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Ucraina, il Papa: "L'invasore è lo Stato russo, questo è chiaro"

(afp)
Bergoglio in un'intervista a tutto campo su America, il giornale dei gesuiti statunitensi: "Perché non nomino Putin? Tutti sanno la mia posizione. Se dico gli ucraini sono martirizzati c’è chi li martirizza. Le maggiori crudeltà sono di ceceni e buriati". Sugli Stati Uniti: "L’aborto è un crimine ma non va politicizzato". E torna a escludere il sacerdozio femminile
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"Chi invade è lo Stato russo, questo è molto chiaro": papa Francesco torna a parlare della guerra in Ucraina, spiega che la sua posizione è chiara anche se non nomina personalmente Putin, sottolinea che se parla di quello ucraino come di un popolo martirizzato è perché "qualcuno li martirizza", e afferma che le peggiori crudeltà sono compiute non dai russi ma da ceceni e buriati. La Santa Sede, dice il Papa, è sempre disponibile ad una mediazione. In una intervista a tutto campo con il giornale dei gesuiti statunitensi, America, Francesco affronta anche il tema dell'aborto (un "crimine" che non va però "politicizzato"), delle discriminazioni sofferte dai cattolici afro-americani, e torna ad escludere l'ipotesi del sacerdozio alle donne. 

"Quando parlo di Ucraina, parlo di un popolo martirizzato. Se c'è un popolo martirizzato, c'è qualcuno che li mart…

"Chi invade è lo Stato russo, questo è molto chiaro": papa Francesco torna a parlare della guerra in Ucraina, spiega che la sua posizione è chiara anche se non nomina personalmente Putin, sottolinea che se parla di quello ucraino come di un popolo martirizzato è perché "qualcuno li martirizza", e afferma che le peggiori crudeltà sono compiute non dai russi ma da ceceni e buriati. La Santa Sede, dice il Papa, è sempre disponibile ad una mediazione. In una intervista a tutto campo con il giornale dei gesuiti statunitensi, America, Francesco affronta anche il tema dell'aborto (un "crimine" che non va però "politicizzato"), delle discriminazioni sofferte dai cattolici afro-americani, e torna ad escludere l'ipotesi del sacerdozio alle donne. 

"Quando parlo di Ucraina, parlo di un popolo martirizzato. Se c'è un popolo martirizzato, c'è qualcuno che li martirizza", afferma Jorge Mario Bergoglio. "Quando parlo di Ucraina parlo di crudeltà perché ho molte informazioni sulle crudeltà dei soldati che sono entrati. In generale, i più crudeli sono forse coloro che sono russi ma non di tradizione russa, come i ceceni e i buriati e via dicendo. Di certo, colui che invade è lo Stato russo. Questo è molto chiaro. A volte cerco di non specificare per non offendere e piuttosto di condannare in generale, sebbene è ben noto chi sto condannando. Non c'è bisogno che metto nome e cognome". Più specificamente, "perché non nomino Putin", risponde il Papa: "Perché non è necessario, è già noto. Tuttavia a volte le persone si aggrappano a un dettaglio. Tutti sanno la mia posizione, con Putin o senza Putin, senza nominarlo". Francesco torna a commemorare il genocidio commesso da Stalin nel 1932-1933, Holodomor: "Credo sia appropriato menzionarlo come precedente storico del conflitto" attuale.

"La posizione della Santa Sede è perseguire la pace e la comprensione. La diplomazia della Santa Sede si sta muovendo in questa direzione e, ovviamente, è sempre desiderosa di mediare".

Cina, il dialogo è l'unica via

Francesco parla anche della Cina, ribadendo che "il dialogo è la migliore via diplomatica. È lento, ha i suoi fallimenti, i suoi successi, ma non riesco a vedere altra strada. E voglio sottolineare che il popolo cinese è un popolo di grande saggezza e merita il mio rispetto e la mia ammirazione. Mi tolgo il cappello davanti a loro. E per questo cerco di dialogare, perché noi non conquistiamo popoli. Lì ci sono cristiani. Bisogna prendersene cura, in modo che siano buoni cinesi e buoni cristiani". 

Nell'intervista con America, papa Francesco affronta molte altre questioni, di particolare attualità negli Stati Uniti. Se la conferenza episcopale Usa ha appena eletto un nuovo presidente, l'arcivescovo Timothy Broglio, il pontefice ricorda che "Gesù non ha creato le conferenze episcopali. Gesù ha creato i vescovi, e ogni vescovo è pastore del suo popolo".  

Usa, l'aborto è un crimine ma non va politicizzato

Negli Stati Uniti, dice il Papa, "c'è un cattolicesimo che è specifico degli Stati Uniti, questo è normale. Ma ci sono anche alcuni gruppi ideologici cattolici". La "polarizzazione", nella Chiesa e nella società, "non è cattolica", serve sempre dialogo, dice il papa, che fa un esempio: "Permettetemi di citare un vescovo che non so se è conservatore o progressista, se è di destra o di sinistra, ma è un buon pastore: (Mark) Seitz, (vescovo di El Paso), alla frontiera con il Messico. E' un uomo che capisce le contraddizioni del luogo e agisce da pastore". 

Quanto al controverso tema dell'aborto, "ogni volta che un problema perde la sua dimensione pastorale, quel problema diventa un problema politico e diventa più politico che pastorale. Voglio dire, non permettiamo a nessuno di sequestrare questa verità, che è universale. Non appartiene ad un partito o ad un altro. E' universale. Quando vedo che un problema del genere, che è un crimine, diventa fortemente, intensamente politico, c'è un fallimento nella cura pastorale con cui bisognerebbe affrontare questo problema". E se l'episcopato statunitense è molto schierato contro il diritto all'aborto, nelle conferenze episcopali, dice il Papa, "a volte la maggioranza vince ma la maggioranza non ha ragione". 

No alle donne prete

In tema di abusi sessuali su minori compiuti da vescovi, non da semplici preti, "credo che dobbiamo andare avanti con trasparenza", dice il Papa, "se c'è meno trasparenza" che con i preti, "è un errore". 

Agli afro-americani cattolici che non vedono tra gli altri fedeli una sufficiente presa di consapevolezza del razzismo che c'è negli Stati Uniti, Francesco dice: "Il Papa è consapevole della loro sofferenza, li ama molto, e devono resistere e non andarsene. Il razzismo è un intollerabile peccato contro Dio. La Chiesa, i pastori e i laici devono continuare a combattere per sradicarlo". 

Bergoglio torna poi a escludere l'ipotesi del sacerdozio femminile: "Perché una donna non puà entrare nel ministero ordinato? Perché il principio Petrino non ha spazio per questo", dice il Papa, che assicura che non si tratta di una "privazione" e spiegando che invece c'è spazio nel "principio mariano" della Chiesa, oltre che in ruoli amministrativi, come già avviene in diversi uffici in Vaticano.