Il chip nel cervello e il Vangelo secondo Elon: quando l'uomo vuole farsi Dio
di Gabriele Romagnoli , di Gabriele RomagnoliNel racconto del nuovo testamento secondo gli evangelisti Dio si fa uomo e compie miracoli: restituisce la vista, guarisce dalla paralisi, richiama alla vita con la resurrezione. In quello della tecnologia secondo Elon Musk è l’uomo a cercare di farsi Dio: fra sei mesi l’inizio dei primi due esperimenti e per il terzo, di certo, ci si sta attrezzando. Basta aspettare e avere fede, seppure in una forma diversa. La prospettiva balla sul filo: tra il portento e l’hybris, tra la speranza e il sospetto. Ci abbaglia la possibilità di una nuova strada, ma ci preoccupa, in tanta luce, non vedere con chiarezza fin dove porta. Il suo benefico intento proietta l’ombra di un secondo fine. Sarà che i profeti hanno avuto biografie differenti, non procedevano per acquisizioni al mercato e non facevano pre-annunci a platee collegate da tutto il mondo.
Elon Musk ha abituato ad alzare l’asticella, ma non a scavalcarla. Le sue conquiste più…
Nel racconto del nuovo testamento secondo gli evangelisti Dio si fa uomo e compie miracoli: restituisce la vista, guarisce dalla paralisi, richiama alla vita con la resurrezione. In quello della tecnologia secondo Elon Musk è l’uomo a cercare di farsi Dio: fra sei mesi l’inizio dei primi due esperimenti e per il terzo, di certo, ci si sta attrezzando. Basta aspettare e avere fede, seppure in una forma diversa. La prospettiva balla sul filo: tra il portento e l’hybris, tra la speranza e il sospetto. Ci abbaglia la possibilità di una nuova strada, ma ci preoccupa, in tanta luce, non vedere con chiarezza fin dove porta. Il suo benefico intento proietta l’ombra di un secondo fine. Sarà che i profeti hanno avuto biografie differenti, non procedevano per acquisizioni al mercato e non facevano pre-annunci a platee collegate da tutto il mondo.
Elon Musk ha abituato ad alzare l’asticella, ma non a scavalcarla. Le sue conquiste più grandiose sono state e restano descritte da verbi coniugati al futuro. Molto spesso, ascoltate con serena indifferenza: in fondo che cosa cambia se il razzo per Marte sarà pronto domani, fra un anno o mai? Stavolta invece ha toccato il nervo debilitato della speranza: quello ottico che non trasmette immagini, quello motorio che non conduce impulsi ai muscoli. Ha aperto uno spiraglio in stanze da sempre chiuse e buie, alluso a una tendenzialmente infinita possibilità di riparare i viventi, finché la loro eliminazione non sia un caso o una volontà.
Per chi è vissuto un secolo fa risorgere in questo presente sarebbe fonte di continuo rimpianto e frequente meraviglia. Si è rimediato a numerosi guasti del corpo umano ritenuti al suo tempo fatali. Il modo è spesso meccanico. La magia del trapianto avviene in fondo al livello più evoluto di un’officina riparazioni: togli il pezzo che non funziona e lo sostituisci con un altro in grado di farlo. Il sistema rivelato da Elon Musk sposta invece la soluzione del problema fuori dai corpi, dentro i congegni. Propone un dialogo non da umano a umano, ma da umano a macchina. O viceversa. Lo stimolo che guarisce o che evolve viene dall’esterno, da un dispositivo che comunica con un chip impiantato nel cervello.