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Record di casi e rischio varianti, il Covid in Cina ora spaventa l'Occidente

L'epidemiologo Massimo Ciccozzi: "Se il coronavirus circola tanto può nascere una mutazione più contagiosa. Preoccupa il fatto che Pechino non comunichi i dati. L’Oms dovrebbe impuntarsi per averli. In questo modo non siamo in grado di capire quello che sta succedendo ed adottare eventuali strategie"
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I casi aumentano e le informazioni sono poche. L'esplosione della pandemia in Cina, che è coincisa con la conclusione delle misure super restrittive adottate in quel Paese da quando è stato isolato per la prima volta il coronavirus, preoccupa l'Occidente. Da noi Omicron 5 non fa più paura, anche se va affrontata con cautela soprattutto per proteggere i fragili, ai quali anche il ministero della Salute suggerisce di andare avanti con la vaccinazione. In questo periodo provoca sintomi più pesanti l'influenza, arrivata in anticipo e responsabile di un numero di casi mai visto in anni recenti.

Gli errori della Cina

Ma quanto deve preoccupare quello che accade in Cina? Risponde alla domanda Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di Statistica medica ed epidemiologia del Campus biomedico di Roma. "Loro hanno sbagliato politica. Andare avanti con la linea degli "zero contagi" non era possibile e in più dobbiamo con…

I casi aumentano e le informazioni sono poche. L'esplosione della pandemia in Cina, che è coincisa con la conclusione delle misure super restrittive adottate in quel Paese da quando è stato isolato per la prima volta il coronavirus, preoccupa l'Occidente. Da noi Omicron 5 non fa più paura, anche se va affrontata con cautela soprattutto per proteggere i fragili, ai quali anche il ministero della Salute suggerisce di andare avanti con la vaccinazione. In questo periodo provoca sintomi più pesanti l'influenza, arrivata in anticipo e responsabile di un numero di casi mai visto in anni recenti.

Gli errori della Cina

Ma quanto deve preoccupare quello che accade in Cina? Risponde alla domanda Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di Statistica medica ed epidemiologia del Campus biomedico di Roma. "Loro hanno sbagliato politica. Andare avanti con la linea degli "zero contagi" non era possibile e in più dobbiamo considerare che il loro vaccino non è molto buono". Come ha spiegato alcuni giorni fa Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero, il virus non va né bloccato del tutto (cosa che è stata utile, brevemente, all'inizio), né lasciato correre troppo velocemente.

L'assenza di dati

Per Ciccozzi a preoccupare è prima di tutto "il fatto che non comunichino i dati. L'Oms dovrebbe impuntarsi per averli, la Cina fa parte del mondo e questa è una epidemia globale, una pandemia appunto. Non possono non comunicare i loro numeri. In questo modo non siamo in grado di capire quello che sta succedendo ed adottare eventuali strategie".

Il rischio delle nuove varianti

Il professore di Roma è un esperto di evoluzione dei virus. "E' chiaro che se il coronavirus circola tanto una variante più contagiosa, che non appartenga allo sciame di sottovarianti di Omicron 5 che stiamo vedendo, può sempre nascere. Il rischio zero in epidemiologia non esiste". Ciccozzi però non vuole essere pessimista. "Per ora abbiamo sempre visto l'evoluzione fare un passo avanti e non indietro. Il coronavirus è diventato via via più contagioso ma allo stesso tempo meno capace di fare danni. Come ormai sappiamo bene, Omicron 5 non scende nelle basse vie respiratorie ma si ferma in quelle alte, provocando patologie meno gravi di un tempo". A preoccupare però è la Cina. "I cittadini cinesi si spostano in tutto il mondo, anche per motivi commerciali e io temo soprattutto il fatto che non ci dicano cosa succede da loro. Dovremmo saperlo, ad esempio per essere subito informati sulla nascita di nuove varianti".  

I vaccini futuri

L'epidemiologo spiega che si sta lavorando a nuovi vaccini polivalenti. "Puntano a intercettare, oltre alla Spike, la proteina N, quella che cambia di meno anche da una variante all'altra - spiega Ciccozzi - Dovrebbe essere molto efficace e proteggere anche contro nuove forme del virus".

"Adesso è peggio l'influenza"

Come detto, in Italia in questo momento l'influenza provoca generalmente sintomi più importanti. "C'è un virus del Covid che è in picchiata mentre da noi è il virus dell'influenza che è in decollo. È probabile, credo, che nelle prossime settimane avremo ancora dei casi perché stiamo per raggiungere il picco, forse l'abbiamo appena raggiunto, però dobbiamo vivere con un pochino più di tranquillità", dice l'infettivologo Matteo Bassetti, infettivologo di Genova. "L'anno scorso predominava il Covid anzi era padrone indisturbato di tutte le infezioni respiratorie, quest'anno il Covid è una minoranza rispetto a tutti gli altri virus".