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Venezia, l'acqua alta non ha invaso la città: il Mose ha funzionato

Le 78 paratoie si sono alzate e hanno protetto l'area urbana. Se la grande opera non fosse entrata in funzione, piazza San Marco sarebbe stata sommersa
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VENEZIA - La terza marea eccezionale delle storia non ha travolto Venezia. Stamattina la città è stata protetta dalle 78 paratoie del Mose che si sono alzate, impedendo all'acqua di coprire quasi tutta la superficie urbana. Se la grande opera non fosse entrata in funzione, Venezia sarebbe stata sommersa da 173 cm di acqua alta, il dato più alto dopo i 194 cm del 4 novembre 1966 e i 187 cm del 12 novembre 2019. 

L'infrastuttura, i cui lavori sono iniziati nel 2003 e dovrebbero concludersi nel 2023, ha retto affrontando per la prima volta una condizione metereologica complessa. In città dalla notte il maltempo si è fatto sentire con pioggia e raffiche di vento che hanno sfiorato i 100 chilometri all'ora, ma la marea eccezionale è rimasta al di là delle barriere che hanno difeso la città da un'onda gigantesca di acqua che ha raggiunto in certi punti quasi i due metri. 

Tre anni fa la devastazione

Te…

VENEZIA - La terza marea eccezionale delle storia non ha travolto Venezia. Stamattina la città è stata protetta dalle 78 paratoie del Mose che si sono alzate, impedendo all'acqua di coprire quasi tutta la superficie urbana. Se la grande opera non fosse entrata in funzione, Venezia sarebbe stata sommersa da 173 cm di acqua alta, il dato più alto dopo i 194 cm del 4 novembre 1966 e i 187 cm del 12 novembre 2019. 

L'infrastuttura, i cui lavori sono iniziati nel 2003 e dovrebbero concludersi nel 2023, ha retto affrontando per la prima volta una condizione metereologica complessa. In città dalla notte il maltempo si è fatto sentire con pioggia e raffiche di vento che hanno sfiorato i 100 chilometri all'ora, ma la marea eccezionale è rimasta al di là delle barriere che hanno difeso la città da un'onda gigantesca di acqua che ha raggiunto in certi punti quasi i due metri. 

Tre anni fa la devastazione

Tecnicamente non si deve però pensare a 173 cm di acqua dalla pavimentazione, ma da uno 0 assoluto deciso nel 1897 quando il livello del mare iniziava ad aumentare. Di fatto, se il Mose non fosse stato attivato, 173 cm equivalgono a un livello di quasi un metro dalla pavimentazione. Un incubo per chi ha un'attività o per chi abita al piano terra, come si è visto tre anni fa con una marea eccezionale che ha devasto la città. Il terrore di rivivere quella notte, quando le calli si sono trasformate in fiumi in piena e la luce è saltata ovunque, è riaffiorato nella memoria di tutti i veneziani. 

"Non si riesce a essere sereni. Chissà quando ci sentiremo davvero al sicuro" ha scritto su FB Claudio Vernier, presidente dell'associazione Piazza San Marco. "La razionalità fatica a sovrastare le emozioni che scaturiscono dai ricordi ancora così vividi. Ansia, paura, impotenza. Forza Mose, aiutaci tu". La paura c'è stata anche perché a un certo punto sembrava che la marea fosse arrivata a 204 cm. Il Mose può proteggere fino a maree eccezionali di tre metri e mezzo, ma l'angoscia che qualcosa potesse andare storto è sempre nell'angolo.In realtà 204 cm era la misura del livello dell'acqua raggiunto in alcuni momenti sulle dighe, dovuto alla spinta del vento di scirocco. Come ha registrato la piattaforma nel mare del CNR la marea eccezionale è stata di 173 cm, con variazioni a seconda dei venti. 

Allerta anche per i prossimi giorni

Ecco come spiega quanto accaduto il fisico Alvise Papa, responsabile del centro Maree del Comune. "Già dalla notte ci sono stati intensi venti di scirocco lungo tutto l'Adriatico e un calo della pressione atmosferica su Venezia che hanno provocato l'innalzamento del livello del mare in coincidenza con il massimo astronomico tra i più alti dell'anno" ha detto Papa ricordando che il massimo astronomico è frutto dell'attrazione gravitazionale dovuta all'allineamento del Sole e della Luna. "Nella seconda mattinata il passaggio della perturbazione ha fatto ruotare il vento di bora con una media di 80 chilometri all'ora e picchi di 100. Le raffiche hanno causato degli accumuli locali in alcune parti del litorale tanto che nelle dighe maggiormente esposte il livello dell'acqua ha raggiunto anche i due metri. Nei prossimi giorni si prevede ancora acqua alta sia mercoledì che giovedì sui 140 cm e verrà attivato il Mose".

San Marco è salva

Per fortuna un paio di settimane fa era stata azionata anche la barriera di vetri di cristallo che protegge la Basilica di San Marco. Senza il Mose la chiesa sarebbe stata letteralmente inondata anche dall'acqua che arriva dalla Piazza la cui pavimentazione è inclinata proprio verso la Basilica. "E andato tutto secondo le procedure" ha detto la commissaria del Mose Elisabetta Spitz. "Il lavoro fatto in questi anni ha contribuito in maniera determinante a rendere le operazioni di sollevamento sempre più efficienti, ma l'attenzione in queste ore resta alta e oggi le barriere non saranno abbattute perché la situazione suggerisce prudenza". 
Il Mose è stata alzato per la 36° volta dopo la prima avvenuta il 3 ottobre 2020. Attualmente l'attivazione è prevista per maree sui 130 cm, ma quando l'opera sarà ultimate definitivamente entrerà in funzione a 110 cm. Nel frattempo sono iniziati i lavori di innalzamento dell'insula di San Marco, il punto più basso della città, che prevedono di alzare l'area marciana a 110 cm, in modo da proteggerla completamente. 
Venezia è un simbolo di come i cambiamenti climatici stanno cambiando i territori e gli scienziati già sollevano il problema di come fare quando il livello del mare sarà talmente altro da dover tenere il Mose sollevato per mesi. Intanto l'opera, teatro di uno dei più grandi scandali di tangenti in Italia, funziona e protegge la città che sembra quasi per miracolo asciutta.