Stangata sulle vacanze in Alto Adige, raddoppia la tassa di soggiorno e arriva a 5 euro
di Gianfranco Piccoli , di Gianfranco PiccoliPer una notte trascorsa in vacanza in Alto Adige si potrà a pagare sino a 5 euro di imposta di soggiorno, il doppio dell'attuale tetto massimo, fissato a 2,50 euro. La modifica è stata votata nei giorni scorsi dal Consiglio provinciale di Bolzano, impegnato nell'approvazione della variazione di bilancio. Ma a cambiare – spiega Arnold Schuler, assessore provinciale al turismo – sarà l'intero impianto dell'imposta, la cui architettura non è stata ancora del tutto definita. L'unica certezza è che il gettito complessivo passerà da una base di 35,4 milioni del 2019 (ultimo dato pre-Covid) ad un ammontare previsto di 58 milioni di euro, soldi che finiscono in parte all'Agenzia speciale che si occupa della promozione turistica e per il 75% alle agenzie territoriali che organizzano eventi e forniscono servizi ai turisti: un industria che in Alto Adige (rilevazione sempre relativa al 2019) conta 33 milioni di pernott…
Per una notte trascorsa in vacanza in Alto Adige si potrà a pagare sino a 5 euro di imposta di soggiorno, il doppio dell'attuale tetto massimo, fissato a 2,50 euro. La modifica è stata votata nei giorni scorsi dal Consiglio provinciale di Bolzano, impegnato nell'approvazione della variazione di bilancio. Ma a cambiare – spiega Arnold Schuler, assessore provinciale al turismo – sarà l'intero impianto dell'imposta, la cui architettura non è stata ancora del tutto definita. L'unica certezza è che il gettito complessivo passerà da una base di 35,4 milioni del 2019 (ultimo dato pre-Covid) ad un ammontare previsto di 58 milioni di euro, soldi che finiscono in parte all'Agenzia speciale che si occupa della promozione turistica e per il 75% alle agenzie territoriali che organizzano eventi e forniscono servizi ai turisti: un industria che in Alto Adige (rilevazione sempre relativa al 2019) conta 33 milioni di pernottamenti.
Un aumento importante, dunque, ma c'è chi fa notare che il tetto massimo è lo stesso applicato attualmente nella città di Roma, non certo l'ultima destinazione turistica del nostro Paese. “Con i soldi della tassa di soggiorno si migliora l'offerta turistica, sia in termini di eventi che di servizi – spiega Schuler – siamo certi che non ci saranno ripercussioni, anche perché le nostre tariffe non solo sono in linea con aree di pari pregio turistico, ma sono talvolta inferiori”.
Attualmente esistono tre tariffe base differenti, che vengono applicate ai turisti che hanno più di 14 anni:1,80 euro per le strutture che appartengono alla categoria 4 stelle o più, 1,20 euro per 3 stelle e 3 stelle superior e 0,85 euro per tutte le altre categorie. Non è però finita qui, perché la norma in Alto Adige prevede una quota variabile che può essere decisa dai singoli consigli comunali previo accordo con le associazioni turistiche territoriali: sino ad oggi, appunto, il tetto massimo era di 2,50 euro, con l'ok alla variazione di bilancio raddoppierà. Questa quota variabile nel 2019 ha garantito un extra gettito di 13,1 milioni di euro, cifra interamente destinata alle associazioni turistiche territoriali. L'importo dovrebbe crescere notevolmente con la modifica già approvata: “Ma sull'ammontare complessivo al momento non siamo in grado di fare previsioni”, ha specificato Schuler.
Ad essere ritoccate verso l'alto saranno anche le quote base, sulle quali è ancora in corso la discussione: le categorie passeranno da 3 a 2, con 2,50 euro di tariffa base dai 4 stelle in su e 1,80 o 2 euro (non è stata presa una decisione definitiva) per tutte le altre strutture. A cambiare – spiega ancora l'assessore al turismo – potrebbe essere anche la suddivisione delle quote tra le associazioni territoriali e l'agenzia provinciale che si occupa della promozione. Il confronto con le categorie è ancora in corso, “ma tutti concordano su una cosa– garantisce Schuler - la necessità di rivedere l'imposta”.