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Consulta, oggi si decide sulla costituzionalità dell'obbligo vaccinale: in vista un 'no' sui ricorsi dei No vax

La Corte costituzionale affronta oggi le ordinanze di tribunali e Tar sui decreti Draghi che nel 2021 hanno imposto il vaccino al personale sanitario
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ROMA - Il mondo no vax ci spera, al punto da ritrovarsi in sit in sotto il palazzo della Corte costituzionale. Ma la loro speranza di buttare a mare definitivamente l'obbligo del vaccino per il mondo sanitario - nonostante l'atout del decreto legge Meloni - è fortemente destinato a restare deluso. Perché è molto probabile che oggi il "vaccino day" della Consulta si trasformi in una sconfitta per chi ha contestato, anche con le armi legali dei ricorsi, i decreti dell'ex premier Mario Draghi che prevedevano l'obbligo del vaccino per il personale sanitario. 

Verso un 'no' ai ricorsi dei No vax

È proprio così. La prognosi più quotata sul destino delle ben 11 ordinanze in arrivo da tribunali e giustizia amministrativa - e che oggi approdano in udienza pubblica alla Consulta con ampio parterre di legali pronti a sostenerne le ragioni - potrebbe essere proprio quella di una pronuncia di non fondatezza. Sul fil…

ROMA - Il mondo no vax ci spera, al punto da ritrovarsi in sit in sotto il palazzo della Corte costituzionale. Ma la loro speranza di buttare a mare definitivamente l'obbligo del vaccino per il mondo sanitario - nonostante l'atout del decreto legge Meloni - è fortemente destinato a restare deluso. Perché è molto probabile che oggi il "vaccino day" della Consulta si trasformi in una sconfitta per chi ha contestato, anche con le armi legali dei ricorsi, i decreti dell'ex premier Mario Draghi che prevedevano l'obbligo del vaccino per il personale sanitario. 

Verso un 'no' ai ricorsi dei No vax

È proprio così. La prognosi più quotata sul destino delle ben 11 ordinanze in arrivo da tribunali e giustizia amministrativa - e che oggi approdano in udienza pubblica alla Consulta con ampio parterre di legali pronti a sostenerne le ragioni - potrebbe essere proprio quella di una pronuncia di non fondatezza. Sul filo della sua precedente giurisprudenza la Corte - che oggi pomeriggio entrerà in camera di consiglio - potrebbe ribadire che, date alcune condizioni che essa stessa ha posto - l'obbligo del vaccino è legittimo e quindi costituzionale. 

E sarebbe questa una pronuncia in controtendenza rispetto al primo decreto del governo Meloni del 31 ottobre che ha anticipato di due mesi, dal 31 dicembre al primo novembre, il rientro in servizio dei medici no vax. Una decisione che, se effettivamente dovesse andare in questo senso, non stupirebbe vista appunto la linea seguita dalla Consulta. Che in molte sentenze ha fissato un principio netto. L'obbligo del vaccino è legittimo qualora ricorrano tre condizioni. La prima: il vaccino deve giovare alla salute del singolo individuo e della collettività. La seconda: gli "eventi avversi" non devono superare la normale tollerabilità. La terza: deve essere previsto un equo indennizzo nel caso in cui si verifichino dei danni per chi si è vaccinato. 

E proprio alla luce di questi principi, una delle 11 ordinanze - quella che arriva dal Tar della Lombardia e che affronta il caso di una psicologa sospesa da servizio anche se si trattava di una professionista esterna - potrebbe avere invece chance di essere condivisa dai giudici. 

I decreti Draghi sotto la lente

Ma vediamo quali sono nel merito i quesiti che la Corte affronta nel corso dell'udienza  pubblica e successivamente in camera di consiglio. Innanzitutto sono ben tre i giudici costituzionali impegnati nelle relazioni e successivamente nella stesura delle sentenze: la maggior parte dei casi - 9 su 11 - è affidata a Stefano Petitti, mentre Augusto Barbera e Filippo Patroni Griffi ne hanno uno a testa. Tre anche gli avvocati dello Stato - Enrico De Giovanni, Federico Basilica, Beatrice Gaia Fiduccia - che sostengono la parte del governo e che, salvo sorprese, dovrebbero schierarsi con i decreti Draghi. E non con la linea "pro vax" di Meloni. Saranno una quarantina i difensori  di  operatori sanitari e professori che hanno rifiutato di vaccinarsi. Sotto la lente della Consulta andranno i decreti Draghi di febbraio e aprile dell'anno scorso che, appunto, hanno imposto le vaccinazioni.

Le questioni da affrontare

La Corte dovrà affrontare tre questioni. Dal Tar della Lombardia il caso affidato al giudice Barbera, la psicologica sospesa dal suo stesso ordine professionale.  Una sospensione in questo caso irragionevole rispetto a una professionista che operava a casa sua e quindi da remoto. Dal Consiglio della giustizia amministrativa di Palermo il caso affidato a Patroni Griffi che riguarda uno studente tirocinante e che viene censurato in assenza di eventi avversi. Infine il blocco più ampio delle ordinanze affidate al giudice Petitti, in arrivo dai tribunali, come quelli di Catania e Brescia, che censurano le conseguenze della mancata vaccinazione, con la sospensione non solo dello stipendio, ma anche dell'assegno alimentare che invece viene riconosciuto ai sospesi per motivi disciplinari o per reati eventualmente commessi. 

La decisione della Consulta, salvo ritardi per l'ampiezza delle ordinanze, dovrebbe arrivare già entro stasera.