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Zurigo, Mattarella incontra i "cervelli" in fuga: "L'Italia faccia uno sforzo affinchè partire sia una libera scelta"

Il presidente Mattarella al Politecnico di Zurigo con alcuni studenti italiani  (ansa)
Il presidente della Repubblica con i talenti che emigrano e che fanno ricerca al Politecnico“: "Vanno offerte ai giovani prospettive concrete nel nostro Paese". Tra poco via la Svizzera dalla nostra black list dei paradisi fiscali
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Zurigo - «Dell’Italia mi mancano la famiglia e il guanciale. Se tornassi so già cosa rimpiangerei della Svizzera: la puntualità dei treni e l’ambiente cosmopolita di Zurigo». Federico Ciotti, 26 anni, ingegnere biomedico. Talento in fuga. Uno dei tanti a cui ieri Sergio Mattarella ha stretto la mano. È cresciuto nel quartiere Portuense a Roma. Laurea alla Sapienza. Ora sta svolgendo un dottorato in un laboratorio di neuroingegneria al Politecnico, la famosa Eth, un’eccellenza mondiale. «Partecipo a un progetto di stimolazione elettrica del sistema nervoso». Il suo gruppo, coordinato dal professor Stanisa Raspopovic, ha consegnato al Capo dello Stato una cioccolata con un esoscheletro realizzato in laboratorio. Ricerche che cambiano la vita a chi ha perso l’uso di mani e gambe o ai diabetici che non hanno più la sensibilità ai piedi.

Sono under 30 entusiasti

Si presentano: Valerio Arucci da Roma, Andre…

Zurigo - «Dell’Italia mi mancano la famiglia e il guanciale. Se tornassi so già cosa rimpiangerei della Svizzera: la puntualità dei treni e l’ambiente cosmopolita di Zurigo». Federico Ciotti, 26 anni, ingegnere biomedico. Talento in fuga. Uno dei tanti a cui ieri Sergio Mattarella ha stretto la mano. È cresciuto nel quartiere Portuense a Roma. Laurea alla Sapienza. Ora sta svolgendo un dottorato in un laboratorio di neuroingegneria al Politecnico, la famosa Eth, un’eccellenza mondiale. «Partecipo a un progetto di stimolazione elettrica del sistema nervoso». Il suo gruppo, coordinato dal professor Stanisa Raspopovic, ha consegnato al Capo dello Stato una cioccolata con un esoscheletro realizzato in laboratorio. Ricerche che cambiano la vita a chi ha perso l’uso di mani e gambe o ai diabetici che non hanno più la sensibilità ai piedi.

Sono under 30 entusiasti

Si presentano: Valerio Arucci da Roma, Andrea Cimolato di Cornuda, Noemi Gozzi e Greta Preatoni, da Milano. Sono under trenta entusiasti, veloci. Mattarella ha voluto dedicare a loro l’ultima giornata della sua visita in Svizzera: la Repubblica esprime così la sua stima. «Se vedessi una volontà di cambiamento mi piacerebbe tornare in Italia», ammette Gozzi.
Nell’aula magna altri quattro ricercatori illustrano al Capo dello Stato i loro progetti. Viola Becattini, ingegnera toscana, ha sviluppato un progetto per azzerare le emissioni di Co2 in Svizzera entro il 2050. Paola Picotti, biologa friulana, ha scoperto un biomarcatore per la diagnosi precoce del Parkinson. Michele Gregorini, ingegnere milanese, che ha individuato test molecolari rapidi e soprattutto economici, costo cinque euro. L’economista Stefano Brusoni illustra il suo metodo per rendere le imprese più innovative. Qui studiano 1200 tra ricercatori e studenti connazionali e ci sono 27 docenti. «Talentuosi e creativi», li definisce il presidente dell’università, Joel Mesot. Si occupano di cose astruse ai comuni mortali come laser a cascata quantica, robotica neurologica, cosmologia sperimentale. Zurigo è la Silicon Valley europea. Da marzo la nostra ambasciata si è dotata di un addetto scientifico. Molti dei progetti sono finanziati dalle imprese. «Se ho un’idea posso realizzarla», dice Ciotti.

"Qui si investe più in ricerca"

Gregorini la sua l’ha già realizzata: una start up che fa gola ai colossi della farmaceutica. Raspapovic ha studiato a Pisa: «La differenza è che la Svizzera investe molto più in ricerca». Ciotti riceve uno stipendio di 4000 euro. «Si può vivere con tranquillità, condividendo un appartamento. E ogni tanto andare a cena fuori». «In Italia se fai ricerca ti propongono uno stage, non un lavoro, perché non considerano la esperienza curricolare», dice Cimolato.
La stella è Alessio Figalli, 38 anni, il secondo italiano ad avere vinto la medaglia Fields, il Nobel dei matematici. «Qui ho potuto portare alcuni ricercatori con i quali lavoravo in Texas. Spesso i privati ci fanno concorrenza e assumono i nostri ricercatori con ottimi stipendi». Non è un problema per il vostro Paese che tutti questi ragazzi vadano all’estero, sovente senza fare ritorno? Mattarella ha risposto così a questa domanda di un giornalista elvetico: «Lo sforzo che l’Italia intende fare è rendere libera la scelta per i nostri giovani, offrendo prospettive concrete. È un tema molto importante, all’ordine del giorno». Ha annunciato che la Svizzera a breve non sarà più nella black list italiana, con cui si definiscono i paradisi fiscali. Le relazioni tra i due Paesi non sono mai state così buone. Gli studenti alla fine porgono al Presidente un tricolore da firmare. Tornerà mai in Italia Federico Ciotti?