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Migranti, nuova missione per le Ong: Geo Barents e Humanity 1 ripartite verso il Mediterraneo

Sono due delle tre navi umanitarie protagoniste del braccio di ferro con il ministro Piantedosi per lo sbarco in Italia delle persone soccorse. La situazione potrebbe riproporsi nei prossimi giorni in coincidenza con la nuova riunione a Bruxelles per adottare il Piano di azione per il Mediterraneo centrale proposto dalla Commissione Ue
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La Geo Barents e la Humanity 1 sono ripartite. Due delle tre navi protagoniste del braccio di ferro delle scorse settimane con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per lo sbarco nei porti italiani dei migranti salvati nel Mediterraneo, stanno facendo rotta verso la zona ricerca e soccorso tra Libia, Malta e Italia dove i barconi fatti partire dai trafficanti con centinaia di persone a bordo continuano ad arrivare. Ultimo quello che proprio ieri, partito da Tobruk con oltre 500 persone a bordo, è stato intercettato e riportato indietro dalla guardia costiera libica nonostante si trovasse in una zona, quella della Cirenaica, al di fuori del controllo dei guardiacoste di Tripoli.

La Humanity 1 della Ong tedesca Sos Humanity e la Geo Barents di Msf sono le due navi che il governo ha fatto approdare al porto di Catania consentendo prima solo lo sbarco selettivo delle persone fragili, donne, bambini, ammalati e poi di tutti gli altri dopo che una seconda ispezione med…

La Geo Barents e la Humanity 1 sono ripartite. Due delle tre navi protagoniste del braccio di ferro delle scorse settimane con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per lo sbarco nei porti italiani dei migranti salvati nel Mediterraneo, stanno facendo rotta verso la zona ricerca e soccorso tra Libia, Malta e Italia dove i barconi fatti partire dai trafficanti con centinaia di persone a bordo continuano ad arrivare. Ultimo quello che proprio ieri, partito da Tobruk con oltre 500 persone a bordo, è stato intercettato e riportato indietro dalla guardia costiera libica nonostante si trovasse in una zona, quella della Cirenaica, al di fuori del controllo dei guardiacoste di Tripoli.

La Humanity 1 della Ong tedesca Sos Humanity e la Geo Barents di Msf sono le due navi che il governo ha fatto approdare al porto di Catania consentendo prima solo lo sbarco selettivo delle persone fragili, donne, bambini, ammalati e poi di tutti gli altri dopo che una seconda ispezione medica ne ha accertato le condizioni che impedivano loro di rimanere a bordo.

Ventesima missione

"Siamo partiti per la nostra ventesima missione nel Mediterraneo centrale", ha annunciato questa mattina Medici senza frontiere i cui legali nei giorni scorsi hanno comunque presentato ricorso al Tar del Lazio contro il decreto firmato dai ministri dell'Interno, della Difesa e delle Infrastrutture che consentiva alle navi umanitarie l'accesso alle acque italiane per il solo tempo necessario allo sbarco dei fragili e poi tornare in acque internazionali, definendo il passaggio delle navi "non inoffensivo" per la sicurezza del Paese. Il ricorso, che naturalmente non riveste più i caratteri d'urgenza essendosi conclusa la precedente missione, è comunque significativo perchè la pronuncia del Tar potfrebbe naturalmente condizionare le prossime mosse del governo.

In cerca di un porto sicuro...

Già la prossima settimana, è facile immaginare che dopo i primi soccorsi di imbarcazioni nel Mediterraneo le due navi umanitarie torneranno a chiedere lo sbarco nel porto sicuro più vicino, dunque a Malta o Italia. Inevitabile che si riproponga il braccio di ferro con la posizione di chiusura dell'Italia che ritiene le Ong taxi del mare. Anche se - proprio nei giorni scorsi - in corso di trattative con l'Europa per la definizione di una sorta di codice di regolamentazione per le Ong che operano nel Mediterraneo - il governo italiano sembra aver abbassato i toni e il ministro Piantedosi ha detto che, in occasione di prossime richieste di porto di navi umanitarie, "si deciderà caso per caso".

...e di un accordo

Ma inevitabilmente le nuove missioni di Ong faranno pressione sui 27 Paesi europei che l'8 dicembre torneranno a riunire i loro ministri dell'Interno a Bruxelles nel tentativo di trovare un accordo sul Piano di azione per il Mediterraneo proposto dalla Commissione Ue a cui l'Italia, che ha aggiunto le sue proposte, guarda con un certo favore.