Sono bastate poche ore per decidere di inserire nel Decreto Milleproroghe la norma che prolunga per un anno la apprezzatissima possibilità di inviare ai cittadini le ricette mediche via mail o cellulare. Nella bozza dell’atto di martedì sera non c’era alcun riferimento alle prescrizioni cosiddette dematerializzate. Dopo le proteste dei medici, a partire dal sindacato di quelli di famiglia Fimmg ma anche dalla Federazione degli ordini (Fnomceo), dei farmacisti, di associazioni di pazienti, delle Regioni e di esponenti politici, si è deciso di inserire il passaggio dedicato alle ricette. Non mancava l’intenzione di prendere il provvedimento, che tra l’altro è praticamente a costo zero, ma probabilmente non si erano ben valutati tempi e scadenze. Fortunatamente ci si è mossi per tempo e si è utilizzato il Decreto, visto che la materia deve essere regolata con una legge e non sarebbe bastata un’ordinanza del ministro …
Sono bastate poche ore per decidere di inserire nel Decreto Milleproroghe la norma che prolunga per un anno la apprezzatissima possibilità di inviare ai cittadini le ricette mediche via mail o cellulare. Nella bozza dell’atto di martedì sera non c’era alcun riferimento alle prescrizioni cosiddette dematerializzate. Dopo le proteste dei medici, a partire dal sindacato di quelli di famiglia Fimmg ma anche dalla Federazione degli ordini (Fnomceo), dei farmacisti, di associazioni di pazienti, delle Regioni e di esponenti politici, si è deciso di inserire il passaggio dedicato alle ricette. Non mancava l’intenzione di prendere il provvedimento, che tra l’altro è praticamente a costo zero, ma probabilmente non si erano ben valutati tempi e scadenze. Fortunatamente ci si è mossi per tempo e si è utilizzato il Decreto, visto che la materia deve essere regolata con una legge e non sarebbe bastata un’ordinanza del ministro alla Salute Orazio Schillaci.
Ancora per un anno, quindi, cronici e altri malati potranno ricevere a casa il promemoria con i codici della ricetta e presentarsi in farmacia per ritirare i medicinali. «La proroga è un vero regalo di Natale, per pazienti e medici», dice il presindente di Fnomceo, Filippo Anelli. «È un’ottima notizia perché semplifica le cose per i pazienti e dà la possibilità al medico di gestire meglio il rapporto con l’assistito, riducendo la parte burocratica e liberando tempo per la relazione di cura». Dalle Regioni, Raffaele Donini, assessore alla Salute dell’Emilia-Romagna, dice che si è risposto «a un’esigenza di semplificazione che ha dimostrato di funzionare durante la pandemia e che intendiamo continuare a fare nostra anche per il futuro, a vantaggio dei cittadini e dell’organizzazione sanitaria, de-burocratizzando il più possibile questa passaggi».
Adesso c’è chi chiede che il cambiamento diventi strutturale e si concluda la stagione delle proroghe, le prime delle quali sono arrivate durante l’emergenza Covid per evitare l’affollamento degli studi. «Ora basta lavorare in emergenza. Far fare la fila per la ricetta non mi pare una cosa utile. Si deve pensare a uscire da questa normativa emergenziale e dare stabilità alla misura», dice Pier Luigi Bartoletti, vice segretario Fimmg.
Nella riforma della ricetta dematerializzata, che risale ormai a una decina di anni fa, si prevedeva non mandare più messaggi. Il medico fa la prescrizione e il cittadino si reca in farmacia, dove attraverso la tessera sanitaria è possibile vedere quali medicinali devono essere consegnati. Il sistema funziona già ma solo in alcune Regioni. Perché si vada a regime deve essere attivato ovunque il fascicolo sanitario elettronico, dove confluiscono non solo le prescrizioni ma anche le altre informazioni sanitarie, dai ricoveri agli esami svolti.
Nel decreto, come previsto si prolunga fino al 30 giugno prossimo l’attività dell’Unità per il completamento della campagna vaccinale diretta dal generale Tommaso Petroni, che doveva essere sciolta a fine anno. Le mascherine nelle strutture sanitarie resteranno invece obbligatorie almeno fino a primavera grazie a un’ordinanza che Schillaci firmerà nei prossimi giorni.