✕

Terremoto e trivellazioni nell'Adriatico, ecco perché non c'è alcun legame

Il presidente dell'Ordine dei Geologi delle Marche, Piero Farabollini: "I sismi indotti dalle estrazioni di gas hanno magnitudo e profondità minore"
1 minuti di lettura

"Il terremoto avvenuto in mare questa mattina a poco più di 30 chilometri da Fano e Pesaro è uno dei più forti avvenuti in quest'area dal Novecento. Ma è anche un evento che possiamo considerare normale per la nostra regione: la fascia costiera e marina è infatti una delle tre zone sismo-tettoniche delle Marche". Così il presidente dell'Ordine dei Geologi delle Marche Piero Farabollini, secondo cui "ipotesi che il sisma sia stato causato dalle trivellazioni in mare alla ricerca di gas e idrocarburi è da escludere".

Farabollini, ci spieghi meglio, perché è da escludere una correlazione tra il terremoto odierno e le trivellaz…

"Il terremoto avvenuto in mare questa mattina a poco più di 30 chilometri da Fano e Pesaro è uno dei più forti avvenuti in quest'area dal Novecento. Ma è anche un evento che possiamo considerare normale per la nostra regione: la fascia costiera e marina è infatti una delle tre zone sismo-tettoniche delle Marche". Così il presidente dell'Ordine dei Geologi delle Marche Piero Farabollini, secondo cui "ipotesi che il sisma sia stato causato dalle trivellazioni in mare alla ricerca di gas e idrocarburi è da escludere".

Farabollini, ci spieghi meglio, perché è da escludere una correlazione tra il terremoto odierno e le trivellazioni nell'Adriatico?

"Le trivellazioni comportano sismi che hanno una bassa magnitudo (tra il 4 e il 4.5, solitamente) e soprattutto avvengono a poca profondità dalla superficie fino a un massimo di 4 chilometri. Il terremoto ha avuto invece una magnitudo di 5.7 e, secondo il monitoraggio fatto dall'Ingv subito dopo la scossa principale, a una profondità di 8-10 chilometri e a una distanza di circa 35 chilometri dalla costa di Pesaro".

Il terremoto è stato un evento eccezionale per questa regione, tale da poterlo ricondurre a fenomeni nuovi?

"No, il terremoto è compatibile con la struttura sismo-tettonica della zona adriatica che può dare origine a terremoti di natura compressiva. Basta guardare indietro per trovare fenomeni equivalenti come quello del 1916 di Rimini (magnitudo 5.8), quello del 1930 di Senigallia, quello del 1972 di Ancona (magnitudo 5.5). Si tratta dunque di un terremoto importante, tra i più forti, ma non eccezionale. La magnitudo sprigionata di solito non è così elevata: spesso i terremoti sono di tipo strumentale con una magnitudo pari a 3 che viene registrata dai sismografi ma che noi non avvertiamo". 

Sono però possibili sismi derivanti da attività estrattive?

"Certo. C'è un'ampia bibliografia in merito e studi svolte soprattutto da ricercatori americani dato che negli Stati Uniti a seguito di estrazioni di shale gas si sono verificati numerosi sismi indotti. Ma la storia e il monitoraggio di questi eventi ha dimostrato che si tratta di eventi superficiali e di bassa magnitudo".