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La rivincita di ReiThera: realizza un vaccino contro Ebola. Partite dall'Italia le prime mille dosi inviate in Uganda

(afp)
La biotech italiana aveva cercato di mettere a punto un vaccino contro il Covid. Ma era stata abbandonata dal governo. Insieme all'istituto americano Sabin e con i fondi anche del ministero della salute Usa, ha spedito il farmaco nel paese africano, colpito da un'epidemia di febbre emorragica
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Il laboratorio che doveva produrre il vaccino italiano contro il Covid ora è al lavoro per Ebola. Dalla biotech ReiThera di Castel Romano, vicino alla capitale, sono appena partite le prime 1.100 fiale per contenere l'epidemia di febbre emorragica in Uganda. ReiThera le ha prodotte insieme all'Istituto americano Sabin, con il contributo del governo americano, dopo che il suo vaccino contro il Covid si era fermato a metà della sperimentazione. I fondi pubblici promessi dal governo italiano alla fine del 2020 infatti (81 milioni, in parte da restituire) alla biotech non sono mai arrivati. E le 200mila dosi prodotte nel 2021 a Castel Romano contro il Covid sono rimaste inutilizzate.

L'epidemia in Uganda

Diversa è la situazione con il vaccino per Ebola. Un'epidemia del ceppo Sudan dal 20 settembre ha causato 142 contagi e 56 vittime in Uganda. L'infezione è meno contagiosa …

Il laboratorio che doveva produrre il vaccino italiano contro il Covid ora è al lavoro per Ebola. Dalla biotech ReiThera di Castel Romano, vicino alla capitale, sono appena partite le prime 1.100 fiale per contenere l'epidemia di febbre emorragica in Uganda. ReiThera le ha prodotte insieme all'Istituto americano Sabin, con il contributo del governo americano, dopo che il suo vaccino contro il Covid si era fermato a metà della sperimentazione. I fondi pubblici promessi dal governo italiano alla fine del 2020 infatti (81 milioni, in parte da restituire) alla biotech non sono mai arrivati. E le 200mila dosi prodotte nel 2021 a Castel Romano contro il Covid sono rimaste inutilizzate.

L'epidemia in Uganda

Diversa è la situazione con il vaccino per Ebola. Un'epidemia del ceppo Sudan dal 20 settembre ha causato 142 contagi e 56 vittime in Uganda. L'infezione è meno contagiosa del Covid, ma ha una letalità molto alta: attorno al 40% degli infettati muore.

Nessun vaccino per la variante Sudan è mai stato approvato. Per contrastare il virus l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha scelto tre vaccini sperimentali: saranno usati, valutati ed eventualmente approvati durante l'epidemia in corso, a meno che non si spenga prima.

I tre vaccini sperimentali

Il primo a essere arrivato in Uganda lo scorso 8 dicembre ("dopo appena 79 giorni dallo scoppio dell'epidemia" fa notare con soddisfazione l'Oms) è proprio il lotto di fiale spedito da Castel Romano a una temperatura di 60 gradi sotto zero. In tutto, man mano che saranno pronte, l'Uganda riceverà quasi 10mila fiale da ReiThera. Saranno usate per vaccinare i contatti stretti delle persone eventualmente contagiate (l'epidemia al momento è fortunatamente in ritirata).

Gli altri due vaccini che saranno sperimentati sotto l'occhio dell'Oms e dell'università locale di Makerere sono prodotti dalla multinazionale Merck e dall'università di Oxford, con lo stesso istituto Jenner protagonista della corsa al vaccino contro il Covid, che si avvarrà per la produzione dell'aiuto del Serum Institute in India, la fabbrica di vaccini più grande al mondo.

"Siamo molto felici dell'arrivo dei nuovi vaccini" ha detto il Ministro della Salute di Kampala, Jane Ruth Aceng, all'arrivo delle fiale di ReiThera e Sabin all'aeroporto di Entebbe. Anche se dal 30 novembre l'Uganda non registra casi (se continuerà così l'epidemia sarà dichiarata terminata il 10 gennaio), Aceng ha confermato che la sperimentazione andrà ugualmente avanti. "Anche senza contagi, contatti a rischio o casi sospetti, il mio Ministero chiede agli scienziati di proseguire con lo studio. In Uganda sono scoppiati diversi focolai, potrebbero verificarsene altri in futuro".

L'aiuto dagli scimpanzé

L'unico vaccino contro Ebola approvato finora prende di mira la variante Zaire, la più diffusa, comparsa di recente nella Repubblica Democratica del Congo. Il vaccino di ReiThera e dell'Istituto Sabin utilizza un adenovirus di scimpanzé che normalmente causerebbe un raffreddore, ma che viene reso innocuo in laboratorio. Con un metodo simile a quello usato per il Covid, il genoma di questo virus viene arricchito con una sequenza che corrisponde a una proteina del virus di Ebola. Quando l'adenovirus "arricchito" entra nel corpo umano, le nostre cellule iniziano a produrre la proteina di Ebola che non causa alcuna malattia, ma induce il sistema immunitario a produrre anticorpi.

I laboratori di ReiThera 

La sperimentazione del vaccino di ReiThera e Istituto Sabin corrisponde a una fase due. La fase uno - quella che concerne la sicurezza - è già stata superata, prima su animali da laboratorio, poi su 56 volontari. Tutti sono stati bene e hanno prodotto anticorpi contro Ebola.