✕

Covid, variante Cerberus, Ecdc lancia l'allarme: "Sarà dominante fra un mese"

(reuters)
Il nome del nuovo ceppo è BQ.1. Secondo l'ente europeo per le malattie infettive provocherà un aumento dei contagi quest'inverno. Non sembra al momento causare una malattia più grave. Il virologo Perno: "Fa sempre parte della variante Omicron, non ci aspettiamo grandi problemi con i vaccini"
2 minuti di lettura

"Sarà dominante tra metà novembre e inizio dicembre. All'inizio del 2023 avrà raggiunto l'80%". La nuova variante del Covid sembra essere arrivata: è BQ.1 (accompagnata dalla figlia BQ.1.1), soprannominata dai social media Cerberus. La previsione arriva dall'Ecdc, European Centre for Disease Control. L'allarme dell'ente europeo arriva proprio mentre l'Italia sembra aver raggiunto il picco dei contagi autunnali, con una leggera discesa dell'incidenza certificata dal rapporto settimanale del Ministero della Salute.

La zuppa delle varianti

Cerberus sta emergendo dalla zuffa fra una decina di nuovi ceppi di Omicron che va avanti dall'estate. La mischia è stata soprannominata all'estero "la zuppa delle varianti". BQ.1 si è diffusa rapidamente in Francia, dove in meno di un mese ha raggiunto il 19% dei nuovi tamponi sequenziati. In Belgio è al 9%, in Irlanda al 7%, nei Paesi Bassi al 6…

"Sarà dominante tra metà novembre e inizio dicembre. All'inizio del 2023 avrà raggiunto l'80%". La nuova variante del Covid sembra essere arrivata: è BQ.1 (accompagnata dalla figlia BQ.1.1), soprannominata dai social media Cerberus. La previsione arriva dall'Ecdc, European Centre for Disease Control. L'allarme dell'ente europeo arriva proprio mentre l'Italia sembra aver raggiunto il picco dei contagi autunnali, con una leggera discesa dell'incidenza certificata dal rapporto settimanale del Ministero della Salute.

La zuppa delle varianti

Cerberus sta emergendo dalla zuffa fra una decina di nuovi ceppi di Omicron che va avanti dall'estate. La mischia è stata soprannominata all'estero "la zuppa delle varianti". BQ.1 si è diffusa rapidamente in Francia, dove in meno di un mese ha raggiunto il 19% dei nuovi tamponi sequenziati. In Belgio è al 9%, in Irlanda al 7%, nei Paesi Bassi al 6% e in Italia - il quinto paese segnalato nell'allarme dell'Ecdc - al 5%.

Carlo Federico Perno, virologo, direttore della microbiologia del Bambino Gesù a Roma, tiene però a fare una precisazione: “Non stiamo parlando di nuove varianti, ma di sottovarianti. La distinzione è importante. BQ.1 infatti ricade sempre nella famiglia di Omicron: può darsi che le infezioni tornino ad aumentare, ma non ci aspettiamo dei balzi nella severità dell’infezione, né che i vaccini abbiano particolari perdite di efficacia”.

Al di fuori dell'Unione Europea, la Svizzera è al 9% con BQ1 e la Gran Bretagna all'8%. Negli Stati Uniti BQ.1 e BQ.1.1 hanno raggiunto il 16,6%, calcolano i Centers for Disease Control (Cdc), ma l'aspetto più inquietante è che si sono affacciate in America meno di un mese fa e sono raddoppiate nell'ultima settimana. "Piuttosto preoccupanti" le ha definite all'inizio della settimana l'immunologo Anthony Fauci, consigliere della Casa Bianca per la pandemia.

In Italia l'ultimo monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità, effettuato il 4 ottobre e pubblicato il 14, non rilevava neanche un caso. Sono invece apparsi nel nostro paese 7 casi di un'altra sottovariante di Omicron: XBB, soprannominata Gryphon, che potrebbe convivere accanto a Cerberus. Mentre la prima discende da Omicron 2, la seconda deriva da Omicron 5.

Andrea Ammon, direttrice dell'Ecdc raccomanda: "I paesi dovrebbero rimanere vigili nel cogliere i segnali di comparsa e di espansione di BQ.1, mantenendo test sensibili e rappresentativi". Dovrebbero anche tenere sotto controllo "gli indicatori di severità dell'infezione, come ricoveri, occupazione delle terapie intensive e decessi". Ci sono indizi "che la variante sia emersa in Africa centrale od occidentale e si sia poi diffusa altrove nel mondo".

Il vantaggio sui nostri anticorpi

Secondo l'ente europeo, "la diffusione della nuova sottovariante è alimentata soprattutto dalla capacità di evadere il sistema immunitario". Con una popolazione ormai in stragrande maggioranza vaccinata o guarita dal contagio - quindi munita di anticorpi - il coronavirus ha bisogno di trovare delle vie di fuga dalle nostre difese. Per questo Cerberus e Gryphon hanno molte mutazioni nella proteina spike, e in particolare nella porzione chiamata receptor binding domain (o rbd) che viene riconosciuta dai nostri anticorpi naturali o dagli anticorpi monoclonali prodotti dalle aziende farmaceutiche.

"Questa variante e i suoi lignaggi - prevede l'Ecdc - contribuiranno probabilmente a un aumento dei casi in Europa nelle prossime settimane e nei prossimi mesi". In base ai dati attuali, prosegue l'ente europeo, "non ci sono evidenze che BQ.1 sia associato a infezioni più gravi rispetto alle varianti in circolazione oggi, BA.4 e BA.5". Al momento la prevalenza di Cerberus "non è abbastanza alta da avere un impatto epidemiologico": l'Ecdc avverte che questo avviene "quando la variante si avvicina al 50%".

Nei test condotti in laboratorio Cerberus ha mostrato una capacità di sfuggire agli anticorpi 3,8 volte superiore rispetto alla variante attuale, BA.5. Questa capacità sale a 6,7 volte nel caso di BQ.1.1, che rispetto alla normale BQ.1.1 ha delle ulteriori mutazioni nell'rbd. Mentre c'è il rischio che gli anticorpi monoclonali cessino di essere efficaci, l'Ecdc prevede che i farmaci antivirali come Paxlovid continuino a funzionare anche con Cerberus.