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Cloe Bianco, nessuno istigò al suicidio la prof transgender: la Procura archivia il fascicolo

La 58enne lo scorso giugno si tolse la vita nella sua roulotte parcheggiata nei boschi tra Auronzo e Misurina
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La Procura di Belluno ha archiviato l’inchiesta aperta dopo il suicidio di Cloe Bianco, la prof transgender di 58 anni che lo scorso mese di giugno si è tolta la vita nella sua roulotte parcheggiata nei boschi tra Auronzo e Misurina. Nessuna istigazione al suicidio, quindi.

La nuova identità, l'isolamento, la fine

Il caso fu valutato subito con la massima attenzione per un precedente che risaliva a 7 anni prima e che riguardava la scelta di Cloe, al secolo Luca Bianco, di Marcon (Venezia), insegnante all’istituto Scarpa-Mattei di San Donà di Piave, di presentarsi a scuola da un giorno all’altro con abiti femminili annunciando agli studenti che quella sarebbe stata la sua nuova identità. Seguì un caso mediatico e giudiziario, visto che l’Ufficio scolastico regionale aprì subito un procedimento nei confronti della prof transgender, per le modalità con cui la sua scelta venne comunicata agli studenti. Seguiron…

La Procura di Belluno ha archiviato l’inchiesta aperta dopo il suicidio di Cloe Bianco, la prof transgender di 58 anni che lo scorso mese di giugno si è tolta la vita nella sua roulotte parcheggiata nei boschi tra Auronzo e Misurina. Nessuna istigazione al suicidio, quindi.

La nuova identità, l'isolamento, la fine

Il caso fu valutato subito con la massima attenzione per un precedente che risaliva a 7 anni prima e che riguardava la scelta di Cloe, al secolo Luca Bianco, di Marcon (Venezia), insegnante all’istituto Scarpa-Mattei di San Donà di Piave, di presentarsi a scuola da un giorno all’altro con abiti femminili annunciando agli studenti che quella sarebbe stata la sua nuova identità. Seguì un caso mediatico e giudiziario, visto che l’Ufficio scolastico regionale aprì subito un procedimento nei confronti della prof transgender, per le modalità con cui la sua scelta venne comunicata agli studenti. Seguirono altre traversie, sempre di tipo disciplinare, e dopo due anni Cloe Bianco decise di smettere di insegnare. La sua vita è scivolata verso l’isolamento, fino all’ultimo atto, con il suicidio preceduto da una lunga lettera pubblicata sul blog personale. “Una donna brutta non ha a disposizione le opportunità per raccontarsi, offerte dalla vita. Si tratta d’esistere sempre sommessamente, nella penombra. In punta di piedi, sempre ai bordi della periferia sociale, dov’è difficile guardare in faccia la realtà. Io sono brutta, decisamente brutta, sono una donna transgenere”. Un testamento di dolore in cui traspariva tutta la sofferenza provata negli ultimi anni. 

Caso archiviato

In seguito al rogo della roulotte, il pm Marta Tollardo, in accordo con il procuratore capo di Belluno Paolo Luca, ha ordinato il test del Dna sui resti del corpo, reso irriconoscibile dalle fiamme. Le indagini, come ricostruisce il Corriere del Veneto, non hanno individuato alcuna circostanza che lasci pensare possano esserci profili di responsabilità da parte di altre persone. Nessuno avrebbe spinto Cloe Bianco a suicidarsi. O meglio: non è stato possibile attribuire nomi e cognomi all’isolamento che ha spinto Cloe Bianco a farla finita. Per questo motivo la Procura ha deciso di archiviare il fascicolo, rimasto fino alla fine senza ipotesi di reato.