Verona, alpini 'sfrattati' dalla piazza per la festa dei 150 anni. "L'Arena non sarà illuminata col tricolore"
di Enrico Ferro , di Enrico FerroVERONA - Avrebbero dovuto festeggiare i 150 anni dalla fondazione del Corpo con una manifestazione in piazza Bra a Verona e la proiezione del tricolore della bandiera italiana sulle pareti dell'Arena. Ma, a sorpresa, è arrivato il no del soprintendente Vincenzo Tiné, che ha vietato i giochi di luce sulle pareti del monumento e storico e istituito una serie di divieti che, di fatto, sfrattano le penne nere dalla piazza simbolo di Verona. "Se ogni associazione celebrasse ricorrenze e anniversari illuminando il monumento, l'anfiteatro sarebbe sempre di un colore diverso", ha detto Tiné al quotidiano l'Arena.
Il soprintendente Tiné: "Limitare le manifestazioni"
"Dobbiamo ridurre al minimo tali situazioni e limitarci a concedere l'illuminazione di rari eventi a carattere nazionale, come è stato per il Giro d'Italia e come potrebbe essere per il 4 novembre, giorno di festa per tutte le forze armate".…
VERONA - Avrebbero dovuto festeggiare i 150 anni dalla fondazione del Corpo con una manifestazione in piazza Bra a Verona e la proiezione del tricolore della bandiera italiana sulle pareti dell'Arena. Ma, a sorpresa, è arrivato il no del soprintendente Vincenzo Tiné, che ha vietato i giochi di luce sulle pareti del monumento e storico e istituito una serie di divieti che, di fatto, sfrattano le penne nere dalla piazza simbolo di Verona. "Se ogni associazione celebrasse ricorrenze e anniversari illuminando il monumento, l'anfiteatro sarebbe sempre di un colore diverso", ha detto Tiné al quotidiano l'Arena.
Il soprintendente Tiné: "Limitare le manifestazioni"
"Dobbiamo ridurre al minimo tali situazioni e limitarci a concedere l'illuminazione di rari eventi a carattere nazionale, come è stato per il Giro d'Italia e come potrebbe essere per il 4 novembre, giorno di festa per tutte le forze armate". La ferita è aperta nella sezione Ana di Verona, che ha dato via ai festeggiamenti ma in un contesto molto più mesto. Dopo la comunicazione di dover rinunciare all'illuminazione dell'Arena con le tinte del tricolore, hanno anche dovuto prendere atto delle disposizioni della Soprintendenza che impedisce l'utilizzo di tutta la porzione di piazza Bra che collega via Roma a via Mazzini. Questa della drastica riduzione all'uso degli spazi pubblici per manifestazioni di vario genere è una battaglia che Tiné non ha mai nascosto. "Con le manifestazioni abbiamo esagerato, dobbiamo darci una regolata", aveva detto esattamente qualche mese fa, annunciando la stretta a ogni iniziativa di piazza, dalla celebrazione, dal Bacanal del Gnoco (il Carnevale di Verona) ai mercatini di Natale. Del resto, Tiné si era fatto conoscere anche a Padova, dove è rimasto solo 3 mesi, caratterizzati da una serie di prescrizioni che avevano inasprito i rapporti con l'amministrazione comunale: dalla lotta ai plateatici dei locali, alla trincea contro la nuova Pediatria. Dopo la sua partenza da Padova è stato mandato a Verona ma la linea intransigente è rimasta la stessa.
"Ci sentiamo mortificati"
"Ci rammarica molto non aver potuto dare seguito al desiderio di illuminare l'Arena. È proprio da quelle pietre antiche, simbolo della città, che avrebbe dovuto arrivare un forte messaggio di appartenenza alla patria e alla bandiera", ha dichiarato sempre al quotidiano cittadino il presidente dell'Ana Verona Luciano Bertagnoli. "Seguiamo gli ordini e le istituzioni, come abbiamo sempre fatto, ma non concordiamo sulle scelte e ci sentiamo mortificati". Le adunate degli alpini in piazza Bra erano una ricorrenza ormai da una decina d'anni e l'illuminazione del monumento con il tricolore era stata inaugurata nel 2019. Il sindaco Damiano Tommasi prova a stemperare, anche perché sta portando avanti una complessa trattativa proprio con la Sovrintendenza: "L'importante è che si festeggi, ed è quanto sta accadendo. Gli alpini svolgono un ruolo importante, sono sempre stati presenti e continuano ad esserlo con spirito di servizio in tutte le situazioni di emergenza che richiedono supporto. Ovunque, nelle piccole come nelle grandi realtà, l'associazione degli Alpini contribuisce con generosità a fare comunità e sono felice di celebrare il loro centocinquantesimo anniversario di fondazione".