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L'addio dei medici di famiglia lascia quasi 3 milioni di italiani senza il dottore. Lombardia e Veneto le Regioni più in difficoltà

Tra il 2019 e il 2021 non sono stati sostituiti circa 2.200 camici bianchi e i loro assistiti si sono spostati su altri professionisti, che hanno così visto aumentare i pazienti. "Alla base delle carenze programmazione dei posti per la formazione sbagliata ma anche gli attacchi che abbiamo avuto durante la pandemia"
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In appena due anni, quasi 3 milioni di cittadini italiani sono rimasti senza medico di famiglia. Hanno dovuto trasferirsi da un altro professionista, che ha così visto aumentare i suoi assistiti. I dati di Agenas, l'agenzia sanitaria delle Regioni, raccontano della crisi di una professione.

Gli organici dei camici bianchi sono in crisi per alcune specialità ospedaliere, come pronto soccorso, radioterapia, anestesia e rianimazione. Ma al momento le preoccupazioni maggiori arrivano dalla medicina territoriale, cioè dai medici di famiglia. "Nell'ambito del personale medico risultano carenti alcune specializzazioni - scrivono dall'Agenas, diretta da Domenico Mantoan -. La carenza principale riguarda i medici di medicina generale che sebbene rapportati alla popolazione siano apparentemente sufficienti, risultano inferiori rispetto alle medie Ue e non omogeneamente distribuiti sul territorio, risultando carenti nelle aree a bassa densità ab…

In appena due anni, quasi 3 milioni di cittadini italiani sono rimasti senza medico di famiglia. Hanno dovuto trasferirsi da un altro professionista, che ha così visto aumentare i suoi assistiti. I dati di Agenas, l'agenzia sanitaria delle Regioni, raccontano della crisi di una professione.

Gli organici dei camici bianchi sono in crisi per alcune specialità ospedaliere, come pronto soccorso, radioterapia, anestesia e rianimazione. Ma al momento le preoccupazioni maggiori arrivano dalla medicina territoriale, cioè dai medici di famiglia. "Nell'ambito del personale medico risultano carenti alcune specializzazioni - scrivono dall'Agenas, diretta da Domenico Mantoan -. La carenza principale riguarda i medici di medicina generale che sebbene rapportati alla popolazione siano apparentemente sufficienti, risultano inferiori rispetto alle medie Ue e non omogeneamente distribuiti sul territorio, risultando carenti nelle aree a bassa densità abitativa o caratterizzate da condizioni orografiche o geografiche disagiate".

Persi 2.200 dottori in due anni

Nel 2019 in Italia lavoravano 42.428 medici di famiglia. L'anno scorso il dato è sceso a 40.250. Non si è riusciti cioè a sostituire 2.178 professionisti, il 5%. Questo ha fatto sì che appunto circa 2,7 milioni di persone siano rimaste senza dottore e si siano così dovute spostare su un medico diverso. La convenzione con il sistema sanitario nazionale prevede che uno di questi professionisti possa assistere fino a 1.500 persone. I numeri sono stati alzati per far fronte alle carenze per arrivare a 1.750-1.800 pazienti. II problema è che la prospettiva non è buona e, anche a vedere gli iscritti al corso post universitario per la medicina di famiglia, in futuro le cose peggiorino ancora. I medici che vanno in pensione sono molti più di quelli che entrano ogni anno. Nel 2021 hanno lasciato in 3.337 e sono entrati in 973. Nei primi sei mesi di quest'anno, a dimostrazione che la tendenza proseguirà, i due dati sono stati 2.173 e 226.

In Lombardia ogni medico ha in media 1.450 pazienti

Tutte le Regioni, salvo la Provincia di Bolzano, vedono un calo dei medici. In Calabria tra il 2019 e il 2021 sono addirittura passati da 1.496 a 1.089, in Lombardia da 6.091 a 5.774, nel Lazio da 4.462 a 4.244 e in Campania da 4.037 a 3.631. Interessante però è osservare, per capire il peso del lavoro sul singolo professionista e quindi la qualità dell'assistenza, il rapporto tra cittadini assistibili e medici. A livello nazionale in due anni si è passati da 1.224 a 1.237 persone per camice bianco. Ecco i dati Regionali del 2021: Provincia di Bolzano 1.494, Lombardia 1.450, Calabria 1.423, Veneto 1.370, Provincia di Trento 1.367, Friuli Venezia Giulia 1.337, Valle d'Aosta 1.323, Emilia-Romagna 1.316, Campania 1.271, Piemonte 1.258, Liguria 1.239, Sardegna 1.226, Marche 1.218, Toscana 1.184, Lazio 1.136, Basilicata 1.064, Abruzzo 1.048, Puglia 1.051, Sicilia 1.034, Molise 1.030, Umbria 1.020. Come si vede, la grande Regione in maggiore difficoltà è la Lombardia, seguita dal Veneto.

I perché della crisi

Secondo Silvestro Scotti, segretario di Fimmg, il principale sindacato dei medici di famiglia il problema nasce da lontano. "Per 20 anni e più le borse di medicina generale sono state 900 all'anno. Non servivano a sostituire chi usciva. Non era programmazione basata sulle reale carenze". All'inizio per Scotti, potevano bastare: "Oggi però vanno via circa 3 mila colleghi l'anno. Solo di recente sono state incrementate le borse universitarie". Ma le uscite di questi anni hanno anche un motivo sociale. "Siamo stati trattati come dei fannulloni, soprattutto nella fase Covid. Si è confuso il fallimento della medicina territoriale con il fallimento della medicina di famiglia. A quel punto in tanti hanno deciso di andare in pensione". Altro tema è il compenso. "Siamo fermi al 2018", conclude Scotti.