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Meteo, il satellite Mtg per prevedere gli eventi estremi fino a tre ore prima: "Così funziona il nowcasting”

Silvia Puca, dell’ufficio Attività tecnico-scientifiche del Dipartimento, racconta di come sia difficile per i modelli calcolare eventi violenti simili al nubifragio abbattutosi sulle Marche, con molte ore di anticipo. La chiave è agire a ridosso dell’evento con una comunicazione tempestiva
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È già e sarà sempre più una corsa contro il tempo. In un clima sconvolto dal riscaldamento globale, le previsioni con molte ore di anticipo di tempeste e precipitazioni potenzialmente catastrofiche sono ancora fuori dalla portata dei modelli meteo. Così ci si affida al nowcasting e alla tempestiva comunicazione per avvertire la popolazione del pericolo imminente nelle successive due o tre ore. Mtg-I1, il satellite meteo europeo di terza generazione di Eumetsat e Agenzia spaziale europea, è decollato il 13 in testa a un razzo Ariane 5 dallo spazioporto della Guyana francese e si sta dirigendo verso la sua destinazione finale, guidato dalla sala operativa del centro di controllo italiano del Fucino, gestito da Telespazio. Aiuterà a migliorare le previsioni di eventi estremi, come spiega Silvia Puca, dell’ufficio Attività Tecnico-Scientifiche per la previsione e prevenzione dei rischi della Protezione civile.

Dottoressa Puca,…

È già e sarà sempre più una corsa contro il tempo. In un clima sconvolto dal riscaldamento globale, le previsioni con molte ore di anticipo di tempeste e precipitazioni potenzialmente catastrofiche sono ancora fuori dalla portata dei modelli meteo. Così ci si affida al nowcasting e alla tempestiva comunicazione per avvertire la popolazione del pericolo imminente nelle successive due o tre ore. Mtg-I1, il satellite meteo europeo di terza generazione di Eumetsat e Agenzia spaziale europea, è decollato il 13 in testa a un razzo Ariane 5 dallo spazioporto della Guyana francese e si sta dirigendo verso la sua destinazione finale, guidato dalla sala operativa del centro di controllo italiano del Fucino, gestito da Telespazio. Aiuterà a migliorare le previsioni di eventi estremi, come spiega Silvia Puca, dell’ufficio Attività Tecnico-Scientifiche per la previsione e prevenzione dei rischi della Protezione civile.

Dottoressa Puca, perché si parla sempre più di nowcasting, cioè di previsioni subito precedenti, una-tre ore, a eventi estremi, come i temporali a sistema convettivo?

Fenomeni come quello dell’alluvione delle Marche sono molto difficili da prevedere, soprattutto se noi, come previsione mancata, intendiamo anche una previsione in modo errato da un punto di vista spaziale e temporale. Quello che i modelli giò riescono a prevedere è se ci siano le condizioni per l’innesco, la generazione di una forma di convezione. Quello che è molto difficile per i modelli europei e nazionali, è riuscire poi a dare una previsione a 12 o 24 ore di come si innescherà questa convezione, dove e con quale intensità si svilupperà. Quello che può accadere, e che è accaduto spesso, è che il modello abbia mostrato che c'erano le condizioni, lo abbia previsto, ma non sempre è riuscito a dire in modo preciso dove e quando si sarebbe sviluppato.

È stato anche il caso delle Marche?

I modelli meteo hanno fatto previsioni in cui si potevano innescare questi eventi, ma con un errore nella geolocazione.

Che cosa sperate che cambi con i dati di Mtg-I?

Anche con l'avvento di Mtg è ancora difficile immaginare che i modelli di previsione a medio e lungo termine riescanoa prevedere in modo esatto, spazio temporale, questi eventi. Quello che invece si spera di poter avere attraverso Mtg è la possibilità di dare una previsione con un anticipo di un’ora, due, massimo tre. Quindi quello che che si spera è di dare una previsione a breve-brevissimo termine più dettagliata rispetto a prima. Questo perché avremo strumenti che prima non avevamo. Per esempio il lightning imager (il cacciatore di fulmini ndr), prima potevamo osservarli solo da terra perdendone una grande parte, ora dallo spazio potremo vedere molto meglio anche le fulminazioni all’interno delle nubi e  in questo modo potremo avere maggiori informazioni per i modelli che lavorano su questi brevi tempi di previsione, e avere una capacità di miglioramento.

Anche i fulmini sono una spia?

Tutti questi sono eventi temporaleschi, c'è quasi sempre anche un accadimento di fulminazione, è una caratteristica importante. Ma non avvengono con molto anticipo. Anzi, a volte è più facile vedere altre caratteristiche delle nubi per andare a valutare quella che viene chiamata la Convective initiation, che ti dicono che lì si sta generando una instabilità che può portare a sistemi convettivi, venti verticali molto intensi, di updraft, che salgono e poi portano giù correnti fredde molto, molto rapide.

Il nowcasting, tre ore prima di un evento, significa che potremo avere anche più precisione nel localizzarlo?

La speranza è proprio quella. Si sta già lavorando per riuscire ad avere un'informazione più esatta, diciamo nella previsione, però a pochissimo tempo di distanza al momento arriviamo a circa un’ora usando soprattutto i dati dei radar meteorologici. Questi dati insieme a quelli satellitari assimilati nei modelli numerici speriamo ci permettano di prevedere questi eventi con un anticipo fino a due-tre ore.

E alla luce di fenomeni sempre più intensi e sempre più frequenti, cosa può fare la Protezione civile in termini di allerta?

Io mi occupo in particolare dell'utilizzo di tecnologie satellitari per il monitoraggio e previsione. Quindi questi sono aspetti che i colleghi di altre aree seguono in modo dettagliata. Quello che si sta rafforzando sicuramente sempre più è la comunicazione dall'ambito nazionale a quello locale, fino al cittadino. Queste tecnologie ci aiuteranno anche su questo.

Il climate change ci ha messo in una posizione in cui non possiamo fare affidamento sulla previsione se non a brevissimo termine, quando tutto sta per accadere.

Si sta lavorando parallelamente per un aumento della capacità di previsione a medio-lungo termine, soprattutto nell’ambito europeo e in quello a breve termine in ambito nazionale. Da questo punto di vista la nuova Agenzia ItaliaMeteo darà sicuramente un contributo importante. In entrambi i casi il contributo dei dati satellitari gioca sempre più un ruolo fondamentale. siccome piano piano iniziamo ad avere più modelli che prevedono con un’ora o due quello che sta per avvenire, si sta lavorando per comunicare sempre più rapidamente questa informazione che si deve trasformare in azioni. La Protezione civile è un sistema locale per legge, e nazionale, cioè i responsabili di Protezione civile, prima di tutto sono i Comuni, i sindaci, poi per quanto riguarda il monitoraggio e le previsioni sono le Regioni. Questo è importante, perché fa sì che loro direttamente abbiano l'informazione. Siamo l'unico Paese in Europa che, grazie all’Aeronautica Militare, ha la possibilità di una ricezione Eumetcast nei centri funzionali decentrati e quindi la possibilità di ricevere direttamente i dati.

Un'antenna che guarda il satelliti?

Il Dipartimento di Protezione Civile ha richiesto un accesso “chiavetta” per ognuno di essi in modo che potesse avere la ricezione diretta di questi dati.

Chi si occupa dell’elaborazione?

Il dato arriva già elaborato. L’Eumetsat stessa elabora molti dei prodotti che noi vediamo attraverso dei gruppi internazionali (Saf) che li sviluppano e rendono operativi. L’Italia ha il coordinamento di uno dei più grandi, l’Hydrology Saf, che si occupa proprio della stima da dati satellitari Eumetsat, Nasa e Noaa di precipitazione, umidità del terreno e copertura nevosa. Le stime di precipitazione dell’H-Saf sono distribuite dall’Eumetsat in tutta Europa.