Maxioperazione contro streaming illegale: coinvolti oltre 900.000 utenti con profitti di milioni di euro
di Natale Bruno , di Natale BrunoTempi durissimi per lo streaming illegale, per chi lo ha ideato ma anche per chi lo utilizza: scoperta grazie a una maxi indagine della polizia postale di Catania la scorciatoia economica utilizzata per vedere tv a pagamento - Sky, Dazn, Infinity, Netflix - tramite abbonamenti pirata utilizzando la tecnologia Iptv ovvero la tv via Internet.
Tutto il sistema illegale era in mano a un consorzio di hacker che gli 007 della polizia postale hanno individuato sparsi in mezza Italia con ramificazioni transnazionali per eludere i controlli informatici. I numeri sono da capogiro: 900 mila utenti avrebbero pagato un abbonamento il cui costo si aggirava sui 10 euro per vedere in chiaro tutto o quasi tutto, provocando un danno per le aziende di 30 milioni di euro al mese. Il blitz secondo le stime della postale ha inibito di 70 per cento dei flussi illegali.
"Noi vogliamo colpire prima possibile gli organizzatori per evitare che il sistema venga rimesso in attività. Il problema prin…
Tempi durissimi per lo streaming illegale, per chi lo ha ideato ma anche per chi lo utilizza: scoperta grazie a una maxi indagine della polizia postale di Catania la scorciatoia economica utilizzata per vedere tv a pagamento - Sky, Dazn, Infinity, Netflix - tramite abbonamenti pirata utilizzando la tecnologia Iptv ovvero la tv via Internet.
Tutto il sistema illegale era in mano a un consorzio di hacker che gli 007 della polizia postale hanno individuato sparsi in mezza Italia con ramificazioni transnazionali per eludere i controlli informatici. I numeri sono da capogiro: 900 mila utenti avrebbero pagato un abbonamento il cui costo si aggirava sui 10 euro per vedere in chiaro tutto o quasi tutto, provocando un danno per le aziende di 30 milioni di euro al mese. Il blitz secondo le stime della postale ha inibito di 70 per cento dei flussi illegali.
"Noi vogliamo colpire prima possibile gli organizzatori per evitare che il sistema venga rimesso in attività. Il problema principale è che, anche se l'organizzazione è italiana, i server sono all'estero e questo rende più difficoltoso il nostro intervento", ha spiegato Marcello La Bella, capo del Centro operativo sicurezza cibernetica della polizia postale della Sicilia Orientale. "L'attività - ha aggiunto - è ancora in corso, da 48 ore stiamo eseguendo il sequestro delle infrastrutture illegali, anche online. Sono già stati sequestrati oltre 50 mila euro in contanti ed è stato scoperto un giro d'affari illegale di circa 10 milioni di euro al mese. Ogni abbonamento costava mediamente 10 euro al mese e permetteva di vedere in chiaro tutte le piattaforme a pagamento. Il "venditore" aveva un utile di pochi euro, 2-3 per ogni contratto che riusciva a vendere. Anche loro, come i clienti, verranno sanzionati penalmente o amministrativamente".
Settanta sono gli indagati per una sfilza di reati, capofila l'associazione per delinquere criminale organizzata in maniera gerarchica con un capo, dei vice, un master, un administrator e tanti, tantissimi reseller cioè coloro che vedevano, grazie a un minuzioso porta a porta, gli abbonamenti ricavando dai due ai tre euro per ogni singola cessione. Le basi operative della cupola di questa organizzazione sono state individuate tra Catania, Roma, Napoli, Salerno e Trapani e all'estero tra Inghilterra, Germania e Tunisia. Nelle conversazioni intercettate dalla polizia postale è stata evidenziata la consapevolezza di essere una vera gang criminale.
"Ormai siamo una organizzazione...c'è un boss...5 capi decine", dicevano. Agivano con una certa risolutezza nel dirimere eventuali contrasti anche con azioni violente nei confronti di chi non si adeguava alle direttive dei vertici nonché all'indicazione di "tenere un basso profilo" al fine di non esporre a rischi anche gli altri consociati. Per eludere le investigazioni, gli indagati hanno fatto uso di applicazioni di messaggistica crittografata, soprattutto Telegram, identità fittizie e documenti falsi.
"C'è un sistema economico criminale che di fatto drena enormi risorse a quello legale, con dietro strutture stratificate e ben organizzate e presenti sul territorio come una vera e propria attività commerciale", ha spiegato il direttore della Polizia postale, Ivano Gabrielli. "Le indagini - ha aggiunto - hanno dimostrato dei collegamenti con una vera e propria associazione criminale a vari livelli, con vari ruoli, fino al vertice, che si definiva il Gotha. Oltre alla posizione dei 70 indagati approfondiremo le indagini e le posizioni anche di chi distribuisce e di chi acquista questa forma illegale di produzione. Ricordiamoci che è un mercato illegale che alimenta altri mercati criminali".
L'inchiesta Gotha è la naturale prosecuzione dell'operazione Blakout e un input è giunto dal monitoraggio della rete finalizzato al contrasto del cybercrime e in particolare della trasmissione illecita di segnali televisivi. Le perquisizioni hanno riguardato Avellino, Bari, Benevento, Bologna, Brescia, Catania, Cosenza, Fermo, Messina, Napoli, Novara, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Siracusa, Trapani, L'Aquila e Taranto.
"Voglio congratularmi con la polizia postale - ha detto l'amministratore delegato di Sky Italia, Andrea Duilio -
per gli importanti risultati raggiunti con l'operazione 'Gotha', che dimostrano ancora una volta quanto la pirateria sia un fenomeno gestito dalla criminalità organizzata. Sky è, e sarà sempre, al fianco delle forze dell'ordine in questa lotta in difesa dell'industria audiovisiva e a tutela di tutti coloro che si abbonano legalmente".