Femminicidi, un terzo delle vittime sono over 65 o malate
di Viola Giannoli , di Viola GiannoliAntonia Sacchet aveva 90 anni, viveva vicino Belluno, era malata di Alzheimer. Il figlio l'ha uccisa prima di togliersi la vita. Dolores Fernanda Milani di anni ne aveva 84, era in sedia a rotelle per un ictus di un anno prima. A spararle in casa a Milano è stato il marito, suo coetaneo: un altro omicidio-suicidio. Valeria Baldini aveva 77 anni e gravi problemi di salute. Il marito, 79 anni, l’ha soffocata nel suo letto a Senigallia, poi è stato arrestato.
Prima di loro, le vite spezzate di Maria Luisa Bazzo, 87 anni, di Paola De Vincentiis, 69 anni, di Marta Facchinetti, 89 anni, o di Elsa Antonini, 80 anni. Accoltellate a morte o asfissiate dai loro stessi figli.
Un terzo dei femminicidi tra le over 65
Sono ventisette le over 65 vittime di femminicidio dall’inizio dell’anno su ottantanove donne uccise da mariti, compagni, partner, figli, nipoti. Il 30,3 per cento. Quasi un femminicidio su tre avviene in terza età. Morti silenziose,…
Antonia Sacchet aveva 90 anni, viveva vicino Belluno, era malata di Alzheimer. Il figlio l'ha uccisa prima di togliersi la vita. Dolores Fernanda Milani di anni ne aveva 84, era in sedia a rotelle per un ictus di un anno prima. A spararle in casa a Milano è stato il marito, suo coetaneo: un altro omicidio-suicidio. Valeria Baldini aveva 77 anni e gravi problemi di salute. Il marito, 79 anni, l’ha soffocata nel suo letto a Senigallia, poi è stato arrestato.
Prima di loro, le vite spezzate di Maria Luisa Bazzo, 87 anni, di Paola De Vincentiis, 69 anni, di Marta Facchinetti, 89 anni, o di Elsa Antonini, 80 anni. Accoltellate a morte o asfissiate dai loro stessi figli.
Un terzo dei femminicidi tra le over 65
Sono ventisette le over 65 vittime di femminicidio dall’inizio dell’anno su ottantanove donne uccise da mariti, compagni, partner, figli, nipoti. Il 30,3 per cento. Quasi un femminicidio su tre avviene in terza età. Morti silenziose, a volte invisibili, di cui si conoscono i nomi e meno spesso i volti.
Eppure negli ultimi anni il numero dei femminicidi tra anziani è cresciuto con percentuali tra il 29 e il 34%, un triste record, nel 2021. E inoltre i quozienti più alti di femminicidi ogni 100mila donne sono oltre i 65 anni o tra i 35 e i 44 anni.
Le loro storie
Silvana Arena aveva 73 anni. È stata ammazzata a bastonate dal marito, 73enne pure lui, pensionato, nel loro appartamento di Venaria Reale. Irma Fontanella di anni ne aveva 72, è morta dopo due mesi di agonia, il figlio poliziotto le ha sparato in casa a Nole, nel canavese, poi si è suicidato. Bruna Tavanti a 84 anni è stata accoltellata dal marito a Campi Bisenzio, Firenze. La stessa morte di Domenica Caligiuri: lui, un falegname in pensione di 73 anni, è rimasto con il corpo della moglie sul letto per due giorni prima di confessare.
Altre si chiamavano Caterina D'Andrea, 72 anni, Miranda Pomini, 91 anni, Nadia Bergamini, 70 anni, Maria Trentina, 87 anni, Flora Mattucci, 72 anni, Alda Pivano, 94 anni, Liliana Caterina Mancusa, 66 anni, Lauretta Toffoli, 74 anni, Antonia Volpe, 83 anni, Olga Aimar, 89 anni.
Le donne uccise "perché malate"
Nella spoon river delle donne strangolate, soffocate, colpite, avvelenate, il femminicidio arriva spesso dopo mesi o anni di malattia. Eiko Sakamoto era immobilizzata a letto e così è morta, uccisa dal marito 92enne che si è poi tolto la vita. Malata era anche Viviana Farolfi, 71 anni, ammazzata a colpi di pistola dall’uomo che le era stato accanto una vita e che si è ucciso subito dopo. Maria Ballardini era invalida, 82 anni. Il marito l’ha uccisa con un coltello da cucina poi si è buttato dalla finestra salvandosi. Albertina Creola aveva 69 anni ed era incurabile. Il compagno le ha sparato prima di uccidersi con la stessa arma. Guglielma Pasetto, per tutti “Delfina”, 71 anni, aveva avuto un ictus, l’ha soffocata il suo partner, 76 anni. “Era disabile, soffriva troppo”, ha detto il marito ottantenne che ha spento Franca Franchini a coltellate.
La tolleranza giudiziaria per i suicidi "altruistici"
Nella relazione finale prodotta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere c’è un intero capitolo dedicato alle anziane in cui si sottolinea che negli atti giudiziari i femminicidi che vedono vittime donne anziane o con patologie “sono motivati con una certa comprensione e benevolenza”. “Le coppie o le famiglie in cui maturano sono descritte come molto unite; l’uomo è indicato come colui che si prende cura dell’invalida e, alla fine, la uccide per liberarla dalla malattia; perché lui stesso non tollera di vederla in quelle gravose condizioni; perché non ha più la forza di accudirla”, si legge, e “più l’età dell’autore è avanzata, più la tolleranza giudiziaria è marcata”, si legge.
Una tendenza a giustificare quelli che vengono impropriamente definiti come “femminicidi altruistici" o “per pietà” che “confligge con le norme nazionali e sovranazionali” nonché con gli ostacoli posti, se l'insostenibilità della malattia fosse la vera ragione dietro gli omicidi, al suicidio medicalmente assistito. Chi indaga investiga su patologie psichiatriche, malattie incurabili, problemi di carattere economico “tanto da rendere il femminicidio accettabile moralmente” e poco o nulla su eventuali "violenze precedenti".
L'enigma dei dati sugli abusi e le difficoltà a denunciare
Sfuggenti sono pure le violenze - fisiche, psicologiche, economiche o sessuali - sulle ultrasettantenni: l’Istat non considera le donne oltre quella fascia di età e parla genericamente di “abuso degli anziani”. La Società italiana di Gerontologia e Geriatria dice che sono 2 milioni e mezzo le anziane vittime di maltrattamenti, aumentati del 150% in dieci anni, e 2.800 di queste sono anche vittime di violenze sessuali.
Nei primi mesi del 2020, quelli delle restrizioni più dure, su oltre 15mila donne che hanno bussato a un Centro anti-violenza, l’8,3% aveva più di 65 anni. La percentuale è salita ora al 10%. “Ma ribellarsi ad anni di soprusi, maltrattamenti, violenze, raccontare, uscire dalla paura e dalla vergogna, da una scia di violenze ormai abituali, da matrimoni decennali, è ancora più difficile quando si è anziani, di altre generazioni, culture, mentalità”, spiegano dai Cav. Mancano spesso le reti familiari e sociali, la possibilità di trovare un lavoro, di ricomporre una propria autonomia domestica ed economica. Negli ultimi due anni sono nati, dalla Puglia al Veneto, percorsi dedicati alle donne anziane: una nuova utenza che ha bisogno di ascolto, fiducia, sostegno prima che sia troppo tardi.