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Colpo basso alle navi Ong: porti sempre più lontani e l'asilo va chiesto a bordo

Prove generali del decreto di gennaio.La Life Support inviata a Livorno. Bimba di tre anni muore in un naufragio a Lampedusa
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Roma - Trentasei ore di navigazione per la Rise Above per raggiungere Gioia Tauro, almeno due giorni e mezzo per la Life Support per arrivare fino a Livorno. Il Viminale fa le prove generali della nuova strategia che farà da filo conduttore al prossimo decreto sulle Ong, concede porti lontanissimi alle navi umanitarie subito dopo il primo soccorso e costringe la flotta civile a lasciare di nuovo sguarnito il Mediterraneo proprio mentre, a poche miglia da Lampedusa, un’altra bimba di tre anni perde la vita nel naufragio di un barcone e un altro di due viene salvato in extremis.«È una strage senza fine, da quando sono diventato sindaco non faccio altro che accogliere morti. E sono stati tantissimi, una decina almeno, i bambini. C’è sul silenzio assordante attono a queste morti e invece dovremmo gridare», si dispera Filippo Mannino, alle prese con la ricerca di una piccola bara da far portare all’ambulatorio proprio mentre sull&rsqu…

Roma - Trentasei ore di navigazione per la Rise Above per raggiungere Gioia Tauro, almeno due giorni e mezzo per la Life Support per arrivare fino a Livorno. Il Viminale fa le prove generali della nuova strategia che farà da filo conduttore al prossimo decreto sulle Ong, concede porti lontanissimi alle navi umanitarie subito dopo il primo soccorso e costringe la flotta civile a lasciare di nuovo sguarnito il Mediterraneo proprio mentre, a poche miglia da Lampedusa, un’altra bimba di tre anni perde la vita nel naufragio di un barcone e un altro di due viene salvato in extremis.«È una strage senza fine, da quando sono diventato sindaco non faccio altro che accogliere morti. E sono stati tantissimi, una decina almeno, i bambini. C’è sul silenzio assordante attono a queste morti e invece dovremmo gridare», si dispera Filippo Mannino, alle prese con la ricerca di una piccola bara da far portare all’ambulatorio proprio mentre sull’isola è in arrivo il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ospite insieme alla compagna Francesca Verdini della villa di Berlusconi a Cala Francese.

Richiesta di asilo a bordo delle navi

Giorni di navigazione, costi altissimi per il carburante consumato, missioni interrotte per portare a terra poche decine di migranti soccorsi subito dopo il primo intervento (appena 27 la Rise Above, 70 la Life Support di Emergency al suo debutto), un colpo basso per le Ong. Per il Viminale, invece, un vero e proprio test di quel codice di condotta che prenderà forza di legge nelle prossime settimane in un decreto in cui il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riproporrà anche una sua vecchia idea: i migranti soccorsi dovranno manifestare l’interesse a presentare domanda di protezione internazionale a bordo delle navi che li hanno salvati, radicando così la competenza allo Stato di bandiera, un modo per bypassare quel meccanismo di redistribuzione post sbarco che, nonostante le tante manifestazioni di solidarietà, ha portato via dall’Italia meno di 200 persone.

Ong al contrattacco

Le Ong, prese in contropiede dall’inattesa concessione del porto, abbozzano ma annunciano battaglia: «È chiaro qual è lo scopo di queste nuove regole. Le capacità di soccorso devono essere colpite in modo mirato mentre le persone fuggono e combattono per la propria vita. Inoltre, interrompere le nostre missioni dopo ogni piccolo salvataggio e tornare immediatamente a terra comporterà inevitabilmente costi di carburante significativamente più elevati e molto tempo perso - dice Hermine Poschmann, di Mission Lifeline». Amara la reazione di Candida Lobes, responsabile delle comunicazioni della Geo Barents di Msf: «Prossimo porto Trieste? Il gioco ignobile del Viminale che nell’ignoranza dei più basici principi umanitari (e leggi internazionali), continua a infierire su centinaia di essere umani per pura propaganda». Contro il nuovo codice per le Ong anche Filippo Miraglia di Arci: «È una resa alle destre europee, già sperimentata da Minniti, un modo per criminalizzare chi salva vite umane al posto degli Stati che non vogliono farlo, un meccanismo a cui ricorrono regimi autoritari».
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