Influenza, la curva inizia a calare. Ma i contagi restano alti fra i bambini, colpiti anche da virus gastrointestinali
di Elena Dusi , di Elena DusiIl peggio forse è passato. La circolazione dell’influenza ha smesso di crescere e ha invertito la rotta. Ma i malanni di stagione, incluso anche il Covid, non scompariranno da un giorno all’altro. Soprattutto tra i bambini, e soprattutto perché sospinti nei prossimi giorni dal vento degli incontri delle feste.
Una foresta di virus diversi
“Tra il 10 novembre e il 12 dicembre abbiamo vissuto settimane intensissime. Ora l’influenza vera e propria ha iniziato a calare, ma sta aumentando la diffusione di altri virus, come gli adenovirus e i rinovirus. Resta poi sempre alto il virus sinciziale. La mia stima è che ne avremo ancora per almeno tutto gennaio” spiega Susanna Esposito, professoressa ordinaria di pediatria all’università di Parma, che dirige il reparto dedicato ai bambini nell’azienda ospedaliera universitaria della città ed è responsabile del tavolo tecnico su malattie infettive e vaccinazioni …
Il peggio forse è passato. La circolazione dell’influenza ha smesso di crescere e ha invertito la rotta. Ma i malanni di stagione, incluso anche il Covid, non scompariranno da un giorno all’altro. Soprattutto tra i bambini, e soprattutto perché sospinti nei prossimi giorni dal vento degli incontri delle feste.
Una foresta di virus diversi
“Tra il 10 novembre e il 12 dicembre abbiamo vissuto settimane intensissime. Ora l’influenza vera e propria ha iniziato a calare, ma sta aumentando la diffusione di altri virus, come gli adenovirus e i rinovirus. Resta poi sempre alto il virus sinciziale. La mia stima è che ne avremo ancora per almeno tutto gennaio” spiega Susanna Esposito, professoressa ordinaria di pediatria all’università di Parma, che dirige il reparto dedicato ai bambini nell’azienda ospedaliera universitaria della città ed è responsabile del tavolo tecnico su malattie infettive e vaccinazioni della Sip, Società Italiana di Pediatria.
“I rinovirus e gli adenovirus danno in genere febbre meno alta rispetto all’influenza. Ma causano vomito, diarrea e inappetenza. Se la perdita di peso supera il 7% del peso corporeo e se compaiono sintomi di disidratazione, è bene rivolgersi al proprio pediatra” raccomanda Esposito.
Il calo della curva (fra gli adulti)
Il più recente bollettino Influnet si riferisce alla settimana tra il 12 e l’18 dicembre. L’incidenza a tutte le età continua a essere alta (15 casi ogni mille assistiti). Ma per la seconda settimana è in calo: la settimana precedente era di 15,6 casi. I bambini sono in testa alla classifica dei contagi, specialmente al di sotto dei 5 anni: qui l’incidenza arriva a 45,6 casi ogni mille assistiti e resta in crescita, anche se leggera (la settimana precedente erano 50,6). Le Regioni con la febbre più alta sono Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo e provincia di Bolzano.
“Se un bambino mostra qualche sintomo – raccomanda Esposito – è bene lasciarlo a casa. Anche se abbiamo organizzato grandi pranzi insieme agli altri, è meglio cambiare programma. Bisogna evitare di portare una possibile fonte di infezione dove c’è molta gente, soprattutto se sono presenti anche i nonni o altre persone fragili”.
I sintomi allarmanti
Il pediatra di famiglia è la prima persona da contattare. “E’ vero, ci sono le ferie, ma affollare i pronto soccorso non è una buona idea. E bisogna aspettarsi tempi di attesa non brevi”. Senza che il medico lo consigli, è bene non somministrare antibiotici. “Anche sciroppi per la tosse e aerosol andrebbero dati con il consenso del pediatra”.
I sintomi allarmanti i genitori sono la febbre alta che dura per più di 2-3 giorni (nei bambini più piccoli), il respiro accelerato e la disidratazione, “che si manifesta – spiega Esposito - con la mancanza dello stimolo a fare pipì e il pianto senza lacrime. Potrebbe rendere necessario un ricovero per reidratare il bambino”.
Meno bagordi, più passeggiate
In qualunque condizione, ma tanto più ora che i virus gastrointestinali sono in agguato, è bene trattare con clemenza l’apparato digestivo dei bambini. “Non esageriamo con salumi, cioccolato e cibi pesanti in genere”.
Non che il clima sia freddo, poi, ma le temperature basse non dovrebbero spaventare i genitori. “Meglio una passeggiata all’aria aperta, anche se il clima è rigido, che non una giornata passata davanti agli schermi. Il freddo non fa male ai bambini. E’ bene vestirli a strati e alleggerirli se si sta al sole e fa caldo. In caso di pioggia, vanno asciugati e cambiati il prima possibile”.