L’appalto più lungo del mondo per la sicurezza di Casamicciola: finanziato ma lavori fermi dal 2010
dal nostro inviato Giuliano Foschini , dal nostro inviato Giuliano FoschiniISCHIA - Questa è la storia dell'appalto "di somma urgenza" più lungo del mondo: 12 anni e non si è mossa nemmeno una pietra, nonostante i fondi fossero in banca. Ed è la storia di una delle montagne più a rischio idrogeologico d'Italia piena di progetti e anche di fondi. Ma dove non si è mai vista una ruspa, se non per scavare dopo una tragedia. E' una storia antica, come ricordano gli anziani di Casamicciola: "Qui dicono: uccidete i vecchi che sanno i fatti. E hanno ragione", una signora è curva mentre prova ad attraversare un mare di fango. "Le alluvioni, le frane ci sono sempre state. Ma prima la montagna la tenevano pulita, venivano gli "operai idraulici" della Forestale. E ora? Non viene più nessuno, se non per cacciarci dalle case nostre".
Ischia, frana a Casamicciola: le news in diretta.
La "somma urgenza"
Per cominciare, mettiamo un punto. Febbraio del 2010…
ISCHIA - Questa è la storia dell'appalto "di somma urgenza" più lungo del mondo: 12 anni e non si è mossa nemmeno una pietra, nonostante i fondi fossero in banca. Ed è la storia di una delle montagne più a rischio idrogeologico d'Italia piena di progetti e anche di fondi. Ma dove non si è mai vista una ruspa, se non per scavare dopo una tragedia. E' una storia antica, come ricordano gli anziani di Casamicciola: "Qui dicono: uccidete i vecchi che sanno i fatti. E hanno ragione", una signora è curva mentre prova ad attraversare un mare di fango. "Le alluvioni, le frane ci sono sempre state. Ma prima la montagna la tenevano pulita, venivano gli "operai idraulici" della Forestale. E ora? Non viene più nessuno, se non per cacciarci dalle case nostre".
Ischia, frana a Casamicciola: le news in diretta.
La "somma urgenza"
Per cominciare, mettiamo un punto. Febbraio del 2010. E un luogo: Haiti. Per accorgersi che poco meno dei due terzi di Casamicciola - i dati sono dell'Ispra, l'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale - rischia di crollare e che è necessario intervenire al più presto, il Governo italiano deve aspettare che un terremoto distrugga il paese caraibico, causando 220mila morti. E' infatti in un provvedimento che si occupa di Haiti - "misure urgenti per il terremoto" - forse ricordando la vecchia regola di Protezione civile che ricorda come la civiltà di un paese si misuri proprio dalla capacità di contenere i danni in casi di dissesti naturali (e l'Italia in questo è pessima), che il Governo inserisce un finanziamento di "somma urgenza" per mitigare "il pericolo di ostruzioni degli imbocchi dei tratti tombati mediante opere trasversali di trattenuta del materiale di trasporto solido sugli alvei Senigallia, Negroponte, Fasaniello, Pozzillo, La Rita, Cava del Monaco" di Casamicciola. Sono i canali di scolo della città, quelli attraverso i quali dovrebbe defluire la pioggia e il fango. Se sono puliti, senza detriti, il rischio catastrofi è molto minore. Bene: nel 2010 il Governo dice che bisogna pulirli immediatamente e per questo nomina un commissario straordinario. Ma il commissario non ce la fa a lavorare in "somma urgenza". E così ne viene nominato un altro: l'ingegner Edoardo Cosenza, allora assessore in Campania. Ma niente: nemmeno l'ingegnere. La direzione regionale dei Lavori pubblici nomina allora un responsabile del procedimento, siamo a luglio del 2011. Che però a settembre del 2012 viene sostituito. Sono passati due anni, Haiti si sta riprendendo con difficoltà. Ma i canali di Ischia, niente. Arriviamo al 2014 e finalmente arriva il progetto: 180mila euro. Serve però un altro anno, siamo a novembre del 2015, per avere quello definitivo. Pronti? Macché. A maggio del 2016 si riunisce una Conferenza dei servizi ma i lavori vengono sospesi: serve un parere di una direzione generale sempre della Regione che però, nonostante sia alla porta accanto, arriva un anno e mezzo dopo, luglio 2017. Ci siamo? No. Perché il 4 agosto del 2017 viene indicato come soggetto attuatore dei lavori urgenti decisi sette anni prima il comune di Casamicciola. Che però il 21 agosto viene travolto e sconvolto da un terremoto. Risultato: dei lavori da fare con somma urgenza nel 2010 si perdono, completamente, le tracce.
Le altre incompiute
I lavori degli alvei non sono gli unici a non essere stati realizzati nonostante ci fossero i fondi. Nel 2017 viene approvato per esempio il progetto esecutivo dei "Lavori di manutenzione idraulica e sistemazione del bacino dell'alveo La Rita". Vengono messi sul tavolo circa un milione e duecentomila euro e pubblicata una manifestazione di interesse alla quale partecipano 126 ditte. L'opera viene anche aggiudicata a una società siciliana. Si firma il contratto a luglio del 2018 e, niente, anche in questo caso nessuna pietra spostata. Perché? Le aree non erano tutte di proprietà pubblica e i privati si sono rifiutati di fare entrare l'azienda. Niente manutenzione idraulica.
Ma se qui parliamo di tutto sommato piccoli lavori, molto più delicata e grave è la situazione per le grandi opere. Perché come ricorda Erasmo D'Angelis, che ha coordinato la struttura di missione contro il dissesto idrogeologico voluta dall'allora governo Renzi, erano previste ben due opere su Casamicciola: sette milioni e mezzo per le opere di consolidamento dei costoni e mezzo milione per uno studio di fattibilità per i "lavori di bonifica e consolidamento dei versanti a monte del centro abitato". Proprio quello che è crollato. Proprio quello su cui nulla è stato fatto.