Crisanti cambia idea: rinuncia allo stipendio da medico, terrà quello da senatore
di Enrico Ferro , di Enrico FerroNon è da lui, ma stavolta sembra proprio che il professor Andrea Crisanti abbia abbandonato il tavolo di un braccio di ferro. Nella contesa che riguarda il suo stipendio, ha scelto di tenere il compenso da senatore. Il professore di Microbiologia giunto dall’Imperial College di Londra, alle ultime politiche è stato eletto all’estero nelle fila del Pd. Ma Crisanti sosteneva il diritto di continuare a percepire lo stipendio da medico malgrado l’aspettativa ottenuta per esercitare l’attività politica.
Tuttavia, l’Azienda ospedaliera di Padova guidata da Giuseppe Dal Ben, fedelissimo di Luca Zaia, si è subito messa di traverso. Il ragionamento di fondo è il seguente: “Il compito di Crisanti all’interno dell’ospedale si realizza nel momento in cui lavora nell’ambito della convenzione in essere con l’Università di Padova. Se non presta servizio perché impegnato in altro, deve cessar…
Non è da lui, ma stavolta sembra proprio che il professor Andrea Crisanti abbia abbandonato il tavolo di un braccio di ferro. Nella contesa che riguarda il suo stipendio, ha scelto di tenere il compenso da senatore. Il professore di Microbiologia giunto dall’Imperial College di Londra, alle ultime politiche è stato eletto all’estero nelle fila del Pd. Ma Crisanti sosteneva il diritto di continuare a percepire lo stipendio da medico malgrado l’aspettativa ottenuta per esercitare l’attività politica.
Tuttavia, l’Azienda ospedaliera di Padova guidata da Giuseppe Dal Ben, fedelissimo di Luca Zaia, si è subito messa di traverso. Il ragionamento di fondo è il seguente: “Il compito di Crisanti all’interno dell’ospedale si realizza nel momento in cui lavora nell’ambito della convenzione in essere con l’Università di Padova. Se non presta servizio perché impegnato in altro, deve cessare anche il compenso”.
Si pensava a un lungo braccio di ferro, perché il professore dalla sua avrebbe l’articolo 68 del decreto legislativo numero 165 del 2001, secondo cui i dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti al Parlamento nazionale, al Parlamento europeo e nei Consigli regionali sono collocati in aspettativa senza assegni per la durata del mandato. “Essi possono optare per la conservazione, in luogo dell’indennità parlamentare e dell’analoga indennità corrisposta ai consiglieri regionali, del trattamento economico in godimento presso l’amministrazione di appartenenza, che resta a carico della medesima”, dice la legge.
Inaspettatamente però Crisanti ha deciso di mollare la presa. Da Palazzo Madama, come riferisce il quotidiano il Mattino di Padova, è arrivata all’Azienda ospedaliera di Padova e all’Ateneo la comunicazione che il senatore ha rinunciato all’opzione per “la conservazione del trattamento in godimento presso l’amministrazione di appartenenza in luogo dell’indennità di parlamentare”.