“Prima le liste d'attesa”. Ma il ministro Schillaci è già nel mirino No Vax
di Michele Bocci , di Michele BocciRecuperare l’attività sanitaria perduta a causa della pandemia, in particolare quella destinata ai malati oncologici e cronici. È questa una delle priorità del nuovo ministro alla Salute, l’ex rettore di Tor Vergata Orazio Schillaci. Ma a bussare alla sua porta ci sono già anche le Regioni, che in un documento chiedono tra l’altro fondi (fino a 15 miliardi) per le spese dell’energia e i costi extra del Covid e indicazioni su come devono proseguire le strategie di contrasto alla pandemia. Proprio su questo punto sono arrivati i primi attacchi al nuovo responsabile della sanità.
I No Vax sono partiti con le critiche quando hanno realizzato che in quanto medico, ricercatore e pure rettore è un membro a pieno titolo della comunità scientifica (alla quale tra l’altro dovrà tornare al termine del mandato) e non può non credere nel vaccino. Sono state anche tirate in ballo alcune sue vecchie dichiar…
Recuperare l’attività sanitaria perduta a causa della pandemia, in particolare quella destinata ai malati oncologici e cronici. È questa una delle priorità del nuovo ministro alla Salute, l’ex rettore di Tor Vergata Orazio Schillaci. Ma a bussare alla sua porta ci sono già anche le Regioni, che in un documento chiedono tra l’altro fondi (fino a 15 miliardi) per le spese dell’energia e i costi extra del Covid e indicazioni su come devono proseguire le strategie di contrasto alla pandemia. Proprio su questo punto sono arrivati i primi attacchi al nuovo responsabile della sanità.
I No Vax sono partiti con le critiche quando hanno realizzato che in quanto medico, ricercatore e pure rettore è un membro a pieno titolo della comunità scientifica (alla quale tra l’altro dovrà tornare al termine del mandato) e non può non credere nel vaccino. Sono state anche tirate in ballo alcune sue vecchie dichiarazioni a favore del Green Pass per gli studenti, delle mascherine e appunto dei medicinali per prevenire il Covid che hanno alimentato il malcontento sui social e i media presidiati dai nemici del «siero» che evidentemente si aspettavano una figura diversa dal governo di centrodestra. "A questo punto tanto valeva accontentare Berlusconi e Ronzulli. Oppure tenersi Speranza", dice sconsolata una utente di Twitter. Anche il fatto che proprio l’ex ministro abbia nominato il professore nel Comitato scientifico dell’Istituto superiore di sanità è visto come una macchia sul curriculum. Anche perché qualcuno scambia quell’incarico con il Cts per la lotta al Covid, circostanza che ieri dal ministero hanno dovuto addirittura smentire.
Ieri mattina Speranza e Schillaci si sono incontrati per il passaggio di consegne. Hanno parlato a lungo dei problemi principali. In testa ci sono certamente le risorse da assicurare alla sanità per reggere non solo alle spallate del Covid ma anche a quelle dei costi energetici. Sulla vaccinazione molto probabilmente si continuerà sulla strada tracciata, quella della protezione dei fragili in una fase in cui la pandemia è in discesa. Il nuovo ministro comunque deve ancora studiare i dossier e fare alcune nomine. Esponenti della maggioranza gli avrebbero suggerito di praticare lo spoils system.
Schillaci ha dato una prima idea di come vuole avviare il suo mandato. In una breve dichiarazione al Tg3 del Lazio ha spiegato che "la salute dopo la pandemia è tornata al centro dell’attenzione". C’è stata una sospensione del lavoro, come ormai è chiaro a tutti. Del resto, gli ospedali e in generale i servizi impegnati sulle persone colpite dal Covid hanno dovuto ridurre l’assistenza per le malattie di altro tipo.
"La pandemia ci ha fatto trascurare tanti altri aspetti, e questo è normale", ha aggiunto. Il suo quindi non è un inizio all’insegna della discontinuità, come del resto si è capito anche nel colloquio di ieri con il suo predecessore. "Abbiamo pazienti oncologici e con patologie croniche — ha aggiunto — e dobbiamo ridare impulso a quello che in questi anni a causa della pandemia non è stato fatto". Schillaci, 56 anni, in quanto medico nucleare, ha evidentemente ben chiari i problemi delle liste di attesa, anche per imalati di cancro.
C’erano timori nel mondo della sanità prima della scelta del ministro. Alcuni avevano paura di un nome che non desse abbastanza garanzie sulla centralità del sistema pubblico o che avesse posizioni poco convinte sui vaccini. La scelta di Schillaci, che avrebbe subito incontrato il favore del presidente Sergio Mattarella, ha così fatto tirare un sospiro di sollievo a molti. E in questi giorni sono arrivate decine di comunicati di soddisfazione da parte di società scientifiche, ordini, università, sindacati. Anche al netto di un po’ di piaggeria, inevitabile quando il potere passa di mano, si tratta di un riconoscimento importante. Il mondo della sanità pare compatto ma adesso andrà visto quanto peserà Schillaci nel governo. Senza finanziamenti adeguati è difficile far funzionare il settore, tanto più in una fase di difficoltà come questa.