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Decreto Rave alla Camera, il governo pone la fiducia ma incombe una possibile “tagliola”

(ansa)
Bocciate le quattro pregiudiziali di costituzionalità, con 170 no e 127 sì, presentate da Pd, M5S, Azione-Iv e Avs. Tra 24 ore il voto di fiducia, ma l’ostruzionismo dell’opposizione può bloccare anche il voto finale  
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Ed è fiducia sul decreto Rave. A chiederla alla Camera, dopo un centinaio di durissimi interventi dell’opposizione, è il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. La fiducia sarà votata domani, tra 24 ore. La Camera, a maggioranza, respinge anche le quattro pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni, Pd, M5S, Azione-Iv e Avs. Finisce con 170 voti contro le pregiudiziali e 127 sì. Ma i rischi sulla conversione del decreto Rave non finiscono con la questione di fiducia per via dell’opposizione durissima, in atto da stamattina, da parte di Pd, M5S, Azione-Italia viva, e Avs. contro  il decreto del 31 ottobre, il primo del governo Meloni, firmato dal Guardasigilli Carlo Nordio. Che Il 30 dicembre, quindi con tempi strettissimi per il voto finale, che possono essere messi ancora in crisi dall’ostruzionismo, dev’essere convertito, pena la sua decadenza. Ed è fin troppo evidente che …

Ed è fiducia sul decreto Rave. A chiederla alla Camera, dopo un centinaio di durissimi interventi dell’opposizione, è il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. La fiducia sarà votata domani, tra 24 ore. La Camera, a maggioranza, respinge anche le quattro pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni, Pd, M5S, Azione-Iv e Avs. Finisce con 170 voti contro le pregiudiziali e 127 sì. Ma i rischi sulla conversione del decreto Rave non finiscono con la questione di fiducia per via dell’opposizione durissima, in atto da stamattina, da parte di Pd, M5S, Azione-Italia viva, e Avs. contro  il decreto del 31 ottobre, il primo del governo Meloni, firmato dal Guardasigilli Carlo Nordio. Che Il 30 dicembre, quindi con tempi strettissimi per il voto finale, che possono essere messi ancora in crisi dall’ostruzionismo, dev’essere convertito, pena la sua decadenza. Ed è fin troppo evidente che sarebbe uno smacco ben grave per l’attuale maggioranza di centrodestra. 

24 ore di tempo

Con la richiesta del voto di fiducia il governo guadagna 24 ore di tempo in cui i lavori della Camera saranno sospesi in attesa del voto, prima sulla fiducia e poi sul provvedimento. Quindi altri due voti a rischio, con ulteriore dibattito e possibilità di ulteriore ostruzionismo. Perché sia per gli ordini del giorno, che per le dichiarazioni di voto, i parlamentari hanno diritto rispettivamente a cinque minuti per gli ordini del giorno, e dieci minuti per le dichiarazioni di voto. A quel punto ci sarà per il governo una sola strada, quella di far scattare la cosiddetta “tagliola”, una misura estremamente drastica che fu utilizzata per la prima volta dall’ex presidente della Camera Laura Boldrini nel gennaio 2014 per bloccare l’ostruzionismo contro il decreto IMU-Bankitalia. Ma per “salvare” il decreto Rave non resta ormai che questa strada. 

Dal reintegro dei medici no-vax alla cancellazione dei reati contro la p.a.

Corsa contro il tempo per un provvedimento profondamente inviso alle opposizioni e non solo per l' introduzione nell'ordinamento del reato di 'Rave party', ma anche per la cancellazione dei reati contro la pubblica amministrazione dall'elenco di quelli ostativi e per il reintegro anticipato nel posto di lavoro dei medici 'No-Vax'.

Contro il provvedimento la società civile è scesa in piazza

Associazioni, studenti e giovani hanno dato vita alle "Street Parade" invadendo le vie delle principali città italiane, per dire no alla norma 'anti-Rave' parlando di "repressione". Manifestazioni contro le quali la premier Giorgia Meloni ha reagito dicendo che "è finita l'Italia che si accanisce sulle persone perbene. Qui le regole devono valere per tutti". Il decreto, criticato da molti magistrati tra cui Roberto Scarpinato, ora senatore M5S, e il consigliere togato del Csm, Giuseppe Cascini, viene definito "incostituzionale" dall'ex pm Luigi De Magistris. "E lo è - spiega De Magistris - perché prevede una fattispecie penale talmente indeterminata che qualsiasi corteo, riunione, manifestazione, occupazione o assemblea può rientrare nella norma disegnata apposta dal potere per consentire gli abusi del potere". Quindi, punta il dito anche contro "il ripristino di benefici penitenziari per i mafiosi che non collaborano.

L'articolo 633 bis

La norma anti-Rave, riscritta al Senato dal governo sulla base degli emendamenti presentati dalla presidente della Commissione Giustizia Giulia Bongiorno e dal senatore di FI Pierantonio Zanettin, introduce il nuovo articolo del codice penale, il 633-bis, che punisce con il carcere da 3 a 6 anni chi organizza mega-raduni musicali su terreni altrui, in cui si faccia anche uso di sostanze stupefacenti. Per i partecipanti varrà sempre l'articolo 633 che parla di invasione di terreni ed edifici. Tra le polemiche scatenate dal testo, una delle più significative da un punto di vista politico, è stata la decisione della capogruppo di FI al Senato, Licia Ronzulli, di non partecipare al voto per protesta contro le misure volute dalla Lega a favore dei 'No-Vax'.

Tampone non più obbligatorio per uscire dall'isolamento

L’isolamento delle persone infettate dal coronavirus, che oggi dura 5 giorni, si concluderà senza bisogno di fare un tampone. Nel decreto Rave a c’è anche un cambiamento fondamentale, e più volte annunciato, che riguarda la gestione della pandemia. Si lascia in vigore l’obbligo di isolamento ma lo si interrompe togliendo l'obbligo di fare un test. La norma infatti sopprime una previsione precedente, introdotta nell'aprile del 2021, che recitava: “La  cessazione del regime di isolamento consegue all'esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare  per  la  rilevazione  di  SARS-CoV-2, effettuato  anche  presso  centri  privati  a  ciò abilitati”.