Trento-Budapest in e-skate: Stefano Rotella entra nel Guinness World Record
di Gianfranco Piccoli , di Gianfranco Piccoli"È l'unico mezzo che ti porta e che puoi portare". In fondo la filosofia di Stefano Rotella sta in questa frase striminzita. D'altra parte, l'arte di viaggiare di questo trentaseienne disegnatore tecnico, sta tutta nelle poche decine di centimetri che misura il suo skateboard a trazione elettrica. O lo cavalca, o se lo tiene nello zainetto, pronto all'uso: "Non c'è scala, salita od ostacolo che mi possa fermare". I profeti della mobilità alternativa hanno prima benedetto l'e-bike, poi il monopattino elettrico?. Ma lo skate, icona dell'adolescenza e del piacere dell'acrobazia, no: sino a lì non c'è arrivato ancora nessuno.
I 1.377,03 chilometri che ha percorso con l'e-skate fra Trento e Budapest, capitale dell'Ungheria, hanno iscritto il giovane, nato e cresciuto a Bolzano, nel Guinness World Record. Per la distanza, ma anche per il numero di stati attraversati: cinque. Un…
"È l'unico mezzo che ti porta e che puoi portare". In fondo la filosofia di Stefano Rotella sta in questa frase striminzita. D'altra parte, l'arte di viaggiare di questo trentaseienne disegnatore tecnico, sta tutta nelle poche decine di centimetri che misura il suo skateboard a trazione elettrica. O lo cavalca, o se lo tiene nello zainetto, pronto all'uso: "Non c'è scala, salita od ostacolo che mi possa fermare". I profeti della mobilità alternativa hanno prima benedetto l'e-bike, poi il monopattino elettrico?. Ma lo skate, icona dell'adolescenza e del piacere dell'acrobazia, no: sino a lì non c'è arrivato ancora nessuno.
I 1.377,03 chilometri che ha percorso con l'e-skate fra Trento e Budapest, capitale dell'Ungheria, hanno iscritto il giovane, nato e cresciuto a Bolzano, nel Guinness World Record. Per la distanza, ma anche per il numero di stati attraversati: cinque. Un riconoscimento arrivato oltre un anno dopo questo viaggio un po' matto, portato a termine nella seconda metà di agosto del 2021.
Skater per caso
Ma se qualcuno pensa che Stefano Rotella si sia reinventato e-skater dopo una giovinezza passata a fare evoluzioni nei parchi del capoluogo altoatesino, si sbaglia di grosso. Skater e recordman lo è diventato un po' per caso. "Lo skate l'avevo usato qualche mese quando avevo 13 anni. Fine. Poi ne ho comprato uno quando ho compiuto i trent'anni". Ma non per usarlo: "In verità l'ho preso perché mi piaceva il colore della tavola, arancione e azzurra: l'ho appeso in casa". Da oggetto d'arredamento si è poi trasformato in mezzo di spostamento: "Ho iniziato ad usarlo, sempre più spesso, anche per andare al lavoro". Galeotta fu la tendinite: "Mi è venuta a forza di spingere. In quel momento mi sono chiesto se, per caso, ci fosse la possibilità di avere uno skate elettrico". Nella Rete si trova di tutto, anche un crowdfunding organizzato proprio per finanziare il prototipo di un kit per elettrificare gli skateboard, dotato di un controller per azionarlo modello pista per le macchinine: "Sono stati alcuni ingegneri di Barcellona a realizzarlo, li ho anche conosciuti durante un viaggio nella città catalana. Da quando ho partecipato alla raccolta fondi all'arrivo del kit, è passato un anno e mezzo". E siamo nel 2018. Il resto è stata un'escalation, di viaggi e di fantasie: "Il primo kit mi consentiva 20 chilometri di autonomia. Da allora ho continuato a pensare a come avrei potuto battere il record di distanza". Roba da mosca bianca, perché gli appassionati di questa "disciplina" li conti davvero sulle dita di una mano che abbraccia tutto il mondo.
Viaggi sempre più lunghi
Sono iniziati i viaggi sempre più lunghi, tipo Bolzano-Verona, andata a ritorno sulla ciclabile: "165 chilometri in due giorni". O la Kufstein-Salisburgo, 101 chilometri. Stefano ha continuato ad investire sui moduli da applicare allo skate - ci ha speso alcune migliaia di euro - per aumentare l'autonomia di viaggio. Poi ha preso in mano la cartina e ha cominciato ad immaginare quella linea, tra ciclabili e carrarecce, che partiva da Trento e arrivava a Budapest, con un'asse portante costituita dalla ciclopista del Danubio. 1.377 chilometri e rotti da percorrere alla folle velocità media di 12 chilometri all'ora: "Lo skate elettrico ha una velocità di crociera di 24 chilometri orari, ma se ci metti le pause per la ricarica...".
E così, casco in testa e zaino di 12 chili sulle spalle, è partito da Trento viaggiando su quattro ruote di poliuretano montate su un pezzo di legno. Qualcosa di più di una vacanza alternativa: "È stata dura, faticoso: non avevo le gomme a camera d'aria come il detentore del precedente record... Con il poliuretano si sente sulle gambe ogni imperfezione della strada...". Curiosa la reazione delle persone che ha incontrato nei tredici giorni trascorsi sul suo singolare mezzo di trasporto: "Non hanno reagito. Provavo a spiegarmi, ma semplicemente non capivano che stavo viaggiando con lo skateboard".
Non è finita qui, ovviamente: "Ora sto progettando di partire dal Brennero e arrivare a Santa Maria di Leuca". La punta estrema della Puglia. L'ultima domanda. Stefano, perché lo fai? "È fighisssimo".