Pale, fatica e speranza, chi sono gli angeli del fango di Casamicciola
dai nostri inviati Michele Bocci , Antonio di Costanzo , dai nostri inviati Michele Bocci, Antonio di CostanzoSono giovani, sporchi, con una pala in mano e gli stivali ai piedi. E amano Ischia. Non si sono visti subito, all’inizio erano gruppetti di ragazzi che cercavano di dare un aiuto ma venivano allontanati dai soccorritori perché c’erano ancora troppi pericoli ad arrampicarsi lungo via Santa Barbara e via Celario, cioè fino all’area dove la frana ha fatto più danni. Adesso però i nuovi angeli del fango dell’eterna sequela di alluvioni e frane italiane, quelli di Casamicciola, stanno diventando una presenza ben visibile nei luoghi del disastro.
Ischia, frana a Casamicciola: le news in diretta
Tanti ventenni ma anche minorenni
Si muovono a gruppetti e danno una mano dove c’è bisogno, a togliere il fango davanti alle case, a liberare le strade, a riempire i mezzi della protezione civile, a svuotare le candite. Spesso i ragazzi vestono tute sportive, le ragazze i leggings e felpe con il cappuccio. Qualcuno è…
Sono giovani, sporchi, con una pala in mano e gli stivali ai piedi. E amano Ischia. Non si sono visti subito, all’inizio erano gruppetti di ragazzi che cercavano di dare un aiuto ma venivano allontanati dai soccorritori perché c’erano ancora troppi pericoli ad arrampicarsi lungo via Santa Barbara e via Celario, cioè fino all’area dove la frana ha fatto più danni. Adesso però i nuovi angeli del fango dell’eterna sequela di alluvioni e frane italiane, quelli di Casamicciola, stanno diventando una presenza ben visibile nei luoghi del disastro.
Ischia, frana a Casamicciola: le news in diretta
Tanti ventenni ma anche minorenni
Si muovono a gruppetti e danno una mano dove c’è bisogno, a togliere il fango davanti alle case, a liberare le strade, a riempire i mezzi della protezione civile, a svuotare le candite. Spesso i ragazzi vestono tute sportive, le ragazze i leggings e felpe con il cappuccio. Qualcuno è minorenne, altri superano di poco i vent’anni. Già a metà mattinata sono stanchi ma felici. All’ora di pranzo una parte di loro si ritrova per un piatto di pasta con la carne alla “Capanna” di Piazza Maio, uno dei centri nevralgici per i soccorritori, ufficiali e auto organizzati. Ma è facile incontrarli più in basso, sul porto di Casamicciola. Il lavoro da fare è tanto, acqua, fango e detriti sono arrivati su un’area molto estesa.
"Sempre più ragazzi ci chiedono di dare una mano"
Alcuni dei ragazzi fanno parte di associazioni, come quelli di “E poi ritorna”, un gruppo che ha l’obiettivo di riscrivere il futuro di Ischia in nome dell’ambiente, di una gestione del turismo diversa affinché duri tutto l’anno e della accoglienza. “C’è stata una grande risposta di tutta Ischia – dice Francesco Lodato 26 anni, che lavora al front office di un albergo dell’isola – volontari sono arrivati da ogni i comuni. Mi ha commosso che una coppia di argentini: erano qui in vacanza ma hanno voluto dare il proprio contributo. Sono venuti a spalare il fango in pantaloncini corti. È stato commovente”. Alessandro di lavoro fa la guida ambientale e ovviamente ama la natura. Magro alto e con la barbetta, la sua è una delle figure più riconoscibili. “Vogliamo dare una mano in qualunque modo, siamo tutti ragazzi di Ischia, arriviamo dai vari comuni – spiega – Se c’è bisogno spaliamo, altrimenti portiamo da mangiare dove ci sono gli sfollati, cioè all’Hotel Michelangelo e al Palasport di Forio. Si sapeva che quella zona aveva problemi, in passato venivano fatti dei canali in pietra per far scendere l’acqua fino a valle. L’abbandono dei terreni ha creato boschi, l’acqua non drena e porta via tutto”. Ieri al lavoro c’erano oltre 100 volontari, oggi saranno di più. “Ricevo tantissimi messaggi da persone che vorrebbero venire – dice Alessandro – Il problema è la gestione di tutti questi ragazzi, non la può fare la protezione civile perché è impegnata”. Ci sono singole attività, come alberghi, che si organizzano con gruppi di volontari che danno una mano, un modo appunto per coordinare il lavoro.
"Bisogna fare manutenzione del nostro territorio"
I numeri stanno crescendo, i gruppi Whatsapp giocano un ruolo fondamentale per organizzarsi e darsi appuntamento dove c’è più lavoro da fare. Tra gli altri, hanno preso la pala quattro ragazzi di 18 anni che studiano alle superiori. “Abbiamo deciso di dare una mano a chi ha subito questa catastrofe – raccontano con i volti cotti dalla stanchezza – Siamo tutti di Ischia e anche se non siamo stati colpiti direttamente vogliamo esprimere le nostra solidarietà nei confronti di questi isolani”. I ragazzi hanno anche un’idea su cosa fare per evitare accadano nuove tragedie. “Bisogna fare manutenzione del nostro territorio, sono necessari più interventi, da parte della Regione e dei Comuni. Purtroppo, non è la prima volta che accade una cosa del genere. L’uomo deve occuparsi della natura che lo circonda, bisogna prevenire”.