Giornata della vita …
MILANO - "Vi assicuro che non voglio scuotere le fondamenta della Repubblica", prova a smorzare Maurizio Gasparri. Il senatore di Forza Italia infatti racconta di avere una sua specie di tradizione: "Appena vengo rieletto ripresento emendamenti portati in altre legislature". Anche stavolta, primo giorno da senatore il 13 ottobre scorso, tra i 18 a sua firma ce ne sono tre che però adesso vista la fase politica - centrodestra a trazione tradizionalista al governo, timori diffusi anche internazionali per tutti gli argomenti che riguardano i diritti civili - sono subito balzate agli occhi.
Modifica alla legge 40
Primo: "Modifica alla legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di reato di surrogazione di maternità commesso all'estero"; secondo, "modifica dell'articolo 1 del codice civile in materia di riconoscimento della capacità giuridica del concepito"; e terzo, "istituzione della Giornata della vita nascente". Dei tre punti, uno è per così dire di bandiera, spiega Gasparri. "Quello sui diritti del concepito è un lascito morale di Carlo Casini (è scomparso nel 2020, ndr), ex dc del Movimento per la vita. Lo presento in sua memoria, è una specie di omaggio e so benissimo che è una proposta bandiera. Come per il resto del centrodestra riterrei soddisfacente la totale e piena applicazione della legge 194". Ovvero? "La parte in cui è previsto un aiuto maggiore per le eventuali madri". Comunque, la proposta di legge prevederebbe semplicemente che "ogni essere umano acquista la capacità giuridica dal momento del concepimento". E non alla nascita, come avviene oggi. L'aborto sarebbe quindi omicidio. Sugli altri due punti, Gasparri invece tira dritto: "Mi auguro che vada avanti una riflessione per considerare reato l'utero in affitto e quanto alle giornate beh, ci sono giornate per tutto, ci sono più giornate che giorni dell'anno, una in più perché no?".
"Proposta inaudita"
Insomma, un po' istinto provocatorio e un po' il tentativo di lanciare un sasso nello stagno, puntare in alto per portare a casa subito qualcosa, ora che il contesto politico lo permette. Di sicuro a sinistra la mossa non è passata inosservata. La presidente dei senatori pd Simona Malpezzi definisce "inaudita" la proposta, anche il solo parlarne. Per la 5 Stelle Chiara Appendino "a destra in campagna elettorale giocavano con le parole, ora scherzano con il fuoco". Modificare l'articolo 1 del codice civile "significa poter accusare di omicidio chi decide di ricorrere ad una interruzione volontaria di gravidanza", conferma Marco Grimaldi dell'Alleanza verdi-sinistra. Per Riccardo Magi di +Europa "come previsto la prima mossa della destra è mettere i diritti delle donne nel mirino". Durante la campagna elettorale Giorgia Meloni non ha mai parlato di abolire la 194 ma di rafforzarla nelle parti in cui la legge parla di "tutela sociale della maternità". Dimenticando però che, per quanto riguarda la mancata applicazione di ciò che la norma oggi prevede, il problema principale ha a che fare con l'obiezione di coscienza dei medici che in molti casi, non avendo un tetto numerico, non permette alle donne di accedere facilmente all'interruzione di gravidanza.