Giving Tuesday, ecco l'anti-Black Friday: quando donare è meglio dello shopping sfrenato
di Valentina Ruggiu , di Valentina RuggiuDonare anziché comprare. È questa la parola d'ordine del Giving Tuesday, 'il martedì del dono' nato nel 2012 a New York come risposta solidale al consumismo del Black Friday e del Cyber Monday. Soldi, tempo, competenze, sangue, cibo o vestiti: non importa cosa, ciò che conta è regale un pezzo di sé agli altri. "Fa bene e appaga quanto comprare un televisore", dice sorridendo Marco Cecchini, il presidente della fondazione filantropica Aifr, Associazione italiana di fundraising, che sei anni fa ha inserito l'Italia in questo grande movimento che coinvolge 84 paesi. "Dagli Stati Uniti abbiamo importato due giorni per lo shopping sfrenato, allora perché non adottare anche questa giornata mondiale dedicata al dono?".
I modi per partecipare ai festeggiamenti sono infiniti, ma se proprio non si hanno idee non c'è problema. Il sito italiano di Giving Tuesday offre 110 spunti. Per questa sesta…
Donare anziché comprare. È questa la parola d'ordine del Giving Tuesday, 'il martedì del dono' nato nel 2012 a New York come risposta solidale al consumismo del Black Friday e del Cyber Monday. Soldi, tempo, competenze, sangue, cibo o vestiti: non importa cosa, ciò che conta è regale un pezzo di sé agli altri. "Fa bene e appaga quanto comprare un televisore", dice sorridendo Marco Cecchini, il presidente della fondazione filantropica Aifr, Associazione italiana di fundraising, che sei anni fa ha inserito l'Italia in questo grande movimento che coinvolge 84 paesi. "Dagli Stati Uniti abbiamo importato due giorni per lo shopping sfrenato, allora perché non adottare anche questa giornata mondiale dedicata al dono?".
I modi per partecipare ai festeggiamenti sono infiniti, ma se proprio non si hanno idee non c'è problema. Il sito italiano di Giving Tuesday offre 110 spunti. Per questa sesta edizione infatti la fondazione Aifr ha ideato un contest fotografico che mette in vetrina le attività delle organizzazioni no profit e delle scuole italiane che hanno aderito. Oltre a votare la foto a tema dono che più si preferisce, permettendo alle due maggiormente apprezzate di vincere un premio in denaro, si può decidere di sostenere il progetto selezionato anche con una donazione o condividendolo sui social per farlo conoscere ad altri.
I progetti in Italia
Le proposte spaziano in ogni ambito del sociale. Dal sostegno per i bambini malati a quello per rifugiati, dai progetti per l'inclusione delle persone disabili al supporto per gli anziani. Non mancano poi le associazioni per la tutela degli animali e quelle che allestiscono programmi fuori dall'Italia, in paesi vittime di carestie o di guerre. Si può sostenere, ad esempio, il gruppo di beneficenza che realizza coperte, scialli e sciarpe per le persone in difficoltà, per le case di riposo, di prima accoglienza o quelle protette per minori e adulti. Oppure l'associazione Make a Wish Italia, che realizza i desideri più grandi dei bambini affetti da gravi patologie. C'è GabryLittleHero, l'associazione nata dalla storia di un bimbo affetto da una malattia rara (unico caso in Italia) a cui il trapianto di midollo osseo ha donato una nuova vita e che oggi con i suoi progetti diffonde la cultura del dono. Intento condiviso da Admo Regione Lombardia Onlus, che ha partecipato al contest con una fotografia dal titolo "il dono che cura e salva la vita". Spicca poi l'immagine di un cucciolo del Servizio cani guida Lions che addestra e dona cani ai ciechi. Infine la foto di una 'spia per amore', ovvero un'investigatrice di Animal Equality che accarezza il cucciolo di una scrofa in gabbia durante un'indagine in un allevamento di maiali.
Non solo soldi
"Ogni piccola azione conta - dice Cecchini - non servono per forza i soldi, si può anche aiutare un vicino o ascoltare qualcuno che sta passando un brutto momento. Io per esempio da domani inizierò ad aiutare chi vive in strada qui a Bologna". L'intento più grande è diffondere globalmente la cultura del dono, la solidarietà e la gentilezza. "Cose che sembrano banali, ma che in realtà nel mondo di oggi non lo sono affatto - spiega il presidente di Aifr - nel nostro Paese siamo portati a donare sull'emotività: accade una catastrofe e allora mi attivo. Ma lo spirito del dono è qualcosa di più ampio e dovrebbe essere parte del dna delle persone. Per come la vedo io - continua - a inizio ciascuno di noi dovrebbe pensare di destinare una piccola cifra o una parte del proprio tempo agli altri. Pian piano ci stiamo riuscendo, di anno in anno le persone coinvolte in Italia sono aumentate, ma non nascondo che facciamo fatica. Purtroppo non riusciamo a catturare l'interesse delle istituzioni: quando abbiamo chiesto il patrocinio alla Presidenza della Repubblica ci hanno risposto che non sostengono attività commerciali. Cosa che ovviamente non siamo".
I numeri della giornata
Per capire l'impatto che può avere un singolo giorno in cui milioni di persone si dedicano al dono basta guardare ai numeri dello scorso anno per gli Stati Uniti: 35 milioni di adulti coinvolti e 2,7 miliardi di dollari raccolti (+9% rispetto al 2020 e +37 % in confronto al 2019), nonostante il dono prediletto dalla maggioranza sia quello degli oggetti (cibo, vestiario e così via). "Per l'Italia abbiamo contribuito a dare visibilità a circa tremila piccole e medie organizzazioni no profit - spiega Cecchini - siamo arrivati a un milioni di accessi al sito, nella pagina del contest fotografico. Veder crescere la base di partecipanti è la più grande soddisfazione".