Cronaca

Migranti, "carico residuale" e "sbarco selettivo": cosa intende il governo con queste espressioni

Migranti, "carico residuale" e "sbarco selettivo": cosa intende il governo con queste espressioni
La prima locuzione è stata adoperata dal ministro Piantedosi a Milano a proposito delle persone a cui non è concesso scendere dalle navi delle Ong. La seconda è una sintesi giornalistica del pensiero del governo sulla divisione tra chi può scendere a terra e chi no. Ma entrambe hanno suscitato violente polemiche
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ROMA - "Carico residuale" e "sbarco selettivo". Non si parla di merce imbarcata ma di migranti salvati. Espressioni al centro di una feroce polemica da parte delle opposizioni perché ritenute inumane dal momento che descrivono persone in difficoltà. La prima è la frase che, secondo gli attivisti della Mediterranea Saving Humans, è stata usata dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, rispondendo a Milano alla stampa alle domande a proposito del nuovo approccio dell'esecutivo di destra al tema delle navi umanitarie delle Ong che chiedono all'Italia di sbarcare sulla Penisola i disperati raccolti nel Mediterraneo dai barconi in avaria. La seconda, è relativa al medesimo argomento ed è una sintesi giornalistica del discorso fatto in questo giorni dallo stesso titolare del Viminale e da altri esponenti di primo piano dell'esecutivo, innanzitutto il ministro delle Infrastrutture, ed ex titolare dell'Interno, durante il Conte 1, Matteo Salvini.



 

"Carico residuale"

È una espressione che sarebbe stata usata per definire le 35 persone che ha costretto a rimanere a bordo della nave Humanity1 perché in buona salute: il governo ha infatti deciso di far sbarcare dal natante dell'Ong tedesca esclusivamente i migranti in cattive condizioni di salute, le donne e i bambini.

"Sbarco selettivo"

Anche questa locuzione sarebbe stata impiegata, secondo le opposizioni di sinistra e gli attivisti delle Ong, per definire in estrema sintesi la divisione all'interno delle imbarcazioni umanitarie entrate nelle acque territoriali italiane tra migranti in cattive condizioni psico-fisiche o comunque fragili (ad esempio donne e bambini) e gli adulti in grado di riprendere il mare con l'equipaggio sulla medesima imbarcazione battetente bandiera straniera.