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Rebellin, individuato il camionista che l'ha ucciso: è un tedesco 62enne, nel 2014 gli era stata ritirata la patente

Si sarebbe fermato e avvicinato alla vittima a terra. Poi la fuga. Ma è a piede libero: in Germania non esiste il reato di omicidio stradale
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Si è fermato, ha visto il corpo inerme a terra e la bici ridotta a un cartoccio poco più avanti. Si è soffermato qualche istante a osservare il pianale del mezzo e poi, senza esitazione, è risalito sulla cabina di guida per rimettersi in marcia con direzione Germania. Si chiama Wolfgang Riecke, ha 62 anni e vive a Recke, un centro di quasi 12 mila abitanti della Renania Settentrionale-Vestfalia. E lui il camionista che ha travolto, ucciso e abbandonato sulla strada l'ex campione di ciclismo Davide Rebellin. Non è nemmeno la prima volta che alla guida del suo camion scappa dal luogo di un incidente o rischia di arrecare altro pericolo. Nel 2014, a Chieti, gli venne ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza.


"Mio fratello non c'è, non abbiamo niente da dire", taglia corto Juergen Riecke, ad della Rtr Speditionsgesellschaft mbH, azienda specializzata in spedizioni internazionali con una flotta di oltre 20 autoarticola…

Si è fermato, ha visto il corpo inerme a terra e la bici ridotta a un cartoccio poco più avanti. Si è soffermato qualche istante a osservare il pianale del mezzo e poi, senza esitazione, è risalito sulla cabina di guida per rimettersi in marcia con direzione Germania. Si chiama Wolfgang Riecke, ha 62 anni e vive a Recke, un centro di quasi 12 mila abitanti della Renania Settentrionale-Vestfalia. E lui il camionista che ha travolto, ucciso e abbandonato sulla strada l'ex campione di ciclismo Davide Rebellin. Non è nemmeno la prima volta che alla guida del suo camion scappa dal luogo di un incidente o rischia di arrecare altro pericolo. Nel 2014, a Chieti, gli venne ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza.


"Mio fratello non c'è, non abbiamo niente da dire", taglia corto Juergen Riecke, ad della Rtr Speditionsgesellschaft mbH, azienda specializzata in spedizioni internazionali con una flotta di oltre 20 autoarticolati. Suo fratello lo cercavano le forze di polizia di mezza Europa e, alla fine, sono riuscite a individuarlo dopo 48 ore dal tragico incidente. Del resto, il suo atteggiamento era stata talmente spregiudicato che alcuni automobilisti di passaggio l'avevano fotografato con il telefonino. Prima di allontanarsi dal luogo dell'incidente, il camionista tedesco è infatti sceso dal Tir. Ha visto Davide Rebellin sull'asfalto ma dopo una rapida occhiata per controllare che non ci fossero danni evidenti sul suo camion Volvo, è risalito e ha ripreso il viaggio. La Procura di Vicenza gli contesta i reati di omicidio stradale e omissione di soccorso. Ora, in base ai rapporti di reciprocità in atto tra Italia e Germania, si deciderà quali provvedimenti prendere nei suoi confronti.


L'incidente in cui ha perso la vita l'atleta con una bacheca densa di vittorie, è avvenuto pochi minuti prima di mezzogiorno sulla rotatoria della Fracanzana, che porta al parcheggio del ristorante albergo "La Padana" a Montebello, una storica stazione di servizio lungo la regionale 11, in provincia di Vicenza. Sono state le immagini registrate dalle telecamere del locale a consentire ai carabinieri di accertare che lo schianto era stato causato da un autoarticolato Volvo con targa tedesca. I filmati sono stati poi confrontati con foto e video dei testimoni e con le registrazioni della videosorveglianza di alcuni caselli autostradali. Si è scoperto così che il camion era intestato all'impresa di spedizioni tedesca di proprietà di Juergen Riecke. Prima di travolgere Rebellin, suo fratello Wolfgang era stato a scaricare all'Interporto di Verona. Lì, sempre i carabinieri hanno acquisito anche una copia della carta d'identità dell'autista. L'hanno confrontata con la foto scattata dal testimone e, solo a quel punto, hanno avuto la certezza che era quello l'uomo che stavano cercando. La caccia è terminata giovedì pomeriggio, quando la polizia tedesca di Steinfurt ha individuato e denunciato Wolfgang Riecke. Dal suo certificato penale è emerso inoltre che nel 2001 aveva patteggiato in tribunale a Foggia per il reato di omissione di soccorso, ma poi la pena era stata estinta.


Quanto alla dinamica dell'incidente di mercoledì mattina, probabilmente la bicicletta su cui stava pedalando Rebellin era finita in un punto cieco rispetto al punto di osservazione del camionista, impegnato ad affrontare la rotonda. Rebellin è stato "agganciato" dal mezzo pesante all'uscita dalla rotatoria, proprio mentre il camionista impostava la manovra per entrare nel parcheggio del ristorante. Carlo, il fratello del ciclista, aveva invocato giustizia. "Non sappiamo se ciò basterà ad alleviare il dolore che sta attraversando la famiglia e la comunità - ha detto il comandante provinciale dei carabinieri, Giuseppe Moscati - ma io rivolgo il ringraziamento a tutti coloro che ci hanno sostenuto e aiutato nelle ricerche".