Università, calano ancora le matricole: seimila iscritti in meno soprattutto al Sud
di Salvo Intravaia , di Salvo IntravaiaCalano per il secondo anno consecutivo gli immatricolati all'università. Soprattutto al Sud e in alcune aree disciplinari: linguistica, agraria e Stem. Quella di cui ha più bisogno il nostro Paese. Per la prima volta, il ministero dell'Università e della ricerca pubblica i dati degli immatricolati "in tempo reale", cioè sull'anno accademico in corso, il 2022/2023. E fornisce i numeri anche rispetto ai due anni precedenti, quelli caratterizzati dalla pandemia da Covid-19.
Meno 6.000 iscritti
Le cifre rese note dal Mur certificano che per il secondo anno consecutivo, gli immatricolati diminuiscono: meno 6mila unità (2%) rispetto al 2021/2022 e quasi 17mila in meno (5,4%) rispetto a due anni prima. Ma la situazione si presenta a macchia di leopardo. Non tutti gli ambiti disciplinari accusano un decremento di new entry, in alcuni casi si registra addirittura un incremento percentuale di iscritti. Mentre l'area geografica…
Calano per il secondo anno consecutivo gli immatricolati all'università. Soprattutto al Sud e in alcune aree disciplinari: linguistica, agraria e Stem. Quella di cui ha più bisogno il nostro Paese. Per la prima volta, il ministero dell'Università e della ricerca pubblica i dati degli immatricolati "in tempo reale", cioè sull'anno accademico in corso, il 2022/2023. E fornisce i numeri anche rispetto ai due anni precedenti, quelli caratterizzati dalla pandemia da Covid-19.
Meno 6.000 iscritti
Le cifre rese note dal Mur certificano che per il secondo anno consecutivo, gli immatricolati diminuiscono: meno 6mila unità (2%) rispetto al 2021/2022 e quasi 17mila in meno (5,4%) rispetto a due anni prima. Ma la situazione si presenta a macchia di leopardo. Non tutti gli ambiti disciplinari accusano un decremento di new entry, in alcuni casi si registra addirittura un incremento percentuale di iscritti. Mentre l'area geografica più colpita è quella meridionale che è costretta ad assistere al decremento percentuale progressivo di immatricolati nei propri atenei.
L'Italia delle regioni
Fatto 100 il numero complessivo di immatricolati nel Belpaese, nel 2022/2023 al Sud si registra un calo sia rispetto al 2021/2022 sia riguardo al 2020/2021. Gli atenei meridionali sono meno frequentati da nuovi ingressi con un decremento che si traduce in mezzo punto percentuale sul biennio e di 0,2 punti in 12 mesi. In totale, le università del Sud accolgono oggi il 27,8% dei 295.660 immatricolati nel 2022/2023. Due anni fa la quota ammontava al 28,3%. Sembra poco ma la perdita è di 2mila e 300 studenti rispetto all'anno precedente e di 6mila e 300 rispetto al 2020/2021. A pagare la crisi economica e l'emergenza sanitaria soprattutto gli atenei (Federico II e Orientale di Napoli, Foggia, la Kore di Enna, Catania e Cagliari) dove la flessione si conferma per tutti e due gli anni. Nelle altre aree geografiche la situazione è altalenante.
Al Nord flessione dello 0,2%
Al Nord, si registra una flessione dello 0,2% rispetto al 2021/2022 ma un aumento dello 0,6% rispetto al 2020/2021. Stessa situazione, ma a valori invertiti, nell'Italia centrale. Gli atenei di Genova, Milano statale, Bolzano accusano invece un calo percentuale in tutti e due gli anni presi in considerazione. Al Centro è soltanto Siena che fa registrare un trend analogo: calo percentuale per due anni successivi. Al contrario, ci sono atenei che incrementano gli immatricolati per due anni consecutivi: la Cattolica di Milano, Bergamo, Pavia, Udine, Parma, Firenze e quasi tutti gli atenei della Capitale. Anche al Sud. Dove l'ateneo di Palermo, quello della Calabria e del Salento raggranellano sempre più immatricolati.
Le scelte degli immatricolati
Il ministero ha raggruppato i diversi percorsi universitari in quattro aree (Artistica, Letteraria ed Educazione; Economica, Giuridica e Sociale; Sanitaria e Agro-Veterinaria; Stem) all'interno delle quali sono individuati diversi gruppi disciplinari. Le aree disciplinari più colpite dal calo di nuovi ingressi sono due: "Artistica, letteraria e educazione" e quella "Sanitaria e Agro-Veterinaria", che registrano una perdita in tutto il periodo preso in considerazione ben più ampia del 5,4% che interessa l'intero comparto. Della prima area fanno parte i raggruppamenti relativi ad Arte e Design, Educazione e Formazione, Letterario-Umanistico e Linguistico. Ed è proprio in quest'ultimo raggruppamento che si registra il calo più consistente: 6mila immatricolati in meno, pari al 28%, in 24 mesi. Situazione simile anche per gli iscritti in Veterinaria, che è a numero chiuso, e Agraria, afferenti all'area Sanitaria e Agro-Veterinaria: meno 23% in due anni. Anche il gruppo scientifico afferente alle discipline Stem: acronimo inglese (science, technology, engineering and mathematics) che individua le lauree in ingegneria, scienze fisiche e chimiche e matematica. Nel breve volgere di un biennio si è perso quasi il 10% del patrimonio in termini di immatricolati al primo anno. Al contrario, sempre all'interno delle discipline Stem, rafforzano il proprio peso i gruppi Architettura e Ingegneria civile (più 9%) e Informatica e Tecnologie Ict che totalizza un più 7,5% in due anni. Mentre nell'area Economica, Giuridica e Sociale spicca il boom degli immatricolati alla facoltà di Psicologia: più 11% nel biennio.
L'analisi
"È il calo demografico che condiziona i numeri a livello nazionale", spiega Marina Brambilla, prorettrice dell'Università Statale di Milano. "I diplomati alla maturità - continua - stanno calando e tutti gli atenei saranno interessati da questa dinamica. Noi, come ateneo, stiamo puntando ancora di più sugli studenti fuorisede nazionali e anche su quelli provenienti dall'estero. Milano è un città che attrae molto e siamo fiduciosi". L'ateneo milanese registra un leggero calo in percentuale in entrambi gli anni presi in considerazione. "Questi dati - aggiunge - si riferiscono alle immatricolazioni ai corsi triennali e a quelli a ciclo unico. Per quello che ci riguarda il dato è condizionato dalla sospensione temporanea del corso di laurea in Mediazione linguistica, con oltre 2mila iscritti, che l'anno prossimo ripartirà. Noi comunque, in totale, registriamo un incremento complessivo del 2% di tutte le immatricolazioni, considerando anche quelle alle lauree magistrali. E siamo riusciti a recuperare rispetto al periodo pre-pandemia sui fuorisede: siamo nuovamente al 18% del totale, come prima del Covid".
Un calo con troppi perché
"Non è semplice - ammette Antonella Polimeni, rettrice dell'università La Sapienza di Roma - dare una risposta univoca sulle molteplici ragioni che hanno portato al calo di immatricolati a livello nazionale, nonostante le ovvie difficoltà che questo particolare momento storico porta con sé". Si riferisce all'incertezza sul futuro derivante dalla pandemia prima e dalla guerra in Ucraina dopo. Ma anche a un mercato del lavoro in continua evoluzione che richiede nuove professionalità. "Quest'anno - spiega - abbiamo istituito sette nuovi corsi di studio che integrano competenze scientifiche e umanistiche". Un esempio? Filosofia e intelligenza artificiale, Comunicazione e interpretariato in lingua dei segni Lis e List o Gender studies, culture e politiche per i media e la comunicazione. "Abbiamo confermato - conclude - il nostro impegno a sostegno delle nostre studentesse e dei nostri studenti, e delle loro famiglie", con esenzione dalle tasse fino a 24mila euro di Isee e esenzione parziale fino a 40mila euro. Ma anche "borse di orientamento e tutoraggio e contributi alloggio, oltre ad un servizio di placement volto a sostenere le nostre e i nostri neolaureati ad affacciarsi al mondo del lavoro".
Palermo in controtendenza
Al Sud, l'ateneo di Palermo è uno dei pochi che fa registrare un incremento costante. "È un dato - commenta il rettore Massimo Midiri - che ci dà soddisfazione perché si intravede un cambio di passo su due ordini di fattori. In passato siamo state un po' autoreferenziali. Oggi, abbiamo portato al centro lo studente. E abbiamo investito sull'orientamento: io personalmente mi sono recato in tutte le scuole superiori di Palermo per presentare i nostri corsi". Palermo registra un incremento di immatricolazioni anche tra le lauree magistrali. Ecco perché. "C'era uno scollamento - continua Midiri - tra il mondo delle imprese e l'università. Molti studenti si laureavano alla triennale a Palermo e poi si iscrivevano per la magistrale in un altro ateneo. Abbiamo fatto accordi con circa 3mila piccole e medie imprese e in più siamo noi che paghiamo il tirocinio in azienda. Ogni corso di laurea magistrale ha delle imprese di riferimento e la novità sembra piacere".