L'abete della discordia di piazza San Pietro: "Stop al taglio"
a cura di Redazione Cronaca , a cura di Redazione CronacaL'albero di Natale di piazza San Pietro è diventato l'albero della discordia. L'abete bianco, donato dall'Abruzzo ma in realtà sul territorio del Molise, sarebbe di una specie rara e dunque per il momento ne è stato sospeso il taglio.
Sono stati bloccati i mezzi arrivati nell'abetaia di Monte Castel Barone, tra Agnone (Isernia) e Rosello (Chieti). Il Colonnello dei Carabinieri forestali Gianluca Grossi, comandante provinciale di Isernia, ha fatto sapere che le amministrazioni comunali di Rosello e Agnone hanno chiesto la sospensione delle operazioni di taglio in attesa delle autorizzazioni da parte della Regione Molise, poiché l'abete è una specie sottoposta a stretti vincoli di tipo ambientale.
"Avevamo deciso - spiega il sindaco di Rosello, Alessio Monaco - di procedere al taglio di un abete bianco in quella zona assieme al Comune di Agnone, perché quell'area è zona taglio. Lì, che non è…
L'albero di Natale di piazza San Pietro è diventato l'albero della discordia. L'abete bianco, donato dall'Abruzzo ma in realtà sul territorio del Molise, sarebbe di una specie rara e dunque per il momento ne è stato sospeso il taglio.
Sono stati bloccati i mezzi arrivati nell'abetaia di Monte Castel Barone, tra Agnone (Isernia) e Rosello (Chieti). Il Colonnello dei Carabinieri forestali Gianluca Grossi, comandante provinciale di Isernia, ha fatto sapere che le amministrazioni comunali di Rosello e Agnone hanno chiesto la sospensione delle operazioni di taglio in attesa delle autorizzazioni da parte della Regione Molise, poiché l'abete è una specie sottoposta a stretti vincoli di tipo ambientale.
"Avevamo deciso - spiega il sindaco di Rosello, Alessio Monaco - di procedere al taglio di un abete bianco in quella zona assieme al Comune di Agnone, perché quell'area è zona taglio. Lì, che non è area tutelata, sono in atto tagli da tempo. In ogni caso - prosegue - abbiamo le autorizzazioni per tagliare in Abruzzo e, quindi, se ci sono problemi per quella pianta, ne troviamo un'altra nei nostri vivai regionali, dove ci sono abeti anche da 25 a 35 metri".
A mobilitarsi a difesa dell'albero era stato per primo Dario Rapino, avvocato e fotografo naturalista, che ha geolocalizzato l'abete in questione chiarendo in maniera definitiva che appartiene al Molise e non all'Abruzzo e che pertanto mancano le autorizzazioni e, per il momento, non sarà tagliato. Due anni fa, quando fu annunciato questo dono per il Vaticano, Rapino aveva scritto una lettera a Papa Francesco.
Il fotografo ha pensato di sensibilizzare direttamente Papa Francesco che sulla cura del creato ha scritto l'enciclica Laudato sì. "Gli ho chiesto di intervenire perché non consentisse che un albero secolare venisse sottratto al territorio per tutte le funzione che svolge nell'ecosistema". A protestare anche il Wwf abruzzese e alcuni ambientalisti.
Non è la prima volta che l'albero di Natale che abbellisce Piazza San Pietro sia al centro delle polemiche. Nel 1989, con Giovanni Paolo II Papa, si rischiò di non vedere l'albero addobbato per le proteste degli ambientalisti austriaci (da lì doveva arrivare l'abete) e anche durante il pontificato di Joseph Ratzinger, arrivò nel 2006 un appello del Wwf della Calabria, regione quell'anno interessata dal dono natalizio in Vaticano.