Ministro Musumeci, cominciamo con una domanda banale ma necessaria: la tragedia di Ischia si poteva evitare?
"Probabilmente sì, se si fossero adottate le misure per mitigare il rischio: 175 millimetri di pioggia in meno di 24 ore, che si registrano normalmente in un anno, sono un evento che fino a ieri definivamo 'straordinario'. Ma ormai, come ci indicano tante altre alluvioni, dobbiamo cambiare i nostri codici".
Rovesciamo il ragionamento: viste le condizioni del nostro territorio e i cambiamenti climatici, possiamo escludere altre catastrofi simili?
"Temo di no, purtroppo. Perché non si é fatto, nei decenni, quanto era necessario, spesso nelle stesse aree dove i fenomeni si si sono storicamente ripetuti. A Ischia, come a Giampilieri in Sicilia, come nelle Marche, le calamità si sono ripresentate a distanza di non molti anni. Ecco, in questo caso, l'inattività o i ritardi non sono ammissibili. Quando si parla…
Ministro Musumeci, cominciamo con una domanda banale ma necessaria: la tragedia di Ischia si poteva evitare?
"Probabilmente sì, se si fossero adottate le misure per mitigare il rischio: 175 millimetri di pioggia in meno di 24 ore, che si registrano normalmente in un anno, sono un evento che fino a ieri definivamo 'straordinario'. Ma ormai, come ci indicano tante altre alluvioni, dobbiamo cambiare i nostri codici".
Rovesciamo il ragionamento: viste le condizioni del nostro territorio e i cambiamenti climatici, possiamo escludere altre catastrofi simili?
"Temo di no, purtroppo. Perché non si é fatto, nei decenni, quanto era necessario, spesso nelle stesse aree dove i fenomeni si si sono storicamente ripetuti. A Ischia, come a Giampilieri in Sicilia, come nelle Marche, le calamità si sono ripresentate a distanza di non molti anni. Ecco, in questo caso, l'inattività o i ritardi non sono ammissibili. Quando si parla di mutamento climatico, bisogna prendere atto che serve una nuova condotta, un nuovo metodo di approccio da parte delle istituzioni. Non è il clima che deve adattarsi a noi ed alla nostra inerzia, ma siamo noi che dobbiamo adattarci al mutamento climatico".
La polemica si è accesa sul condono previsto nel decreto Morandi. Fu giusto votarlo secondo lei? Cosa pensa di Conte che parla invece di sciacallaggio?
"Non posso e non voglio iscrivermi al partito trasversale della polemica politica, quando ancora si scava per il recupero dei dispersi che mancano all'appello. Tuttavia, non credo si possa legare in modo diretto e immediato la tragedia di Ischia a una singola legge o a un solo episodio parlamentare. La verità è che - condono o no - alcune di quelle case non avrebbero dovuto mai essere costruite sull'Isola. Per cogliere responsabilità dobbiamo prendere in esame un arco di più anni: inclusi gli ultimi, naturalmente. Quanto al presidente Conte, cosa vuole che le dica? Sono contento che abbia finalmente apprezzato il disvalore dello sciacallaggio politico".
Con il criterio del silenzio assenso centinaia di autorizzazioni sono state date a case abusive. Non è stato un meccanismo sciagurato alla luce dei fatti?
"L'istituto del silenzio-assenso non mi pare, in questi casi specifici, lo strumento più adatto alla tutela dell'interesse pubblico".
È stato utile dismettere l'unità di missione 'Italia Sicura' di Renzi?
"Temo di no. E non è stato il solo caso: ricordo 'Strategia Italia', per esempio, rimasta in vita per pochissimo tempo. A volte si agisce con pregiudizio, senza tenere conto della utilità di strutture benché volute da altri governi".
Quanto hanno pesato, specialmente al Sud, decenni di campagne elettorali in cui si è strizzato gli occhi agli abusivi?
"Non sono mai stato innamorato dei condoni edilizi. E questa convinzione è sempre stata coerente con la mia azione di governo. L'abusivismo edilizio è una "pandemia politica" che ha contagiato tutte le aree della Nazione, negli ultimi 50 anni. E le responsabilità vanno ricercate a tutti i livelli. Quello che adesso serve è una normativa che rimetta ordine nella materia".
Cosa pensa dell'affermazione del suo collega Pichetto Fratin che ha parlato di 'arresto dei sindaci'?
"Il ministro Pichetto ha subito chiarito il senso della sua frase, che poteva apparire eccessiva. Il suo voleva essere un richiamo al rigore ed alla responsabilità di tutti".
Le risorse contro il dissesto esistono ma restano nei cassetti di ministeri diversi. È uno scandalo che si ripete.
"Spendere le risorse per mettere in sicurezza il territorio significa arrivare ad una progettazione esecutiva dotata di tutti i pareri e aggiudicare i lavori. Ma se per avere un parere formale si è costretti a lunghe ed estenuanti attese si arriva ad una condizione patologica. Il rimedio? Dobbiamo semplificare le procedure e, quando l'inerzia riguarda particolari opere di mitigazione del rischio, si dovrebbe ricorrere al potere sostitutivo, senza guardare in faccia nessuno".