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Ocean Viking verso la Francia: "L'Italia non è più un porto sicuro". Le altre Ong pronte a ripartire

(reuters)
L'accusa di Sos Mediterranée in seguito alla strategia degli sbarchi selettivi rifiutata dalla nave che dovrebbe arrivare domani a Marsiglia dove tutti i migranti potranno scendere a terra. Ma anche la Corsica è pronta ad accoglierla
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La Ocean Viking ha già superato la Sicilia e si muove verso la Francia dove domani è attesa nel porto di Marsiglia dopo la disponibilità data dalla Francia ad accogliere la nave di Sos Mediterranée con 230 migranti a bordo.

Ma dalla Ong, che ieri mattina era tornata a chiedere aiuto ad altri Paesi, dopo il silenzio dell'Italia alla richiesta di Pos (Place of safety), parte un attacco durissimo all'Italia. "Abbiamo deciso di rivolgersi alla Francia perchè per Sos Mediterranée l'Italia non è più da considerarsi un porto sicuro", dice Alessandro Porro, presidente della Ong. Il riferimento, naturalmente, è alla scelta del governo italiano di offrire alle navi umanitarie solo lo sbarco selettivo per le persone considerate fragili, una discriminazione che - secondo la Ong - non è rispettosa dei diritti umani.

"Stiamo navigando verso la Francia e siamo ancora in attesa di istruzioni- d…

La Ocean Viking ha già superato la Sicilia e si muove verso la Francia dove domani è attesa nel porto di Marsiglia dopo la disponibilità data dalla Francia ad accogliere la nave di Sos Mediterranée con 230 migranti a bordo.

Ma dalla Ong, che ieri mattina era tornata a chiedere aiuto ad altri Paesi, dopo il silenzio dell'Italia alla richiesta di Pos (Place of safety), parte un attacco durissimo all'Italia. "Abbiamo deciso di rivolgersi alla Francia perchè per Sos Mediterranée l'Italia non è più da considerarsi un porto sicuro", dice Alessandro Porro, presidente della Ong. Il riferimento, naturalmente, è alla scelta del governo italiano di offrire alle navi umanitarie solo lo sbarco selettivo per le persone considerate fragili, una discriminazione che - secondo la Ong - non è rispettosa dei diritti umani.

"Stiamo navigando verso la Francia e siamo ancora in attesa di istruzioni- dice Alessandro Porro - Per quello che è successo in Italia in questi giorni, come Sos Mediterranée abbiamo deciso che l'Italia non può più essere considerata un porto sicuro, un Place of safety, un luogo dove sbarcare in sicurezza e nel rispetto dei diritti le persone che abbiamo soccorso".

Nei giorni scorsi, dopo aver appreso del decreto firmato dai ministri Piantedosi, Salvini e Crosetto per costringere le navi umanitarie a rimanere nelle acque territoriali solo per il tempo necessario a sbarcare le persone considerate fragili, la Ocean Viking era uscita dalle acque italiane dove era entrata per ripararsi dal maltempo stazionando in acque internazionali di fronte Catania. Una strategia per evitare la notifica del decreto come accaduto a Humanity 1 e Geo Barents e sottrasi allo sbarco collettivo e ad una ipotetica successiva ispezione a bordo che, così come ripetutamente accaduto con il governo precedente, fa da preludio ad un lungo fermo amministrativo delle navi da parte della guardia costiera italiana.   

Le alte due Ong, Sos Humanity e Msf, le cui navi sono ancora ferme nel porto di Catania dopo lo sbarco avvenuto ieri sera di tutti i migranti, hanno annunciato l'intenzione di riprendere subito le operazioni di soccorso. "Riprenderemo le operazioni di soccorso prima possibile. Non importa quale sia la situazione politica in italia o nell'Ue in questo momento, le persone stanno fuggendo dalla Libia perché lì vengono maltrattate e non hanno altra scelta che intraprendere il viaggio pericoloso per la vita attraverso il Mediterraneo", ha detto Till Rummenhohl, capo delle operazioni di Sos humanity.