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Scuola, insegnanti di sostegno: pochi, precari e non formati. E Valditara pensa a una riforma

Secondo l'Istat, nel 2021/2022 sono aumentati ancora gli alunni disabili, arrivati a quota 316 mila, 16 mila (il 5%) in più dell'anno precedente. I docenti per gli studenti con disabilità passano da 191mila a 207mila. Di cui 7mila a carico delle scuole non statali. Ma non c'è un numero così alto di specializzati, perciò si ricorre ai "senza titolo" 
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Troppe criticità sul sostegno agli alunni disabili: i prof sono pochi, ruotano troppo e spesso non sono nemmeno formati. E il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara annuncia una riforma del settore. Nel corso dell'audizione al cospetto delle commissioni cultura di Camera e Senato dello scorso 15 dicembre, l'inquilino di viale Trastevere ha affrontato la questione. Un paio di settimane prima, era stato l'Istituto nazionale di statistica a illustrare con tabelle e dati il macrocosmo che riguarda "L'inclusione scolastica degli alunni con disabilità". L'anno di riferimento è quello appena trascorso: il 20212/2022. Nel dossier, oltre ad alcuni piccoli progressi rispetto al passato, si evidenziano i punti deboli di un fenomeno che da un lato ci vede primeggiare a livello internazionale per inclusione degli alunni con disabilità ma che, da un altro lato, evidenzia diversi aspetti critici.

Le intenzioni del ministro

Tra le l…

Troppe criticità sul sostegno agli alunni disabili: i prof sono pochi, ruotano troppo e spesso non sono nemmeno formati. E il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara annuncia una riforma del settore. Nel corso dell'audizione al cospetto delle commissioni cultura di Camera e Senato dello scorso 15 dicembre, l'inquilino di viale Trastevere ha affrontato la questione. Un paio di settimane prima, era stato l'Istituto nazionale di statistica a illustrare con tabelle e dati il macrocosmo che riguarda "L'inclusione scolastica degli alunni con disabilità". L'anno di riferimento è quello appena trascorso: il 20212/2022. Nel dossier, oltre ad alcuni piccoli progressi rispetto al passato, si evidenziano i punti deboli di un fenomeno che da un lato ci vede primeggiare a livello internazionale per inclusione degli alunni con disabilità ma che, da un altro lato, evidenzia diversi aspetti critici.

Le intenzioni del ministro

Tra le linee programmatiche del suo dicastero, Valditara inserisce anche la questione del sostegno: maggiore continuità didattica e docenti più formati. "Il tema degli insegnanti di sostegno è strategico", ha detto nel corso della sua audizione. E annuncia una riforma del sostegno che considera indispensabile. "L'insegnante di sostegno deve servire a far emergere i talenti di un ragazzo, la ricchezza che c'è in ogni ragazzo. Deve realizzare - prosegue il ministro - quel valore fondamentale che è la difesa e la valorizzazione della persona umana". Non basta abbattere le barriere architettoniche nei plessi scolastici per assicurare l'inserimento degli alunni con disabilità a scuola. Occorre, spiega Valditara, "che i ragazzi abbiano un docente che stia con loro nel corso degli anni, che non cambi di anno in anno". Il riferimento al balletto dei supplenti di sostegno che si verifica ogni anno è chiaro. Per assicurare maggiore stabilità ai docenti di sostegno e un servizio migliore alle famiglie e egli alunni occorre promuovere "un cambiamento importante nel reclutamento, perché oggi come oggi i dati sembrano dire, ma non vorrei sbagliarmi, le università non sono in grado di fornirci il personale, le abilitazioni necessarie per il sostegno. E qui noi dobbiamo intervenire". Ma non solo. Il ministro affronta anche la questione dei tanti, troppi, docenti di sostegno che insegnano senza adeguata specializzazione. "Non è pensabile, non potrà essere più pensabile - conclude Valditara - che questo lavoro debba essere svolto da un insegnante che non abbia una formazione adeguata".

Le criticità del 2021/2022

Da qualche anno, l'Istat pubblica un report sull'inclusione scolastica degli alunni disabili. Secondo l'Istat, nel 2021/2022 aumentano ancora gli alunni disabili nella scuola italiana. Siamo a quota 316 mila, 16 mila (il 5%) in più dell'anno precedente. I docenti di sostegno passano da 191mila a 207mila. Di cui 7mila a carico delle scuole non statali. Ma in giro un numero così alto di docenti specializzati non c'è. E i provveditorati agli studi sono stati costretti a nominare docenti "senza titolo" di specializzazione. Lo scorso anno, i docenti privi del prescritto titolo di specializzazione, anche se sono in calo percentualmente rispetto al totale, aumentano di 5mila unità: da 65mila a 70mila. In altre parole, il sistema universitario non ce la fa ad andare dietro alle richieste della scuola e un docente di sostegno su tre al fianco degli alunni più fragili del nostro sistema scolastico non è neppure specializzato. Non ha, in altri termini, ha la dovuta preparazione per affrontare le problematiche connesse con la disabilità. Anche se in alcuni casi ha maturato alcuni anni di esperienza sul campo. L'Istat fornisce anche un altro interessante dato: un alunno su sette, dopo circa un mese dall'avvio delle lezioni, è ancora senza docente di sostegno. L'anno scorso ne mancavano all'appello circa 30mila. Questo significa che 43mila alunni con handicap hanno dovuto attendere un mese (o anche più) prima di ottenere il docente di supporto. Anche comuni e ex province arrancano. Gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione, che deve garantire l'ente locale in cui ricade la scuola (il comune per le scuole del primo ciclo e l'ex provincia per quelle del secondo ciclo) comunali erano in tutto 65mila: uno ogni quattro/cinque alunni con disabilità. E considerando che gli alunni gravi sono circa la metà di quei 316mila censiti, la loro presenza a scuola è parecchio carente. Un mezzo disastro la continuità didattica: ogni anno il 59% degli alunni con disabilità cambia docente di sostegno. Con queste percentuali, è molto difficile, o quasi impossibile, che uno stesso alunno possa essere seguito dal medesimo docente di sostegno per un intero ciclo scolastico di tre o cinque anni.