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La "silver notice" per sottrarre i patrimoni alle mafie. L'Interpol segue l'Italia

Il vicecapo della Polizia Vittorio Rizzo: "Dare attuazione immediata ad uno strumento che ci consentirà di recuperare montagne di denaro frutto di profitti illeciti"
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La cosiddetta "silver notice", "la nuova notizia dedicata al tracciamento dei patrimoni illeciti generati dalla criminalità organizzata purtroppo, ad oggi, non ha avuto realizzazione, per varie ragioni tecniche, operative e legali". Ma consentirebbe alla comunità di polizia di utilizzare uno strumento unico e uniforme, a livello globale nel contrasto alle mafie". Lo ha affermato il prefetto Vittorio Rizzi, vice capo della Polizia-direttore centrale della Polizia criminale, intervenendo a New Dehli all'Assemblea generale Interpol.

L'Italia ha presentato all'Assemblea "una bozza di risoluzione (poi approvata) per istituire un Gruppo di lavoro di esperti incaricato di esaminare a fondo la Risoluzione del 2015", volta appunto a creare la silver notice: "Nel ventennale della Convenzione UNTOC di Palermo - ha ricordato Rizzi - costituirebbe un segnale decisamente positivo. Stiamo parlando di strumenti che ci consentiranno di recuperare montagne di denaro guadagnate in modo illecito con la droga, la corruzione, l'alterazione dei mercati ai danni degli imprenditori onesti, mettendo in pericolo la sicurezza e il futuro delle giovani generazioni di cui abbiamo la responsabilita'"

"Come diceva il giudice Falcone, ucciso proprio per l'efficacia e la modernità dell'attività di contrasto che ha inaugurato, bisogna seguire il denaro ('follow the money') per sconfiggere le reti mafiose più pericolose. La lotta a qualsiasi tipo di evento criminale, a maggior ragione se legato a organizzazioni transnazionali, deve focalizzarsi sul contrasto alla corruzione e al crimine economico-finanziario", ha aggiunto Rizzi.

"Un altro fondamentale principio che l'Italia ha sempre sostenuto, avendolo adottato nel proprio quadro giuridico nazionale - ha concluso il vice capo della Polizia - è legato al reimpiego etico dei patrimoni sequestrati alla criminalita', creando strutture e strumenti affinché tali patrimoni vengano utilizzati per esclusivi scopi sociali e collettivi, seguendo l'idea in base alla quale ciò che la criminalità sottrae ai cittadini deve essere loro restituito totalmente".