Aifa, in Italia 15mila morti per batteri resistenti agli antibiotici: "Nel 2015 erano quattromila in meno"
di Elena Dusi , di Elena DusiLa pandemia silenziosa, come l’ha chiamata l’Organizzazione mondiale della sanità, sta peggiorando. I decessi causati ogni anno in Italia dalla resistenza agli antibiotici sono passati dagli 11mila del 2015 ai 15 mila attuali. E questo nonostante una diminuzione del 23% dell’uso di questi farmaci nell’uomo negli ultimi 10 anni.
“Gli antibiotici vanno usati meno e usati meglio”, ha spiegato Nicola Magrini, direttore dell’Aifa, Agenzia italiana del farmaco. “Molte delle infezioni delle vie aeree superiori passano senza bisogno di assumerli. Aspettare 48-72 ore dall’insorgenza dei sintomi è una buona regola. Ci accorgeremmo che molti dei disturbi passano da soli”.
Dal 18 fino al 24 novembre è prevista la settimana per la sensibilizzazione sul problema dei microbi resistenti. “L’Italia è il Paese maglia nera in Europa”, aggiunge Evelina Tacconelli, infettivologa dell’un…
La pandemia silenziosa, come l’ha chiamata l’Organizzazione mondiale della sanità, sta peggiorando. I decessi causati ogni anno in Italia dalla resistenza agli antibiotici sono passati dagli 11mila del 2015 ai 15 mila attuali. E questo nonostante una diminuzione del 23% dell’uso di questi farmaci nell’uomo negli ultimi 10 anni.
“Gli antibiotici vanno usati meno e usati meglio”, ha spiegato Nicola Magrini, direttore dell’Aifa, Agenzia italiana del farmaco. “Molte delle infezioni delle vie aeree superiori passano senza bisogno di assumerli. Aspettare 48-72 ore dall’insorgenza dei sintomi è una buona regola. Ci accorgeremmo che molti dei disturbi passano da soli”.
Dal 18 fino al 24 novembre è prevista la settimana per la sensibilizzazione sul problema dei microbi resistenti. “L’Italia è il Paese maglia nera in Europa”, aggiunge Evelina Tacconelli, infettivologa dell’università di Verona e coordinatrice del gruppo di lavoro per l’ottimizzazione della prescrizione degli antibiotici di Aifa. “Già gli 11mila morti nel nostro Paese sono un numero sproporzionato, se pensiamo che in tutta Europa sono 33mila”.
“Più gli antibiotici li usi e più li perdi”, è la sintesi di Magrini. La perdita di efficacia di questi farmaci non è solo un problema collettivo: riguarda anche l’individuo che ne fa uso senza averne bisogno. Nel nostro organismo infatti vivono normalmente batteri che noi chiamiamo buoni, perché non ci creano problemi. “Gli antibiotici possono colpire alcune popolazioni di batteri buoni, lasciando magari spazio a gruppi di batteri più aggressivi. Questo è il motivo per cui chi si sottopone a intervento chirurgico dopo una terapia antibiotica ha più probabilità di essere colpito da un’infezione. Prima che l’equilibrio si ristabilisca possono passare diversi mesi, o addirittura un anno”.