Migranti, Piantedosi: "Le Ong sono elementi di attrazione. L'accoglienza ha un limite. Strumento premiale per i Paesi di origine che collaborano"
"Il sistema di accoglienza dei migranti in Italia, che attualmente ospita 104.000 persone, è in sofferenza con difficoltà ad assicurare condizioni di vita dignitose e integrazione e il 57% delle richieste di asilo presentate nel nostro Paese ha ricevuto il diniego a conferma del fatto che la maggior parte di coloro che sbarcano via mare è migrante economico e dunque non ha titolo a rimanere sul nostro territorio nazionale. Dunque dal raffronto di questi dati si evince come l'Italia è in assoluto il Paese europeo più sfavorito per quel che riguarda gli ingressi via mare in Europa".
Un sistema premiale per i Paesi che collaborano
Così il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha aperto la sua informativa al Senato con cui ha ricostruito i fatti avvenuti la scorsa settimana in occasione del braccio di ferro con le quattro navi umanitarie che avevano chiesto il porto di sbarco all'Italia per portare a terra circa un …
"Il sistema di accoglienza dei migranti in Italia, che attualmente ospita 104.000 persone, è in sofferenza con difficoltà ad assicurare condizioni di vita dignitose e integrazione e il 57% delle richieste di asilo presentate nel nostro Paese ha ricevuto il diniego a conferma del fatto che la maggior parte di coloro che sbarcano via mare è migrante economico e dunque non ha titolo a rimanere sul nostro territorio nazionale. Dunque dal raffronto di questi dati si evince come l'Italia è in assoluto il Paese europeo più sfavorito per quel che riguarda gli ingressi via mare in Europa".
Un sistema premiale per i Paesi che collaborano
Così il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha aperto la sua informativa al Senato con cui ha ricostruito i fatti avvenuti la scorsa settimana in occasione del braccio di ferro con le quattro navi umanitarie che avevano chiesto il porto di sbarco all'Italia per portare a terra circa un migliaio di persone salvate in zona Sar maltese o libica. "Non bisogna essere ipocriti - ha detto Piantedosi - l'accoglienza ha un limite invalicabile nella capacità dello Stato di ingresso di assicurare l'integrazione". Da qui l'illustrazione delle linee guida che il governo intende seguire per la gestione dei flussi migratori: un piano Mattei per l'Africa, un sistema premiale con quote di ingressi legali per i Paesi di ingresso che collaboreranno ai rimpatri e nella lotta ai trafficanti di uomini e dialogo costruttivo con l'Europa che vada oltre il meccanismo di redistribuzione che - ha ribadito Piantedosi - non decolla visti i numeri dei trasferimenti dall'Italia, solo 117 a fronte dell'impegno di 13 Stati ad accogliere 8.000 persone.
Migranti, Piantedosi: "No a ipocrisie: accoglienza ha un limite"
"Umanità e fermezza"
Informativa che - ha premesso Piantedosi - è l'occasione per il ministro dell'Interno di illustrare atti e scelte assunti "con la priorità assoluta della tutela della dignità umana che è lente per mettere a fuoco le decisioni dell'esecutivo a cui spetta il compito di governare i flussi migratori e non di subirli". "Umanità e fermezza - ha detto Piantedosi - e il dovere di salvare" restano il faro della condotta del governo ma "la selezione degli ingressi non la faranno i trafficanti".
I numeri dell'accoglienza
Il ministro dell'Interno ha quindi sollevato il problema delle difficoltà nel sistema di accoglienza che al momento ospita circa 104.000 persone. "Con evidenti ricadute - ha detto - sulla lievitazione dei costi, sulla inefficienza dei servizi offerti e sulla possibilità di integrazione. La sostenibilità dell'accoglienza - ha aggiunto Piantedosi - si misura anche in termini di impatto sulla sicurezza delle nostre comunità. E il nostro sistema di accoglienza è già provato dall'ospitalità garantita agli oltre 170.000 ucraini in fuga dalla guerra". I prefetti di diverse province italiane avrebbero già segnalato al Viminale la difficoltà a reperire nuovi posti e le 570 procedure di gara fin qui effettuate nel 2022 hanno reperito 37.000 posti pari al 57% del totale programmato".
L'attacco alle Ong
Poi l'affondo contro le Ong. Il ministro Piantedosi ha sottolineato come le navi sono da considerare "luoghi sicuri temporanei" in grado di ospitare in sicurezza le persone salvate e come quasi tutte le Ong sono navi che presentano tali condizioni di sicurezza. "Tocca agli Stati di bandiera operare in stretto raccordo con i comandanti delle navi Ong. Pertanto l'indicazione del Place of safety avrebbe dovuto essere individuato da Malta in collaborazione con lo stato di bandiera di queste navi e la eventuale richiesta di Place of safety all'Italia avrebbe dovuto arrivare dagli Stati di bandiera e non dalle navi". Piantedosi ha ribadito che le navi Ong agiscono "in modo autonomo, in violazione delle leggi dello Stato costiero" ed è dunque legittimo considerare il loro passaggio "non inoffensivo".