Decreto Rave, via libera al Senato, votano contro Pd, M5S e Azione-Iv. Scontro sui reati contro la pubblica amministrazione
di Liana Milella , di Liana MilellaROMA - Dal Senato via libera, tra le polemiche, al decreto Rave. Vota sì tutta la maggioranza (92 i voti), e no l'opposizione, Pd, M5S, Azione-Iv (con 75). Un solo astenuto. "Una legge che fa male al Paese" dice Roberto Scarpinato di M5S. "Un obbrobrio giuridico, una norma manifesto, garantismo di facciata, andiamo verso un populismo autoritario" per la responsabile giustizia dei Dem Anna Rossomando. Ancora, "un provvedimento che aiuta corrotti e corruttori" per Franco Mirabelli del Pd. All'opposto "un buon testo" per Forza Italia che con Pierantonio Zanettin sottoscrive sia la norma Rave che quella sull'ergastolo. Proprio da lui è giunto l'emendamento che ha tolto i reati contro la Pubblica amministrazione, tra cui anche quelli che comportano l'associazione a delinquere finalizzata a commettere questi reati, dalla lista dei reati "ostativi". Un gravissimo errore, all'opposto, per M5S e per il…
ROMA - Dal Senato via libera, tra le polemiche, al decreto Rave. Vota sì tutta la maggioranza (92 i voti), e no l'opposizione, Pd, M5S, Azione-Iv (con 75). Un solo astenuto. "Una legge che fa male al Paese" dice Roberto Scarpinato di M5S. "Un obbrobrio giuridico, una norma manifesto, garantismo di facciata, andiamo verso un populismo autoritario" per la responsabile giustizia dei Dem Anna Rossomando. Ancora, "un provvedimento che aiuta corrotti e corruttori" per Franco Mirabelli del Pd. All'opposto "un buon testo" per Forza Italia che con Pierantonio Zanettin sottoscrive sia la norma Rave che quella sull'ergastolo. Proprio da lui è giunto l'emendamento che ha tolto i reati contro la Pubblica amministrazione, tra cui anche quelli che comportano l'associazione a delinquere finalizzata a commettere questi reati, dalla lista dei reati "ostativi". Un gravissimo errore, all'opposto, per M5S e per il Pd. Ma per Alberto Balboni di FdI si tratta soprattutto di un testo "che non passa con la fiducia come hanno fatto i governi Draghi, Conte e Renzi".
Le quattro facce del decreto Rave
Per flash ecco cosa contiene il decreto Rave, il primo emanato dal governo Meloni il 30 ottobre, e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale addirittura allo scadere della mezzanotte. Quel testo in realtà, nella parte dedicata proprio ai Rave, cambia radicalmente. Il governo ha fatto una parziale marcia indietro. Mentre la scrittura del reato stesso passa dalle mani del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi a quelle del Guardasigilli Carlo Nordio. Resta la pena, da tre a sei anni, con la possibilità di fare intercettazioni, per chi organizza reale "musicali", ma sono fatte salve tutte le altre manifestazioni, senza conseguenze sulla gestione dell'ordine pubblico. Via anche l'inserimento del nuovo reato, il 633-bis, dal catalogo delle misure antimafia.
Ma il decreto battezzato "Rave" contiene anche altri tre capitoli. Innanzitutto quello sul Covid, perché con due mesi di anticipo sono stati rimessi in servizio i medici No Vax. Poi c'è la proroga di due mesi, fino al prossimo 31 dicembre, dell'entrata in vigore della riforma penale dell'ex Guardasigilli Marta Cartabia. Proroga, sostiene Nordio, chiesta dagli stessi procuratori generale con una lettera.
Infine l'ultimo capitolo, quello dell'ergastolo ostativo, la nuova legge che risponde alle richiesta delle Consulta del maggio 2021. La Corte, allora, disse che era incostituzionale negare la liberazione condizionale a chi si trovava sotto ergastolo ostativo e concederla solo in presenza di una collaborazione con la giustizia. Il governo Meloni ha trasformato in decreto legge il testo approvato dalla Camera prima dello scioglimento della legislatura e che in realtà proprio il centrodestra aveva bloccato al Senato. Ma, come vedremo, è stata introdotta una novità - via i reati della pubblica amministrazione dall'elenco di quelli che rientrano nelle regole dfell'ergastolo - che ha scatenato le proteste della sinistra.
Bongiorno: "Doppio binario sacrosanto"
Tutte questioni giuridicamente caldissime. Ecco il giudizio che ne dà Giulia Bongiorno, la presidente della commissione Giustizia del Senato, relatrice dello stesso decreto, e senatrice della Lega. "Sul decreto Rave dobbiamo smetterla di pensare che con questa norma si vogliano punire riunioni giocose e pacifiche. È una norma che, anche grazie ai miglioramenti che sono stati introdotto in commissione, punisce solo ed esclusivamente i raduni che violano disposizioni di legge, e quindi pericolosi. L'ultima formulazione è estremamente chiara e colma un vuoto legislativo".
Un via libera, dal suo punto di vista. Cui segue anche quello sull'ergastolo: "Sul doppio binario la vera anomalia è stata quando, nel precedente governo, abbiano dovuto approvare la norma che poneva sullo stesso piano reati contro la pubblica amministrazione e reati di mafia e terrorismo. In realtà - dice la Bongiorno - la Lega ha votato perché faceva parte del governo, ma siamo sempre stati estremamente convinti che quell'anomalia andasse sanata. Perché sono gravissimi tutti i reati contro la Pubblica amministrazione, e questo deve essere chiaro, e non vogliamo affatto che si faccia confusione, ma non c'è dubbio che i reati di mafia e terrorismo sono differenti da quelli contro la Pubblica amministrazione. Quindi, a situazioni diverse, si devono applicare discipline diverse. Il doppio binario è assolutamente sacrosanto".
La soddisfazione di Forza Italia
E per capire cos'è accaduto al Senato, dopo due giorni di dibattito, sentiamo Forza Italia e il senatore Pierantonio Zanettin, da cui è arrivato l'emendamento più contestato dall'opposizione in tema di ergastolo. È stato lui a presentare la proposta di togliere dalla lista dei reati che devono rispettare le regole rigide dell'ergastolo ostativo tutto il gruppo di quelli contro la Pubblica amministrazione che vi avevano fatto ingresso con la legge Spazzacorrotti dell'ex Guardasigilli Alfonso Bonafede. Ovviamente del tutto contraria la sinistra.
Zanettin saluta positivamente la norma sui Rave e la definisce "né liberticida, né un pericolo per la democrazia". Si dice convinto che "si potrà lavorare bene al fianco del ministro Nordio che ha avuto il coraggio politico di delineare un programma riformatore nitidamente ispirato ai valori costituzionali della presunzione di non colpevolezza, e del garantismo giuridico". "Con una maggioranza parlamentare così ampia e cinque anni di legislatura davanti - dice ancora Zanettin - possiamo davvero conseguire obiettivi di grande respiro, dalla separazione delle carriere alla revisione della legge Severino, fino alla limitazione del trojan ai reati di mafia e terrorismo".
La netta opposizione del Pd
Un programma che non piace affatto all'opposizione, perché la pensano all'opposto sia il Pd che il M5S. La norma sui rave era "un obbrobrio giuridico" dice la responsabile Giustizia dei Dem Anna Rossomando. Ma adesso resta ugualmente "una norma manifesto, con pene elevate e intercettazioni". Tant'è che Rossomando, mentre annuncia il no netto del Pd, aggiunge: "Sull'ergastolo ostativo, la Corte costituzionale ha tracciato due linee: il valore costituzionale della funzione rieducativa della pena e la necessità, a tutela della legalità e della sicurezza dei cittadini, di proteggere dal pericolo di reviviscenza e di legami e vincoli associativi della criminalità organizzata. Noi diciamo che la cultura delle garanzie non è alternativa alla legalità, casomai è la legalità nel processo". E ancora: "Di questo provvedimento rimangono titoli e proclami di una nuova stagione che sa molto di antico e uno sventolio di bandiere del passato. L'impressione è che rimanga un garantismo di facciata e che il populismo che la destra dice di voler superare, in realtà lo stia imbracciando. E il rischio, attenzione, è di approdare a un populismo autoritario".
La bocciatura di M5S e Azione-Iv
Non ha dubbi l'ex procuratore generale di Palermo e Caltanissetta, e per anni pm a Palermo, Roberto Scarpinato nel bocciare anche lui duramente l'esclusione dei reati contro la pubblica amministrazione dall'ergastolo ostativo: "Questo è solo il preludio di una stagione di restyling del sistema penale di stampo classista che già riceve il plauso di tutti i palazzi del potere e dei media padronali". E ancora: "Il governo e la maggioranza lasciano morire ogni speranza di conoscere i segreti e le terribili verità che si celano dietro le stragi del 1992-93. Segreti di cui sono ferrei custodi una decina di boss mafiosi stragisti che si sono sempre rifiutati di collaborare nutrendo l'incrollabile certezza che prima o poi, in cambio del loro silenzio, sarebbe stato loro concesso di uscire dal carcere".
Un giudizio da tecnico il suo, visto il suo lavoro da pm, a cui si aggiunge quello di Azione-Iv che con Ivan Scalfarotto contesta così la nuova formula dell'ergastolo ostativo: "Il governo tradisce il monito della Corte costituzionale perché invece di correggere un trattamento considerato contrario all'idea di umanità e alla finalità riabilitativa della pena, lo peggiora".
E infatti sarà proprio la Consulta, alla fine, che dovrà riaffrontare il caso quando sul suo tavolo arriverà sicuramente un'eccezione di incostituzionalità sollevata sicuramente da un giudice di sorveglianza che si ritroverà tra le mani una legge più severa, e meno elastica, di quella bocciata dalla Corte stessa.