Cronaca

Covid, il ministro Schillaci al lavoro per rivedere le regole sull'isolamento dei positivi

Oggi è obbligatorio restare a casa per almeno 5 giorni e si può uscire solo con il tampone negativo. Ma il ministro della Salute annuncia novità: "Abbiamo già avuto le prime riunioni scientifiche"
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Dopo lo stop all'obbligo vaccinale per il personale sanitario, il bollettino dei dati settimanale e le mascherine che restano nelle strutture sanitarie, il ministero alla Salute si prepara ad affrontare il tema dell'isolamento dei positivi. Sono molte le pressioni per ridurre la durata dei tempi di quarantena e il ministro Orazio Schillaci ha detto che si sta lavorando a una novità.

"Abbiamo già avuto le prime riunioni scientifiche con gli esperti dell'Istituto superiore di sanità e dell'Irccs Spallanzani, e anche con Aifa - ha detto il ministro lunedì scorso - Per questo vediamo un attimo qual è l'evoluzione del quadro epidemiologico e ribadisco: ogni decisione verrà presa sempre e solo nell'interesse dei pazienti".

Oggi chi è positivo può uscire 5 giorni dopo aver ufficializzato l'infezione se ha un tampone negativo. Però, teoricamente, può fare il test solo se è stato senza sintomi per tre giorni. Questo potrebbe essere uno dei punti che viene cambiato. Non verrebbero cioè più presi in considerazione i sintomi. Succede infatti che molti non possano interrompere l'isolamento perché aspettano la fine dei sintomi per giorni. Potrebbe ad esempio essere previsto un solo giorno senza sintomi prima di fare il tampone.

Altra possibilità è quella di basarsi esclusivamente sul tampone. Chi lo ha negativo, anche a due o tre giorni dalla positività, sarebbe comunque liberato.

A deciderlo saranno comunque i consulenti del ministero. "Ogni decisione va presa sulla base dei dati", ha spiegato il neo sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, farmacista e responsabile per la sanità di Fratelli d'Italia.

Ormai da molti mesi si è invece deciso che i contatti delle persone positive non devono fare la quarantena. Teoricamente dovrebbero indossare la mascherina per dieci giorni e se hanno sintomi sono tenuti a fare un tampone per verificare se hanno l'infezione. Come noto, ormai da prima dell'estate, cioè da quando è arrivata Omicron 5, sono moltissimi coloro che non si fanno il tampone anche in presenza di sintomi proprio per non essere costretti all'isolamento.

Ci sono esperti che da tempo battono sul tema dei positivi. Tra questi il primario di malattie infettive a Genova, Matteo Bassetti. "Mi auguro che si arrivi non alla riduzione della quarantena per i positivi al Covid, ma alla completa eliminazione. Credo che si debba necessariamente cambiare approccio su questo virus, levare l'obbligo di isolamento è lo strumento per una maggiore normalizzazione della convivenza con il virus. Spero di essere ascoltato, peraltro è stato già fatto in altri Paesi". Secondo Bassetti "chi è positivo può uscire di casa con la mascherina Ffp2 oppure dopo 48 ore dalla scomparsa dei sintomi, a prescindere dal tampone, magari mantenendo l'uso della mascherina per qualche giorno".