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Femminicidi, in calo nel 2022. “L’ammonimento frena la recidiva”

Il prefetto Messina: “Perché la prevenzione funzioni è essenziale denunciare i violenti”
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Ogni giorno, in Italia, 86 donne sono vittime di reati di genere. E sempre più spesso l'autore è un uomo che conoscono: il marito o il compagno, nel 35 per cento dei casi. Oppure un ex, è il 31 per cento delle aggressioni. O ancora altri parenti, vicini di casa, pretendenti, nel 28 per cento di queste storie drammatiche. L'ultimo report della Direzione centrale anticrimine della polizia di Stato racconta i numeri del dolore. Le donne continuano a subire violenze di tutti i tipi: psicologiche, fisiche, sessuali. Fino al femminicidio, ovvero l'omicidio che colpisce la donna in quanto tale, come ribadisce la convenzione di Istanbul.

L'osservatorio femminicidi

L'anno scorso, nel periodo gennaio-novembre, le vittime di omicidio sono state 103, i femminicidi 46. Nello stesso periodo di quest'anno, sono avvenuti 94 omicidi nei confronti di donne, per vari moventi, i femminicidi sono 34. Si registra un freno alla strage senza fine che insanguina …

Ogni giorno, in Italia, 86 donne sono vittime di reati di genere. E sempre più spesso l'autore è un uomo che conoscono: il marito o il compagno, nel 35 per cento dei casi. Oppure un ex, è il 31 per cento delle aggressioni. O ancora altri parenti, vicini di casa, pretendenti, nel 28 per cento di queste storie drammatiche. L'ultimo report della Direzione centrale anticrimine della polizia di Stato racconta i numeri del dolore. Le donne continuano a subire violenze di tutti i tipi: psicologiche, fisiche, sessuali. Fino al femminicidio, ovvero l'omicidio che colpisce la donna in quanto tale, come ribadisce la convenzione di Istanbul.

L'osservatorio femminicidi

L'anno scorso, nel periodo gennaio-novembre, le vittime di omicidio sono state 103, i femminicidi 46. Nello stesso periodo di quest'anno, sono avvenuti 94 omicidi nei confronti di donne, per vari moventi, i femminicidi sono 34. Si registra un freno alla strage senza fine che insanguina le nostre città. "Il dato del 26,1 per cento in meno di femminicidi va correlato con l'aumento degli ammonimenti da parte dei questori - spiega il prefetto Francesco Messina, il direttore centrale anticrimine - . Si tratta di uno strumento che si sta dimostrando molto efficace, è la vera novità della strategia di prevenzione contro i femminicidi: basta una semplice richiesta della vittima. E non è la mera notifica di un atto all'uomo che molesta, è un invito a entrare in un percorso di recupero".

L'efficacia degli ammonimenti

I risultati della sperimentazione fatta sui 1.644 ammonimenti del primo semestre 2022 (più 21 per cento rispetto all'anno scorso) sono davvero importanti: "La percentuale di ammoniti che hanno aderito al trattamento e che sono risultati recidivi ha un andamento decrescente - spiega ancora il prefetto Messina - : nel 2020, i denunciati per atti persecutori dopo essere stati ammoniti erano il 20 per cento; nel 2022, siamo al 9 per cento". Non è il solo dato su cui riflettere: "In nessuno dei casi di femminicidio di quest'anno - dice il direttore centrale anticrimine - era stato irrogato un ammonimento o altra misura di prevenzione".

Dunque, può esserci una strada per fermare la strage silenziosa. "Ma è necessario un monitoraggio costante": è l'appello fatto dal vertice della "Dac" a tutte le forze dell'ordine: qualsiasi segnale va comunicato alle Divisioni anticrimine delle questure, perché possa scattare l'ammonimento. E anche il percorso successivo va seguito: "Controllando l'ammonito, contattando periodicamente la vittima - dice il prefetto Messina - solo così possiamo vincere questa battaglia".

"Questo non è amore"

I numeri restano pesanti, raccontano di storie che si ripetono: nel 56 per cento dei casi, i femminicidi sono commessi dal marito o dal convivente. Nel 38 per cento di queste tragedie, la donna lascia figli piccoli. Nel 72 per cento, la vittima è italiana. In un caso su tre è stata utilizzata un'arma da taglio. I numeri del dolore e della vergogna. Ma anche i numeri che indicano un possibile percorso di riscatto, oggi la polizia lancia la nuova campagna contro la violenza di genere, "Questo non è amore", a Pietra Ligure (Savona). In un opuscolo, c'è il messaggio rivolto alle vittime: "Chi si trova a vivere una situazione di violenza non è una persona che ha un problema a causa di proprie scelte e non ne ha colpa - dice il capo della polizia Lamberto Giannini - . Siamo pronti a proteggervi e supportarvi"