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Migranti, al fronte di Ventimiglia: “Oggi ci hanno respinti ma stanotte passeremo”

Alla frontiera siriani, cingalesi, eritrei. I rinforzi promessi dall'Eliseo sono già qui. "Non fermeranno chi cerca una nuova vita"
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VENTIMIGLIA - Il primo gendarme intima l'alt piantandosi davanti all'auto, la mano destra alzata e le gambe divaricate. Il collega ordina di aprire il bagagliaio. Dentro ci sono 4 borse piene da scoppiare: liquori, parmigiano, stecche di sigarette, salumi. Va bene, può andare. Passano altre tre vetture, la quarta si ferma: diamo un'occhiata. Ancora liquori, formaggi, quante sigarette. Circolare. Un pullman di turisti accosta, un terzo gendarme sale a bordo: documenti. Al confine di Ponte San Ludovico si procede a singhiozzo da metà mattina: in direzione Francia, ché dall'altra parte non c'è nessuno. Ma col passare delle ore la fila si sgrana, tutto comincia a scorrere. Basta controlli. "Giovedì alle 20 erano già arrivate 4 unité de force mobile", dice fiero la commissaria Emmanuelle Joubert, direttrice dipartimentale della polizia di frontiera delle Alpi Marittime. Tra agenti e militari, fa oltre 400 uomini…

VENTIMIGLIA - Il primo gendarme intima l'alt piantandosi davanti all'auto, la mano destra alzata e le gambe divaricate. Il collega ordina di aprire il bagagliaio. Dentro ci sono 4 borse piene da scoppiare: liquori, parmigiano, stecche di sigarette, salumi. Va bene, può andare. Passano altre tre vetture, la quarta si ferma: diamo un'occhiata. Ancora liquori, formaggi, quante sigarette. Circolare. Un pullman di turisti accosta, un terzo gendarme sale a bordo: documenti. Al confine di Ponte San Ludovico si procede a singhiozzo da metà mattina: in direzione Francia, ché dall'altra parte non c'è nessuno. Ma col passare delle ore la fila si sgrana, tutto comincia a scorrere. Basta controlli. "Giovedì alle 20 erano già arrivate 4 unité de force mobile", dice fiero la commissaria Emmanuelle Joubert, direttrice dipartimentale della polizia di frontiera delle Alpi Marittime. Tra agenti e militari, fa oltre 400 uomini. Mandati dal ministro dell'Interno Gerard Darmanin a blindare il confine con l'Italia. 

Migranti, sulla frontiera di Ventimiglia blindata dai francesi: il muro di camionette, le famiglie cacciate

Respinti

Però tutti i venerdì, dalle 8 alle 18, nella vicina Ventimiglia è giorno di mercato. E ventimila francesi, sembra quasi un gioco di parole, ieri hanno approfittato della loro festività (la ricorrenza dell'armistizio della prima guerra mondiale) per superare la frontiera, comprare quel che c'è di più conveniente, approfittare di una strepitosa giornata di sole e tornare con calma a casa. Così i "celerini" d'Oltralpe sono rimasti quasi tutti in caserma. C'era già un traffico infernale, lungo la Riviera dei Fiori. Se avessero davvero sorvegliato il confine sarebbe scoppiata una rivolta: ma dei connazionali. Ancora una volta ha vinto la circolazione delle merci. Quella degli esseri umani è comunque rallentata: qualche centinaio di metri più in alto rispetto alla frontiera sul mare, a Ponte San Luigi, sono state respinte diverse decine di migranti. Comprese due famiglie siriane con 16 bambini - i due piccoli, meno di un anno di età, hanno pianto tutto il giorno per il caldo e la sete - , rimasti a sperare per ore nel prosieguo del viaggio. Vengono da Damasco, Dareh per tutti: "È il secondo giorno che ci mandano via, a spintoni. Ma domani riproviamo. Magari di notte, qualcuno ci aiuterà". Ci sono tre ragazzi eritrei, aspettano che un autobus li riporti a Ventimiglia: "Ci hanno detto di non provarci più, e che se passiamo per la montagna ci buttano di sotto", racconta spaventato Dawit, 21 anni. Una decina di ragazzi è stata ricacciata indietro in malo modo, avevano provato a salire sul treno per Marsiglia. Chris, cingalese, è uno di loro. "Mi hanno detto che, se raggiungo l'autostrada, a Bordighera c'è sempre qualche camionista che mi può nascondere e portare in Francia: costa 200 euro, è vero?".

Fine settimana blindato

Nella stazione di Menton-Garavan, prima tappa francese, è stato fatto scendere dal treno un 14enne della Guinea: lo ha riferito la Direzione generale della polizia transalpina, dimenticando di aggiungere che - proprio perché minore - resterà in Francia. Lo dice la legge internazionale. I controlli sono stati comunque rafforzati, come ordinato da Darmanin e chiesto a gran voce anche da Michel Thooris, segretario generale del sindacato France Police: "Agenti e gendarmi che dovrebbero essere di sostegno alla polizia di frontiera vengono usati per altre missioni; vergogna!". Il fine-settimana sarà blindato sul serio. "Ma alla fine, quasi tutti riescono a superare il confine", racconta Serena Regazzoni, della Caritas Intemelia. Mostra i numeri: ogni anno il centro vicino alla stazione assiste 15.000 migranti, servendo 22.000 pasti caldi. In media uno e mezzo a testa.

Superare Ventimiglia

Vuol dire che chi passa per l'imbuto di Ventimiglia, nel giro di una settimana in qualche modo ce la fa. Nonostante la severità dei controlli, la rudezza francese. I respingimenti giornalieri sono passati da 50 a 80. Ma tutti i giorni altrettante persone raggiungono da qui la Francia, poi in genere risalgono verso Nord: Germania, Olanda, Gran Bretagna. In pochi chilometri ci sono sette valichi: impossibile controllarli tutti, 24 ore su 24. Ponte San Ludovico a ridosso del mare, Ponte San Luigi sulla collina, Breil e il Col di Tenda nell'entroterra. L'autostrada, la ferrovia. E c'è il sentiero da percorrere a piedi lungo il Passo della Morte, negli anni Trenta fu usato anche da Sandro Pertini - con centinaia di ebrei italiani - per espatriare. Serena Ascheri abita nell'ultima casa italiana, a venti metri dalla frontiera di Ponte San Ludovico: "Ho lavorato per anni a Monaco, sul treno ho visto di che spietatezza sono capaci i gendarmi francesi coi migranti. Non scherzano nemmeno con gli italiani". Nella sua azienda lavorano due ragazzi della Guinea, finiti anche loro nell'imbuto. Ma sono rimasti. Sarr, 32 anni, spera di essere raggiunto presto dalla moglie e dalla loro bimba. "I gendarmi mi fanno ancora paura", confessa. "Ma possono venire qui anche a migliaia, armati e feroci: non riusciranno mai a fermare la speranza, il diritto a nuova vita di tanta gente".