Vaticano, Papa Francesco rafforza il controllo su enti e fondazioni
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziIl Papa ha rafforzato il controllo su bilanci e consigli di amministrazione dei fondi, delle fondazioni e degli enti legati alla Santa Sede e allo Stato della Città del Vaticano, che sinora godevano di una certa autonomia amministrativa e contabile.
Si tratta dell’ultima iniziativa intrapresa da Francesco per introdurre nello Stato pontificio criteri di trasparenza in linea con gli standard internazionali indicati in particolare da Moneyval, l’organismo del Consiglio d’Europa responsabile del contrasto al riciclaggio di denaro sporco e al finanziamento del terrorismo internazionale.
Quella della riforma delle finanze è una delle principali sfide per l’attuale pontefice, come dimostra da ultimo il processo sulla compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra con fondi della Segreteria di Stato, che vede imputato il cardinale Giovanni Angelo Becciu. In dieci anni Bergoglio ha introdotto molte modifiche normative, cristallizzate nel m…
Il Papa ha rafforzato il controllo su bilanci e consigli di amministrazione dei fondi, delle fondazioni e degli enti legati alla Santa Sede e allo Stato della Città del Vaticano, che sinora godevano di una certa autonomia amministrativa e contabile.
Si tratta dell’ultima iniziativa intrapresa da Francesco per introdurre nello Stato pontificio criteri di trasparenza in linea con gli standard internazionali indicati in particolare da Moneyval, l’organismo del Consiglio d’Europa responsabile del contrasto al riciclaggio di denaro sporco e al finanziamento del terrorismo internazionale.
Quella della riforma delle finanze è una delle principali sfide per l’attuale pontefice, come dimostra da ultimo il processo sulla compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra con fondi della Segreteria di Stato, che vede imputato il cardinale Giovanni Angelo Becciu. In dieci anni Bergoglio ha introdotto molte modifiche normative, cristallizzate nel motu proprio Praedicate Evangelium che ridisegna l’organigramma della Curia romana.
Donazioni di fedeli e benefattori
“Benché tali enti abbiano una personalità giuridica formalmente separata ed una certa autonomia amministrativa, si deve riconoscere che essi sono strumentali alla realizzazione dei fini propri delle Istituzioni curiali al servizio del ministero del Successore di Pietro e che, pertanto, anch’essi sono, se non diversamente indicato dalla normativa che li istituisce in qualche modo, enti pubblici della Santa Sede”, scrive il Papa in un provvedimento (motu proprio) che inizia con una citazione del Vangelo di Luca, “Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti”. Poiché i beni temporali di questi organismi sono parte del patrimonio della Sede Apostolica, “è necessario – prosegue Bergoglio – che essi siano sottoposti non solo alla supervisione delle Istituzioni curiali dalle quali dipendono, ma anche al controllo e alla vigilanza degli Organismi economici della Curia Romana”.
Le fondazioni – l’annuario pontificio ne annovera 17 – sono organismi nati in diverse epoche storiche, con finalità, organigrammi e bilanci molto differenziati, vivono essenzialmente di donazioni di fedeli e benefattori, e godevano sinora di ampia autonomia contabile. Per fare solo qualche esempio, la fondazione Centesimus Annus, la fondazione Popolorum Progressio – recentemente passata sotto l’episcopato latino-americano – la fondazione per i beni e le attività culturali e artistiche della Chiesa, la fondazione per la sanità cattolica.
Il ruolo di Moneyval
Il provvedimento è una diretta conseguenza delle ultime raccomandazioni di Moneyval, nell’aprile 2021, laddove i tecnici di Strasburgo suggerivano di “introdurre una legge generale per coprire la registrazione, l'amministrazione e lo scioglimento delle persone giuridiche” vaticane. L’organismo del Consiglio d’Europa svolte periodiche visite in Vaticano per certificare il miglioramento dell’adeguamento agli standard internazionali.
Ora il provvedimento papale, di otto articoli, stabilisce tra l’altro che fondazioni, fondi ed enti “strumentali” sono posti sotto la “vigilanza” della Segreteria per l’Economia – una sorta di ministero delle Finanze – che peraltro “adotta o raccomanda l’adozione da parte delle persone giuridiche strumentali delle misure adeguate alla prevenzione ed al contrasto di attività criminose”. L’istituzione curiale dalla quale ogni fondazione dipende nomina e sostituisce gli amministratori o i rappresentanti legali “qualora gli stessi non rispondano ai requisiti di onorabilità”, scioglie il consiglio di amministrazione e nomina un commissario straordinario “qualora gli amministratori abbiano agito in grave difformità dalla legge o dallo statuto”. Bilanci preventivi e consuntivi vanno presentati alla Segreteria per l’Economia e approvati dal Consiglio per l’Economia. Vengono regolamentati anche lo scambio di informazioni tra uffici vaticani e l’eventualità della liquidazione di una fondazione. Con una legge a parte le norme vengono applicate anche agli enti dello Stato della Città del Vaticano, giuridicamente distinti dagli organismi della Santa Sede.
Un laico a capo delle finanze
Recentemente si è dimesso, per motivi di salute, il prefetto della Segreteria per l’Economia, il gesuita spagnolo Juan Antonio Guerrero, che aveva impresso un’accelerazione alla riforma della contabilità vaticana. Gli è succeduto il vice, Maximino Caballero Lede, primo laico alla testa delle finanze dello Stato pontificio.
Le “persone giuridiche strumentali”, distinte da fondazioni, associazioni ed enti senza scopo di lucro, già ampiamente monitorate, dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni del motu proprio entro tre mesi dall’entrata in vigore, prevista a partire dall’8 dicembre 2022.