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Caso Sloane avenue, le due donne che scuotono il Vaticano saranno ascoltate assieme nel tribunale

(ansa)
Chaouqui, protagonista del caso "vatileaks", e Ciferri, la donna dietro Perlasca, chiamate a testimoniare sul memoriale del monsignore. Il direttore generale dello Ior: il nuovo Sostituto mi sembrava oggetto di pressioni dai collaboratori che avevano causato il problema. Depone anche il cardinal Cantoni: Becciu mi disse che se Perlasca non avesse ritrattato lo avrebbe denunciato
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Al processo sulla compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra in corso nel tribunale vaticano avrà luogo a inizio dell’anno prossimo un confronto tra Genoveffa Ciferri e Francesca Immacolata Chaouqui per accertare se le due donne – l’ultima già nota nelle aule di giustizia del Vaticano per l’affaire vatileaks – hanno avuto un ruolo di comprimarie nella deposizione del teste-chiave, monsignor Alberto Perlasca, grande accusatore del cardinale Giovanni Angelo Becciu. 

Genoveffa Ciferri Putignani, detta Geneviève, è spuntata a un certo punto delle indagini per aver difeso Perlasca affrontando il porporato sardo con minacce e improperi. Chaouqui, da parte sua, nominata a inizio pontificato da papa Francesco nella commissione che doveva imbastire il riordino delle finanze vaticane (Cosea), fu poi al centro della fuga dei documenti riservati della Santa Sede, e fu condannata dallo stesso tribunale vaticano, con pena p…

Al processo sulla compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra in corso nel tribunale vaticano avrà luogo a inizio dell’anno prossimo un confronto tra Genoveffa Ciferri e Francesca Immacolata Chaouqui per accertare se le due donne – l’ultima già nota nelle aule di giustizia del Vaticano per l’affaire vatileaks – hanno avuto un ruolo di comprimarie nella deposizione del teste-chiave, monsignor Alberto Perlasca, grande accusatore del cardinale Giovanni Angelo Becciu. 

Genoveffa Ciferri Putignani, detta Geneviève, è spuntata a un certo punto delle indagini per aver difeso Perlasca affrontando il porporato sardo con minacce e improperi. Chaouqui, da parte sua, nominata a inizio pontificato da papa Francesco nella commissione che doveva imbastire il riordino delle finanze vaticane (Cosea), fu poi al centro della fuga dei documenti riservati della Santa Sede, e fu condannata dallo stesso tribunale vaticano, con pena poi sospesa, nel 2016. 

Il memoriale Perlasca

Fulcro dell’attenzione è un memoriale che Perlasca, responsabile dell’ufficio amministrativo all’epoca in cui la Segreteria di Stato ha deciso di avviare l’acquisto del palazzo di Londra, ha consegnato agli inquirenti il 31 agosto del 2020. Si tratta di una prova-chiave della strategia dell’accusa. Interrogato venerdì scorso, il monsignore ha però risposto con molti “non ricordo”. In apertura di udienza, mercoledì, il procuratore (“promotore di giustizia”), Alessandro Diddi, ha riferito di essere stato contattato da Genoveffa Ciferri la quale sostiene che a suggerire a Perlasca i temi del memoriale era stata lei, a sua volta imbeccata da Francesca Immacolata Chaouqui. Nell’interrogatorio odierno, Perlasca è tornato sulla vicenda, sostenendo che fino a venerdì sera egli non aveva idea del coinvolgimento di Chaouqui, mentre era convinto che a suggerire i temi del memoriale fosse “un anziano magistrato in pensione”, coinvolto nelle indagini: “Ciferri mi diceva che era un anziano magistrato collaboratore in pensione, fino a venerdì sera all’ora di cena, quando, finita l’udienza, l’ho chiamata, e le ho detto: adesso mi deve dire per filo e per segno chi è questo anziano magistrato, e lei mi ha confessato che si trattava di Francesca Chaouqui”. 

Il prelato ha insisto nel dire di non avere frequentato Chaouqui e anzi di volerla tenere “il più possibile alla larga”: “La conoscevo dalle precedenti prodezze: come si suol dire, dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Nel corso del tempo Perlasca ha però riferito “una quindicina” di messaggi dalla donna, ai quali non ha risposto, e alcuni erano “minacciosi”: “Si era messa in testa, o qualcuno le aveva messo in testa, che io avessi determinato la sua incarcerazione, ma non sapevo neppure che era stata incarcerata”. 

La maschera dell'anziano magistrato

Chaouqui sarebbe all’origine anche di una cena che il prelato ha organizzato con Becciu al ristorante Lo Scarpone di Roma il 5 settembre 2020. Le indagini erano in corso, e “il compito” che gli viene “assegnato” dall’“anziano magistrato”, che arriva addirittura a prenotare il tavolo, era quello di “far parlare il cardinale Becciu e poi riferire all’anziano magistrato”, il tutto mentre, ha precisato, “a me era stato detto che ci sarebbe stata una attività di intercettazione”. “Ero convinto che sarebbe servito per l’indagine”, ha precisato Perlasca. Che ha fornito anche un altro dettaglio, per dimostrare quanto gli sembrasse bene informato questo “anziano magistrato”: “Una sera sono entrato con l’automobile da porta Sant’Anna (uno degli ingressi in Vaticano, ndr.), e il tempo che sono arrivato a Santa Marta (la residenza all’epoca di Perlasca, ndr.) mi ha scritto Ciferri per dirmi che il magistrato l’aveva avvisata che ero appena arrivato”. 

Di fronte a questo scenario, gli avvocati degli imputati hanno chiesto chi la sospensione del processo, chi la pubblicazione degli omissis presenti nello scambio di messaggi tra Ciferri e il procuratore, richieste respinte dal tribunale. Il procuratore Diddi, da parte sua, ha proposto di “ascoltare contestualmente Ciferri e Chaouqui”, perché “ascoltiamo prima una donna poi l’altra, e su ciò che non è convergente facciamo un confronto”. Richiesta accolta dal presidente del tribunale Giuseppe Pignatone per il “nuovo anno”. Il procuratore ha peraltro ammesso di avere ricevuto una prima telefonata da Genoveffa Ciferri nel 2021 (“mi raccontò una storia per me allora incomprensibile”), ha respinto l’ipotesi che Francesca Immacolata Chaouqui a sua volta ricevesse suggerimenti da lui (“potete prendere anche il mio cellulare per un’analisi forense”) e indagherà nelle prossime settimane sulla genesi del memoriale. 

"Pensavano che lo Ior fosse un bancomat"

Nel corso della udienza odierna sono stati ascoltati anche il cardinale arcivescovo di Como Oscar Cantoni e il direttore generale dello Ior Gian Franco Mammì. Quest’ultimo è all’origine del processo, essendo stata la sua denuncia alla magistratura vaticana la mossa che ha dato il via alle indagini. Mammì ha ribadito le proprie perplessità nei confronti dell’acquisto del palazzo di Londra e la sua contrarietà al rifinanziamento di un mutuo da 130 milioni. Il nuovo Sostituto agli affari generali della Segreteria di Stato, monsignor Edgar Pena Parra, succeduto a Becciu, era a suo avviso “oggetto di pressioni” da parte di “collaboratori che lo costringevano a non analizzare correttamente” la situazione ed “erano probabilmente coloro che avevano creato il problema”, che pensavano di risolvere usando lo Ior “come un bancomat”, mentre “se avesse avuto più tempo e collaboratori più chiari avrebbe fatto diversamente”. 

Il cardinal Cantoni, invece, è stato sentito perché è l’arcivescovo di Perlasca, sacerdote incardinato nella diocesi di Como. Uno dei capi di imputazione di Becciu è la “subornazione”, ossia comprare una persona per fargli fare un atto diverso dal suo dovere. L’arcivescovo, nominato cardinale dal Papa lo scorso agosto, ha riferito che Becciu lo aveva chiamato e in un "incontro fraterno" il 14 ottobre 2020, gli aveva detto che “era pronto a perdonare Perlasca nel caso che egli avesse ritrattato” le accuse, avvisandolo però “che altrimenti sarebbe stato costretto a fare denuncia”. Becciu, ha riferito l’arcivescovo, gli disse: “Se non ha occasione di parlare con Perlasca, lo faccia con il padre”, che Cantoni conosceva, ma “io – ha proseguito il cardinale – non ho ritenuto saggio questa proposta perché dare ad una persona anziana responsabilità così gravose sarebbe stata una sofferenza atroce”. Al momento di lasciare l’aula, Cantoni è stato salutato cordialmente sia da Becciu, che si è alzato per stringergli la mano, che da Peralsca, che stava arrivano al processo. Il processo prosegue venerdì 2 dicembre, il 16 dicembre, e poi sarà aggiornato all’anno prossimo.