Verona, maggioranza di centrosinistra cancella il veto del Comune ai diritti delle coppie gay
di Enrico Ferro , di Enrico FerroVERONA - Dopo 27 anni il Comune di Verona cancella le mozioni omofobe che, definendo le coppie gay “contro natura”, avevano contribuito ad alimentare la fama della “città nera”. Ma i tempi passano e il sentimento collettivo muta. E’ servito un ex calciatore dall’animo democratico, Damiano Tommasi, ora sindaco della città scaligera, per mettere fine a una discriminazione normata che resisteva negli archivi comunali ormai da un trentennio.
Mozione approvata e la destra si dissocia
Giovedì sera, con un lungo applauso al termine della votazione, il Consiglio comunale ha messo fine alla disposizione che impegnava l'amministrazione di Verona a “non deliberare provvedimenti che tendano a parificare i diritti delle coppie omosessuali a quelli delle famiglie naturali costituite da un uomo e una donna”. Con 21 voti a favore e 1 astenuto la mozione è stata cancellata. L'intera opposizione, composta da Leg…
VERONA - Dopo 27 anni il Comune di Verona cancella le mozioni omofobe che, definendo le coppie gay “contro natura”, avevano contribuito ad alimentare la fama della “città nera”. Ma i tempi passano e il sentimento collettivo muta. E’ servito un ex calciatore dall’animo democratico, Damiano Tommasi, ora sindaco della città scaligera, per mettere fine a una discriminazione normata che resisteva negli archivi comunali ormai da un trentennio.
Mozione approvata e la destra si dissocia
Giovedì sera, con un lungo applauso al termine della votazione, il Consiglio comunale ha messo fine alla disposizione che impegnava l'amministrazione di Verona a “non deliberare provvedimenti che tendano a parificare i diritti delle coppie omosessuali a quelli delle famiglie naturali costituite da un uomo e una donna”. Con 21 voti a favore e 1 astenuto la mozione è stata cancellata. L'intera opposizione, composta da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, ha abbandonato l’aula prima della discussione.
Il provvedimento liberticida firmato Forza Italia
Nel 1995 il Comune di Verona era guidato dalla sindaca Michela Sironi, esponente di Forza Italia. Questi provvedimenti liberticidi furono ispirati dalla contrapposizione ad una precedente risoluzione del Parlamento europeo, datata 8 febbraio 1994, con la quale si evidenziava l'invito agli Stati membri "ad abolire tutte le disposizioni di legge che criminalizzano e discriminano i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso", o ancora la richiesta affinché "nelle norme giuridiche e amministrative si eviti la disparità di trattamento delle persone con orientamento omosessuale".
I dem: "Siamo tornati nell'alveo della civiltà"
Insomma, in Europa il vento stava cambiando nella percezione dei diritti civili. E di fronte a queste apertura, Verona decise di mettere un argine ideologico invalicabile, in un certo senso di normare l'omofobia e l'intolleranza. L'insostenibilità della situazione veronese, ha sottolineano il gruppo Pd, era stata censurata lo scorso dicembre anche dell'Unar, l'ufficio nazionale anti discriminazioni razziali della Presidenza del consiglio. "Vogliamo che Verona sia più inclusiva, questa è una votazione che porta giustizia", ha detto la consigliera Alessia Rotta al quotidiano l'Arena di Verona. "Verona torna nell’alveo della civiltà e del diritto", esulta l'esponente dem Federico Benini.