Il Sinodo chiede più spazio per le donne: "Basta sessismo nella Chiesa"
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo Scaramuzzi“Da tutti i continenti arriva un appello affinché le donne cattoliche siano valorizzate innanzi tutto come battezzate e membri del Popolo di Dio con pari dignità”: lo afferma senza giri di parole il documento di lavoro del sinodo voluto da Papa Francesco (2021-2024), pubblicato oggi, frutto di una consultazione dei fedeli che si è svolta nei mesi passati in tutto il mondo. Tra le proposte di un documento che evoca il “sessismo” presente nella Chiesa, il diaconato femminile, la possibilità per le donne di predicare, ruoli di “governo”.
In una sorta di esame di coscienza, il documento, senza nascondere le difficoltà del percorso sinodale, tocca temi come la scarsa partecipazione dei giovani, lo scandalo degli abusi sessuali, il posto per le persone Lgbtq+, e prospetta consigli diocesani e parrocchiali dove i fedeli partecipino in modo vincolante alle decisioni.
Il Papa ha voluto coinvolgere nel “sinodo dei ve…
“Da tutti i continenti arriva un appello affinché le donne cattoliche siano valorizzate innanzi tutto come battezzate e membri del Popolo di Dio con pari dignità”: lo afferma senza giri di parole il documento di lavoro del sinodo voluto da Papa Francesco (2021-2024), pubblicato oggi, frutto di una consultazione dei fedeli che si è svolta nei mesi passati in tutto il mondo. Tra le proposte di un documento che evoca il “sessismo” presente nella Chiesa, il diaconato femminile, la possibilità per le donne di predicare, ruoli di “governo”.
In una sorta di esame di coscienza, il documento, senza nascondere le difficoltà del percorso sinodale, tocca temi come la scarsa partecipazione dei giovani, lo scandalo degli abusi sessuali, il posto per le persone Lgbtq+, e prospetta consigli diocesani e parrocchiali dove i fedeli partecipino in modo vincolante alle decisioni.
Il Papa ha voluto coinvolgere nel “sinodo dei vescovi” i fedeli, facendo distribuire tramite le conferenze episcopali nazionali un questionario. Le risposte sono stata a macchia di leopardo, variegate, e, sebbene in principio il tema sia la stessa “sinodalità”, sono emersi in modo ricorrente molti altri temi. Le risposte giunte a Roma – 112 episcopati su 114 – sono state rielaborate da un gruppo di esperti che si è riunito a Frascati a cavallo tra settembre e ottobre. Il risultato, presentato oggi in sala stampa vaticana, è un documento snello di 46 cartelle, che con molte citazioni dei diversi contributi (Zimbabwe, Haiti, Guinea Equatoriale, Bangladesh…) e con linguaggio non paludato tocca i temi emersi nel “sinodo” (dalla dizione ufficiale è caduta la qualifica “dei vescovi”).
“Liberare la Chiesa dal clericalismo”
“E’ quasi unanime l’affermazione che le donne amano profondamente la Chiesa, ma molte provano tristezza perché spesso la loro vita non è ben compresa, mentre il loro contributo e i loro carismi non sono sempre valorizzati”, si legge in un lungo paragrafo. La Chiesa, si sottolinea, deve affrontare un paradosso: “Le donne rimangono la maggioranza di coloro che frequentano la liturgia e partecipano alle attività, gli uomini una minoranza; eppure la maggior parte dei ruoli decisionali e di governo sono ricoperti da uomini”. Il documento cita il contributo dei superiori religiosi, donne e uomini, che denunciano il fatto che “nei processi decisionali e nel linguaggio della Chiesa il sessismo è molto diffuso” e, in particolare, “le religiose sono spesso considerate come manodopera a basso costo”. Concretamente, molte sintesi giunte a Roma “chiedono che la Chiesa prosegua il discernimento su alcune questioni specifiche: ruolo attivo delle donne nelle strutture di governo degli organismi ecclesiali, possibilità per le donne con adeguata formazione di predicare in ambito parrocchiale, diaconato femminile. Posizioni assai più diversificate vengono espresse a proposito dell’ordinazione presbiterale per le donne, che alcune sintesi auspicano, mentre altre la considerano una questione chiusa”, rileva il documento sinodale, che, più in generale, cita l’istanza di una “destrutturazione del potere piramidale” nella Chiesa, evoca “l’importanza di liberare la Chiesa dal clericalismo, in modo che tutti i suoi membri, sia sacerdoti sia laici, possano adempiere alla comune missione” e mette in luce il fatto che nella Chiesa esiste una “pluralità dei ministeri” che va meglio articolata.
Il “documento di lavoro per la tappa continentale” presentato oggi andrà ora discusso in sette “assemblee continentali”, che dovranno poi inviare alla segreteria del sinodo guidata a Roma dal cardinale Mario Grech una reazione di una ventina di pagine entro marzo del 2023. Per permettere una migliore sedimentazione del dibattito, Papa Francesco ha deciso che il sinodo, che doveva inizialmente concludersi nel 2023, terminerà con un’assemblea nell’ottobre del 2024.
Dopo lo scandalo degli abusi il declino della credibilità della Chiesa
“Molte Chiese locali riferiscono di trovarsi di fronte a un contesto culturale segnato dal declino della credibilità e della fiducia di cui godono a causa della crisi degli abusi”, si legge nel documento-base, una “ferita aperta” che riguarda “in primo luogo e soprattutto gli abusi su minori e persone vulnerabili, ma anche quelli di altro genere (spirituali, sessuali, economici, di autorità, di coscienza)”.
Tanti altri i temi toccati. “Molti hanno sottolineato che è stata la prima volta in cui la Chiesa ha chiesto il loro parere”, si legge nel testo, che non nasconde le difficoltà, tanto di chi teme “ulteriori cambiamenti negli insegnamenti di Cristo” o l’introduzione di “meccanismi e procedure imperniati sul principio di maggioranza di tipo democratico”, quanto di chi è scettico “”sulla reale efficacia” del sinodo. Sono emerse “paure e resistenze” da parte del clero, “passività” dei laici, dovunque è stata registrata “la scarsa presenza della voce dei giovani”. Non bisogna poi temere le “tensioni” emerse, afferma ancora il testo, ma “sfruttarle come fonte di energia senza che diventino distruttive: solo così sarà possibile continuare a camminare insieme, anziché andarsene ciascuno per la sua strada”.
Trasparenza, competenze sulle finanze e il coinvolgimento dei fedeli nelle decisioni
Il documento chiede maggiore attenzione sulle “dimensioni affettive e sessuali” della vita dei sacerdoti, ma chiede altresì “forme di accoglienza e protezione per le donne e gli eventuali figli di sacerdoti venuti meno al voto di celibato, che altrimenti sono a rischio di subire gravi ingiustizie e discriminazioni”. Si menzionano le “donne che decidono di abortire a causa della paura della povertà materiale e del rifiuto da parte delle famiglie”, così come le categorie di fedeli che “avvertono una tensione tra l’appartenenza alla Chiesa e le proprie relazioni affettive, come ad esempio: i divorziati risposati, i genitori single, le persone che vivono in un matrimonio poligamico, le persone lgbtq, ecc”.
Tra i suggerimenti per un migliore funzionamento della vita della Chiesa, la richiesta di una maggiore “trasparenza” nei processi decisionali ad ogni livello, “l’esigenza di coinvolgere persone in possesso di adeguate competenze professionali nella gestione delle questioni economiche e di governo”. Infine, vero e proprio punto di caduta del sinodo, “da non poche sintesi emerge l’esigenza che questi organismi non siano solo consultivi, ma luoghi in cui si prendono decisioni sulla base di processi di discernimento comunitario e non del principio di maggioranza così come è utilizzato nei regimi democratici”. Luoghi dove i fedeli, dopo il 2024, potranno partecipare alle decisioni in modo vincolante.