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Ismaela, l'attivista che ha imbrattato il Van Gogh: "Non siamo vandali, lottiamo per salvare il pianeta"

Ismaela, 24 anni, è la prima da sinistra 
La ragazza 24 anni racconta i motivi della protesta: "La nostra disobbedienza è necessaria, non ci fermeremo finché il governo non ci ascolterà"
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Ismaela ha 24 anni, lunghi capelli biondi, l'accento di Bassano del Grappa, ha una laurea triennale in Scienze ambientali e ora studia per la magistrale in Biotecnologie ambientali. Ieri a Roma con altre tre ragazze di Ultima Generazione ha imbrattato con una zuppa di verdure "Il seminatore" di Van Gogh a Palazzo Bonaparte.

Che significa questa protesta?

"È un'azione di disobbedienza civile non violenta perché miliardi di persone moriranno per le ondate di calore, per la crisi idrica e la crisi alimentare. Trenta anni di petizioni, marce, attivismo non sono servite a nulla, non ci resta altro da fare che questo, bisogna agire subito davanti all'inazione dei governi, con ogni messo di disobbedienza necessario".

Con cosa vi siete incollate al muro del museo?

"Colla liquida".

E cosa avete lanciato contro il quadro?

"Zuppa di verdure".

Come l'avete portata nel museo?

"Ce l'avevamo in borsa e nelle tasch…

Ismaela ha 24 anni, lunghi capelli biondi, l'accento di Bassano del Grappa, ha una laurea triennale in Scienze ambientali e ora studia per la magistrale in Biotecnologie ambientali. Ieri a Roma con altre tre ragazze di Ultima Generazione ha imbrattato con una zuppa di verdure "Il seminatore" di Van Gogh a Palazzo Bonaparte.

Che significa questa protesta?

"È un'azione di disobbedienza civile non violenta perché miliardi di persone moriranno per le ondate di calore, per la crisi idrica e la crisi alimentare. Trenta anni di petizioni, marce, attivismo non sono servite a nulla, non ci resta altro da fare che questo, bisogna agire subito davanti all'inazione dei governi, con ogni messo di disobbedienza necessario".

Con cosa vi siete incollate al muro del museo?

"Colla liquida".

E cosa avete lanciato contro il quadro?

"Zuppa di verdure".

Come l'avete portata nel museo?

"Ce l'avevamo in borsa e nelle tasche".

E perché lanciate passate di pomodoro, zuppe, il cibo insomma?

"Perché con l'emergenza climatica, la siccità non ci sarà più cibo, per nessuno. Siamo alle porte di una crisi alimentare devastante. L'agricoltura ha già perso tre miliardi, penalizzata in maniera diretta dagli effetti disastrosi cambiamenti climatici".

E non è uno spreco allora tirare del cibo?

"Un barattolo di minestra non è nulla in confronto agli sprechi che ogni giorno ci sono nella filiera alimentare e al cibo che va perduto con l'aumento della siccità e della crisi idrica. Il nostro è un gesto simbolico per segnalare quegli sprechi".

Perché proprio "Il seminatore" e perché spesso Van Gogh?

"Per la correlazione tra i suoi dipinti e la drammatica crisi alimentare che ci sta investendo. Van Gogh ha realizzato numerose opere che hanno un richiamo con l'agricoltura. Noi stiamo rischiando di perdere moltissimo raccolto, lo perderemo e ne abbiamo già perso. Le opere non vengono scelte a caso".

E perché le opere d'arte?

"L'obiettivo è fare disobbedienza civile, a noi importa che si parli ogni giorno dell'emergenza climatica. Se le opere d'arte ci hanno portato a parlare di questo è un bene".

I curatori della mostra l'hanno definito un "gesto stupido fatto da gente stupida".

"No comment".

Per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano si è trattato di "vandalismo".

"Ma quale vandalismo? Non è stato fatto nessun danno all'opera. È assurdo che sia scandaloso il nostro gesto. Mentre nessuno si scandalizza del fatto che non sapremo dove vivere, cosa mangiare, cosa bere. Nessuno si scandalizza del fatto che siamo davanti alla più grande catastrofe che l'umanità abbia mai dovuto affrontare. Si guarda il dito e non la luna"

Angelo Bonelli, leader dei Verdi, ambientalista di lungo corso, ha detto a Repubblica che le zuppe di piselli dovreste lanciarle nelle ciminiere delle centrali a carbone.

"La cosa più giusta è unirsi alla resistenza civile, per questo invito anche a lui a unirsi a noi, è l'unica soluzione efficace. I metodi per praticare la disobbedienza civile possono essere molti e vari: possiamo parlarne insieme se viene con noi"

Per queste azioni di disobbedienza rischiate denunce e la reclusione. Non vi importa?

"Non solo le rischiamo, ma le prendiamo le denunce. E ci prendiamo le nostre responsabilità. Facciamo queste azioni perché crediamo sia enormemente più grave non farle a livello collettivo. Rischiamo noi per non rischiare tutti qualcosa di assai più grande e drammatico"

Cosa chiedete?

"Il blocco immediato della riapertura delle centrali a carbone e delle trivellazioni di gas in Italia. Almeno venti gigawatt di nuova potenza eolica che genererebbe immediatamente anche nuovi posti di lavoro".

Quando vi fermerete con le azioni sui quadri e con i blocchi stradali?

"Quando verremo ascoltati. La vita nostra e dei nostri figli dipende dall'azione dei governi".

Le vostre proteste vengono considerate divisive, a volte si parla più del quadro imbrattato che dei vostri obiettivi. Vi siete posti il problema del consenso?

"Il nostro obiettivo non è piacere alle persone. Non abbiamo più tempo per sensibilizzarle. Ma certo per essere maggiormente incisivi dobbiamo essere il più possibile. Invito chiunque, lei, i lettori di questo articolo, a unirsi alla resistenza civile".

Che altre azioni fate?

"Lo sciopero della fame. E altre ne verranno".

Quanti siete a Ultima generazione?

"Non saprei dirlo ma non siamo solo ragazzi e ragazze, ci sono persone di tutte le età con studi e professioni diverse. Io, ad esempio non ho una storia di attivismo alle spalle, e anche ora non mi ritengo un'attivista: sono una persona normale che fa il suo dovere di cittadina giustamente preoccupata per il futuro del pianeta".

Perché bisognerebbe seguirvi?

"Perché non c'è altro da fare".