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"Bullismo e abusi di potere", il Papa commissaria la Caritas internazionale

Il cardinale Tagle: "Non c'entrano molestie sessuali o cattiva gestione di denaro". Il porporato filippino affiancherà il commissario nella preparazione della nuova assemblea a maggio
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Bullismo, dispetti, scontri personali che ingolfavano la macchina degli aiuti: è il quadro desolato emerso da un’indagine interna che ha condotto papa Francesco alla decisione di commissariare Caritas internazionale, organismo che dal Vaticano coordina le 162 Caritas presenti in tutto il mondo, con una decisione inattesa che ha creato un certo scompiglio all’interno. 

“Vorrei assicurarvi che non si tratta di molestie o abusi sessuali”, ha precisato il cardinale Louis Antonio Tagle, presidente uscente della confederazione, all’assemblea in corso questi giorni a Roma, “e non si tratta, ancora una volta, di cattiva gestione del denaro”. Il budget di Caritas internazionale, in effetti, è di piccole dimensioni.

Bullismo e comportamenti abusivi

A mettere nero su bianco cosa si è mosso dentro gli uffici di Caritas internationalis ci ha pensato Andrew Azzopardi, esperto maltese per un anno consulente presso la struttura pe…

Bullismo, dispetti, scontri personali che ingolfavano la macchina degli aiuti: è il quadro desolato emerso da un’indagine interna che ha condotto papa Francesco alla decisione di commissariare Caritas internazionale, organismo che dal Vaticano coordina le 162 Caritas presenti in tutto il mondo, con una decisione inattesa che ha creato un certo scompiglio all’interno. 

“Vorrei assicurarvi che non si tratta di molestie o abusi sessuali”, ha precisato il cardinale Louis Antonio Tagle, presidente uscente della confederazione, all’assemblea in corso questi giorni a Roma, “e non si tratta, ancora una volta, di cattiva gestione del denaro”. Il budget di Caritas internazionale, in effetti, è di piccole dimensioni.

Bullismo e comportamenti abusivi

A mettere nero su bianco cosa si è mosso dentro gli uffici di Caritas internationalis ci ha pensato Andrew Azzopardi, esperto maltese per un anno consulente presso la struttura per la tutela dei lavoratori: “Giustizia è fatta”, ha commentato su Twitter. “Il messaggio di papa Francesco è chiaro: non c’è tolleranza per il bullismo o i comportamenti abusivi da parte dei responsabili. Ora la Caritas può avere i vertici che merita”. 

A monte della mossa di Francesco ci sono due passaggi. Il primo è stato l’arrivo della Caritas internazionale, precedentemente collocata sotto il dissolto pontificio consiglio Cor Unum, ora sotto il nuovo dicastero per lo Sviluppo umano integrale, approdo ufficializzato dalla nuova costituzione apostolica, Praedicate Evangelium, entrata in vigore lo scorso giugno. Poco dopo, il Papa, non nuovo alle indagini interne negli uffici vaticani, ha deciso di affidare ad un team di esperti un’indagine interna sul “benessere lavorativo” del segretariato generale di Caritas internationalis “e l'allineamento con i valori cattolici della dignità umana e del rispetto per ogni persona”. Termini di un comunicato ufficiale dal quale traspare un ambiente di lavoro quanto meno problematico. 

L'indagine interna

La squadra, composta da Francesco Pinelli, consulente organizzativo con famigliarità nel mondo della Chiesa, e da due psicologi, don Enrico Parolari e Francesca Busunelli, ha lavorato per due mesi e trovato una situazione altamente critica. “Dal lavoro svolto non sono emerse evidenze rispetto a cattiva gestione finanziaria o comportamenti inappropriati di natura sessuale”, recita il comunicato ufficiale, “ma al tempo stesso sono state evidenziate tematiche e aree che richiedono attenzione urgente. Sono state rilevate carenze relative alle procedure di gestione con effetti negativi anche sullo spirito di squadra e sul morale del personale”. 

Dietro il linguaggio diplomatico si celano problemi umani e personali sistematici e prolungati, così radicati da intralciare il lavoro stesso di Caritas internazionale, che dovrebbe essere concentrato sull’aiuto a popolazioni colpite da calamità naturali o guerre. Una “missione”, coma ha sottolineato il cardinale Michael Czerny, prefetto del dicastero vaticano responsabile di Caritas internazionale, “non una sterile prestazione oppure un semplice obolo da devolvere per mettere a tacere la nostra coscienza”. Insoddisfazioni, abusi di potere, dispetti ora venuti allo scoperto. 

Tagle parteciperà alla preparazione dell'assemblea

Il cardinale Tagle, filippino voluto dal Papa a Roma alla guida di Propaganda fide, è l’attuale presidente, figura che, in realtà, ha un ruolo di rappresentanza e poca presa sull’organizzazione interna, demandata piuttosto al segretario generale, Aloisius John, e al tesoriere, Alexander Bodmann. Tutte figure ora decadute. 

Il Papa ora ha nominato commissario straordinario lo stesso Pinelli, coadiuvato da Maria Amparo Alonso Escobar, attuale responsabile dell’advocacy di Caritas internazionale, ma anche un gesuita, Manuel Morujao, con l’incarico di “accompagnamento personale e spirituale dello staff”, a riprova del livello deleterio in cui erano arrivati i rapporti personali interni. Questa squadra dovrà accompagnare Caritas internazionale all’elezione dei nuovi vertici (presidente, segretario generale e tesoriere), che si svolgerà, come previsto, a maggio dell’anno prossimo. “Per la preparazione dell’Assemblea Generale”, si legge nel comunicato, “il Commissario straordinario sarà affiancato dal Card. Luis Antonio G. Tagle che si occuperà particolarmente di curare i rapporti con le Chiese locali e con le Organizzazioni Membro di Caritas Internationalis”.